Dal 1981 l’Italia si è ufficialmente scoperta paese di immigrazione. In quell’anno, per la prima volta, il saldo migratorio aveva un segno positivo. Questo fu un dato abbastanza sorprendente per un paese che per più di un secolo aveva visto espatriare milioni di suoi cittadini alla ricerca di migliori fortune nei paesi d’oltreoceano durante i primi decenni del XX secolo, e in altri paesi del continente europeo dopo la seconda guerra mondiale. Fin dagli esordi la presenza straniera non si è mai distribuita uniformemente sul territorio nazionale, concentrandosi prevalentemente nelle regioni a più elevato sviluppo economico del Nord e del Centro. Il maggiore dinamismo del mercato del lavoro di alcune aree territoriali si è rivelato, infatti, un importante fattore di attrazione, capace di favorire le occasioni di inserimento occupazionale della forza lavoro straniera, nonché di agevolare il passaggio da situazioni contrattuali di iniziale precarietà e flessibilità a situazioni più sicure e stabili. La sicurezza del posto di lavoro e la conseguente tranquillità economica sono, inoltre, risultate variabili cruciali sia per incentivare l’avvio di un processo di insediamento permanente nella società ospitante da parte del singolo lavoratore, sia per accelerare il ricongiungimento del nucleo familiare spezzato a seguito della migrazione oppure per agevolare la costituzione di un nucleo familiare ex novo. Non a caso, negli ultimi due decenni, l’intensificazione dei flussi migratori verso il nostro paese è stata accompagnata da una costante crescita dei ricongiungimenti familiari, segno evidente della progressiva stabilizzazione della presenza straniera sul territorio italiano. In questo contesto di immigrazione permanente di popolamento, la famiglia straniera diventa un interessante oggetto di studio, dal momento che i principali protagonisti della migrazione non sono più, o non solo, i «lavoratori ospiti» che soggiornano nella società ospitante temporaneamente per motivi di lavoro, ma sono gli interi nuclei familiari. A partire da un’indagine condotta nella Provincia di Bologna, l'articolo si propone di mettere in evidenza quelle che sono le caratteristiche delle famiglie straniere, cercando di individuare differenze e similitudini rispetto alle famiglie italiane.

Le famiglie dei giovani stranieri della provincia di Bologna: le sfide di un’immigrazione permanente

MANTOVANI, DEBORA
2009

Abstract

Dal 1981 l’Italia si è ufficialmente scoperta paese di immigrazione. In quell’anno, per la prima volta, il saldo migratorio aveva un segno positivo. Questo fu un dato abbastanza sorprendente per un paese che per più di un secolo aveva visto espatriare milioni di suoi cittadini alla ricerca di migliori fortune nei paesi d’oltreoceano durante i primi decenni del XX secolo, e in altri paesi del continente europeo dopo la seconda guerra mondiale. Fin dagli esordi la presenza straniera non si è mai distribuita uniformemente sul territorio nazionale, concentrandosi prevalentemente nelle regioni a più elevato sviluppo economico del Nord e del Centro. Il maggiore dinamismo del mercato del lavoro di alcune aree territoriali si è rivelato, infatti, un importante fattore di attrazione, capace di favorire le occasioni di inserimento occupazionale della forza lavoro straniera, nonché di agevolare il passaggio da situazioni contrattuali di iniziale precarietà e flessibilità a situazioni più sicure e stabili. La sicurezza del posto di lavoro e la conseguente tranquillità economica sono, inoltre, risultate variabili cruciali sia per incentivare l’avvio di un processo di insediamento permanente nella società ospitante da parte del singolo lavoratore, sia per accelerare il ricongiungimento del nucleo familiare spezzato a seguito della migrazione oppure per agevolare la costituzione di un nucleo familiare ex novo. Non a caso, negli ultimi due decenni, l’intensificazione dei flussi migratori verso il nostro paese è stata accompagnata da una costante crescita dei ricongiungimenti familiari, segno evidente della progressiva stabilizzazione della presenza straniera sul territorio italiano. In questo contesto di immigrazione permanente di popolamento, la famiglia straniera diventa un interessante oggetto di studio, dal momento che i principali protagonisti della migrazione non sono più, o non solo, i «lavoratori ospiti» che soggiornano nella società ospitante temporaneamente per motivi di lavoro, ma sono gli interi nuclei familiari. A partire da un’indagine condotta nella Provincia di Bologna, l'articolo si propone di mettere in evidenza quelle che sono le caratteristiche delle famiglie straniere, cercando di individuare differenze e similitudini rispetto alle famiglie italiane.
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