Con il caratteristico stile ibrido, “bastardo” che da tempo contraddistingue la “scrittura orale” di Nadiani, Low Society presenta il meglio dell’ironica “bassa società” disegnata dalla penna pungente dello scrittore romagnolo: una serie di storie da dirsi ad alta voce dal tono cabarettistico interpretate direttamente dall’autore, incentrate su una variegata galleria di common people che si ritrovano a vivere in un presente che indossa i lustrini modaioli del linguaggio sincretico anglo-italiano della televisione, di Internet e della pubblicità (dall’autore definito anglobo) e che cerca di nascondere in tutti modi le ferite inferte a una varia umanità che, dedita alla ricerca di una pseudo felicità a ogni costo, si ritrova immersa nella più sconsolante solitudine o assenza di comunicazione. I toni usati da Nadiani per cogliere questa contemporaneità sfregiata sono pertinenti a un’ironia amara, che spesso sconfina nel comico inteso come forma sovversiva assoluta e messa in mora delle forme razionali, basata sull’incontro/scontro di lingua e dialetto (la lingua da bar) ad attraversare i “ragionamenti” ad alta voce, le ossessioni (lo sport, il sesso, il denaro, l’apparire, il senso della vita ecc.) dei personaggi, presi e persi nel conflitto tra i sessi o tra le generazioni, tra l’ipermodernità e un inconscio desiderio di una qualche identità.

LOW SOCIETY

NADIANI, GIOVANNI
2010

Abstract

Con il caratteristico stile ibrido, “bastardo” che da tempo contraddistingue la “scrittura orale” di Nadiani, Low Society presenta il meglio dell’ironica “bassa società” disegnata dalla penna pungente dello scrittore romagnolo: una serie di storie da dirsi ad alta voce dal tono cabarettistico interpretate direttamente dall’autore, incentrate su una variegata galleria di common people che si ritrovano a vivere in un presente che indossa i lustrini modaioli del linguaggio sincretico anglo-italiano della televisione, di Internet e della pubblicità (dall’autore definito anglobo) e che cerca di nascondere in tutti modi le ferite inferte a una varia umanità che, dedita alla ricerca di una pseudo felicità a ogni costo, si ritrova immersa nella più sconsolante solitudine o assenza di comunicazione. I toni usati da Nadiani per cogliere questa contemporaneità sfregiata sono pertinenti a un’ironia amara, che spesso sconfina nel comico inteso come forma sovversiva assoluta e messa in mora delle forme razionali, basata sull’incontro/scontro di lingua e dialetto (la lingua da bar) ad attraversare i “ragionamenti” ad alta voce, le ossessioni (lo sport, il sesso, il denaro, l’apparire, il senso della vita ecc.) dei personaggi, presi e persi nel conflitto tra i sessi o tra le generazioni, tra l’ipermodernità e un inconscio desiderio di una qualche identità.
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