Il lavoro indaga la rappresentazione di genere nelle tre maggiori riviste di fotoromanzi italiani, «Grand Hotel», «Bolero Film» e «Sogno», pubblicate in epoca post-fascista, in un periodo di tempo compreso tra il 1947 e il 1960. Lo studio è stato realizzato effettuando un’analisi quantitativa e qualitativa degli aggettivi qualificativi riferiti ai personaggi che compaiono nelle storie a fumetti di quasi 400 numeri. Il corpus totale analizzato è di 2.025 aggettivi qualificativi che sono stati prima divisi per genere, maschile e femminile, e poi distinti in aggettivi riferiti all’aspetto fisico e aggettivi relativi alle caratteristiche psicologiche e comportamentali dei personaggi. I risultati dell’analisi hanno confermato la presenza del doppio standard, teorizzato da Sontag negli anni Novanta, per cui alle donne è richiesto, molto più che agli uomini, di essere belle e giovane. Alcuni aggettivi sono segnale dell’erotizzazione del corpo femminile nei media, contrariamente a quello maschile, che non è mai esplicitamente oggettivizzato. Sul piano caratteriale, i personaggi femminili riflettono in gran parte i modelli della letteratura di formazione ottocentesca. Tuttavia, il dato più interessante riguarda gli aggettivi riferiti al carattere, dall’analisi di tale gruppo è emersa una simmetria tra i generi: sia gli uomini che le donne dei fotoromanzi sono rappresentati come travolti dall'amore, disperati per l’abbandono del partner, tristi e sconvolti dalla solitudine. Le pene d’amore sono vissute con lo stesso trasporto da entrambi i sessi, sfidando gli stereotipi dell'epoca della donna sentimentale e dell'uomo insensibile.
Del Quercio, N.F. (2024). La rappresentazione di genere nel fotoromanzo italiano del secondo dopoguerra: analisi quanti-qualitativa degli aggettivi qualificativi. LINGUE E CULTURE DEI MEDIA, 8(1), 55-68 [10.54103/2532-1803/24870].
La rappresentazione di genere nel fotoromanzo italiano del secondo dopoguerra: analisi quanti-qualitativa degli aggettivi qualificativi
Del Quercio, Nike Francesca
2024
Abstract
Il lavoro indaga la rappresentazione di genere nelle tre maggiori riviste di fotoromanzi italiani, «Grand Hotel», «Bolero Film» e «Sogno», pubblicate in epoca post-fascista, in un periodo di tempo compreso tra il 1947 e il 1960. Lo studio è stato realizzato effettuando un’analisi quantitativa e qualitativa degli aggettivi qualificativi riferiti ai personaggi che compaiono nelle storie a fumetti di quasi 400 numeri. Il corpus totale analizzato è di 2.025 aggettivi qualificativi che sono stati prima divisi per genere, maschile e femminile, e poi distinti in aggettivi riferiti all’aspetto fisico e aggettivi relativi alle caratteristiche psicologiche e comportamentali dei personaggi. I risultati dell’analisi hanno confermato la presenza del doppio standard, teorizzato da Sontag negli anni Novanta, per cui alle donne è richiesto, molto più che agli uomini, di essere belle e giovane. Alcuni aggettivi sono segnale dell’erotizzazione del corpo femminile nei media, contrariamente a quello maschile, che non è mai esplicitamente oggettivizzato. Sul piano caratteriale, i personaggi femminili riflettono in gran parte i modelli della letteratura di formazione ottocentesca. Tuttavia, il dato più interessante riguarda gli aggettivi riferiti al carattere, dall’analisi di tale gruppo è emersa una simmetria tra i generi: sia gli uomini che le donne dei fotoromanzi sono rappresentati come travolti dall'amore, disperati per l’abbandono del partner, tristi e sconvolti dalla solitudine. Le pene d’amore sono vissute con lo stesso trasporto da entrambi i sessi, sfidando gli stereotipi dell'epoca della donna sentimentale e dell'uomo insensibile.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



