Una riflessione insieme lucida e accorata sulla contemporaneità umanistico-scientifica oggi, in Russia come in occidente, in un’epoca che si confronta con l’esperienza del «dopo» a molteplici livelli del «mondo della storia» e del «mondo della vita». Approcci a un’«epistemologia umanistica» come «filosofia della seconda coscienza», ermeneutica dialogica che è insieme filosofia del linguaggio e ontologia sociale. La postulazione di una nuova «filologizzazione della filosofia» che riproponga il genere discorsivo del «commento» nella sua duplice anima della «comprensione» e della «spiegazione». Nella nostra epoca «postbarbarica», la ripresa di un discorso interrotto per una nuova disputa tra «antichi» e «moderni». La parola di un filosofo, e il suo appello a un ritorno alla valenza etica dell’insegnamento. Contestualizzata nell'ambito della tradizione filosofica occidentale novecentesca, da un lato; della complessa tradizione filosofico-linguistica specificatamente russa di inizio secolo scorso, dall'altra; della "carnevalescamente ambigua" situazione della moderna culturologia, infine, è la presentazione della parola lucida, polemica, polisemica, ermetica, provocatoria, feconda, rara, di uno dei traduttori, filosofi, linguisti più atipici, profondi e innovatori del panorama culturale russo (e quindi internazionale) contemporaneo.

Dopo la Traduzione (V.L. Machlin: "Dopo l'interpretazione)

DE MICHIEL, MARGHERITA
2010

Abstract

Una riflessione insieme lucida e accorata sulla contemporaneità umanistico-scientifica oggi, in Russia come in occidente, in un’epoca che si confronta con l’esperienza del «dopo» a molteplici livelli del «mondo della storia» e del «mondo della vita». Approcci a un’«epistemologia umanistica» come «filosofia della seconda coscienza», ermeneutica dialogica che è insieme filosofia del linguaggio e ontologia sociale. La postulazione di una nuova «filologizzazione della filosofia» che riproponga il genere discorsivo del «commento» nella sua duplice anima della «comprensione» e della «spiegazione». Nella nostra epoca «postbarbarica», la ripresa di un discorso interrotto per una nuova disputa tra «antichi» e «moderni». La parola di un filosofo, e il suo appello a un ritorno alla valenza etica dell’insegnamento. Contestualizzata nell'ambito della tradizione filosofica occidentale novecentesca, da un lato; della complessa tradizione filosofico-linguistica specificatamente russa di inizio secolo scorso, dall'altra; della "carnevalescamente ambigua" situazione della moderna culturologia, infine, è la presentazione della parola lucida, polemica, polisemica, ermetica, provocatoria, feconda, rara, di uno dei traduttori, filosofi, linguisti più atipici, profondi e innovatori del panorama culturale russo (e quindi internazionale) contemporaneo.
M. De Michiel
File in questo prodotto:
Eventuali allegati, non sono esposti

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/101668
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact