La presenza di contaminanti ambientali nelle acque dolci può comportare gravi alterazioni dello sviluppo larvale in specie ittiche pregiate come la tinca (Tinca tinca, Linnaeus 1758), comportando un danno sia dal punto di vista economico che degli aspetti alieutici e di conservazione. Tra questi contaminanti uno dei più comuni è il nonilfenolo (NP). Nonostante sia noto per la sua azione estrogeno-simile, recentemente sono stati dimostrati i suoi effetti anche a livello tiroideo, consolidando il suo inserimento tra gli interferenti endocrini. Il presente studio è stato finalizzato alla ricerca di alterazioni istologiche in tiroide, gonadi e fegato e degli ormoni tiroidei in giovanili di tinca a seguito di esposizione in acqua per 45 giorni a 25 e 100 μg/l NP. Ai gruppi trattati sono stati aggiunti un gruppo di controllo negativo (solvente etanolo) e uno di controllo positivo (propiltiouracile). Venticinque esemplari per gruppo sono stati prelevati ad intervalli di 15 giorni per le valutazioni istologiche e le analisi tossicologiche (rispettivamente 10 e 15 esemplari/gruppo). Al termine del periodo di esposizione, gli esemplari rimasti sono stati mantenuti in acqua pulita per ulteriori 15 giorni e quindi sottoposti alle medesime indagini. Di tre soggetti per gruppo è stata scelta una sezione istologica dalla quale è stato poi valutato un solo campo di tessuto tiroideo faringeo. Al numero totale di follicoli tiroidei presenti nel campo selezionato è stato attribuito un punteggio crescente in base al diametro. Gonadi e fegato sono stati inoltre inclusi nella valutazione istologica e limitatamente al fegato è stato attribuito un punteggio crescente in base alla gravità delle lesioni di tipo degenerativo. I dati ottenuti sono stati valutati statisticamente; l'analisi delle componenti principali è stata applicata ai valori derivati dalle valutazioni istologiche della tiroide. Le analisi dei livelli di ormoni tiroidei, eseguite su omogenato dell’intero animale, hanno evidenziato in tutti i gruppi un drastico calo dei livelli di T4, più marcato e precoce nel gruppo 100 μg/l NP. Un comportamento analogo è stato evidenziato per i livelli di T3 in tutti i gruppi, anche se il gruppo a più alto dosaggio ha presentato un ritardo del picco ormonale. L’analisi statistica eseguita sui valori ricavati in base al diametro dei follicoli tiroidei ha evidenziato differenze tra i vari trattamenti nel punteggio totale dei follicoli e nel numero di follicoli di piccole dimensioni, più elevato nei gruppi trattati. Non sono state riscontrate alterazioni istologiche a carico del tessuto gonadico, mentre gli epatociti hanno evidenziato una degenerazione idropica di grado variabile. Dall’analisi di questi risultati preliminari il NP sembra esercitare un

ESPOSIZIONE A NONILFENOLO DI GIOVANILI DI TINCA (TINCA TINCA, LINNAEUS 1758): RILIEVI ISTOLOGICI E DETERMINAZIONE DEI LIVELLI TIROIDEI

ZACCARONI, ANNALISA;SIRRI, RUBINA;MORDENTI, OLIVIERO;PARMEGGIANI, ALBAMARIA;MANDRIOLI, LUCIANA
2010

Abstract

La presenza di contaminanti ambientali nelle acque dolci può comportare gravi alterazioni dello sviluppo larvale in specie ittiche pregiate come la tinca (Tinca tinca, Linnaeus 1758), comportando un danno sia dal punto di vista economico che degli aspetti alieutici e di conservazione. Tra questi contaminanti uno dei più comuni è il nonilfenolo (NP). Nonostante sia noto per la sua azione estrogeno-simile, recentemente sono stati dimostrati i suoi effetti anche a livello tiroideo, consolidando il suo inserimento tra gli interferenti endocrini. Il presente studio è stato finalizzato alla ricerca di alterazioni istologiche in tiroide, gonadi e fegato e degli ormoni tiroidei in giovanili di tinca a seguito di esposizione in acqua per 45 giorni a 25 e 100 μg/l NP. Ai gruppi trattati sono stati aggiunti un gruppo di controllo negativo (solvente etanolo) e uno di controllo positivo (propiltiouracile). Venticinque esemplari per gruppo sono stati prelevati ad intervalli di 15 giorni per le valutazioni istologiche e le analisi tossicologiche (rispettivamente 10 e 15 esemplari/gruppo). Al termine del periodo di esposizione, gli esemplari rimasti sono stati mantenuti in acqua pulita per ulteriori 15 giorni e quindi sottoposti alle medesime indagini. Di tre soggetti per gruppo è stata scelta una sezione istologica dalla quale è stato poi valutato un solo campo di tessuto tiroideo faringeo. Al numero totale di follicoli tiroidei presenti nel campo selezionato è stato attribuito un punteggio crescente in base al diametro. Gonadi e fegato sono stati inoltre inclusi nella valutazione istologica e limitatamente al fegato è stato attribuito un punteggio crescente in base alla gravità delle lesioni di tipo degenerativo. I dati ottenuti sono stati valutati statisticamente; l'analisi delle componenti principali è stata applicata ai valori derivati dalle valutazioni istologiche della tiroide. Le analisi dei livelli di ormoni tiroidei, eseguite su omogenato dell’intero animale, hanno evidenziato in tutti i gruppi un drastico calo dei livelli di T4, più marcato e precoce nel gruppo 100 μg/l NP. Un comportamento analogo è stato evidenziato per i livelli di T3 in tutti i gruppi, anche se il gruppo a più alto dosaggio ha presentato un ritardo del picco ormonale. L’analisi statistica eseguita sui valori ricavati in base al diametro dei follicoli tiroidei ha evidenziato differenze tra i vari trattamenti nel punteggio totale dei follicoli e nel numero di follicoli di piccole dimensioni, più elevato nei gruppi trattati. Non sono state riscontrate alterazioni istologiche a carico del tessuto gonadico, mentre gli epatociti hanno evidenziato una degenerazione idropica di grado variabile. Dall’analisi di questi risultati preliminari il NP sembra esercitare un
Atti del XVI Congresso Nazionale S.I.P.I. (Società Italiana di Ittiopatologia)
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Zaccaroni A.; Sirri R.; Mordenti O.; Parmeggiani A.; Mandrioli L.
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