Il focus propone una serie di contributi, realizzati da vari autori, in riferimento all'uso della comunicazione corporea nella cura educativa presso la scuola dell'infanzia. Lo studio, svolto in collaborazione con la FISM Bologna, è nato dall'esigenza di realizzare una verifica rispetto alle iniziative di formazione realizzate negli anni precedenti in tema di corporeità delle insegnanti e alla loro ricaduta nella pratica educativa quotidiana. Un articolo di apertura riflette sulle motivazioni verso una ricerca su didattica e comunicazione corporea. Il contributo sostiene l'importanza della relazione con i bambini in eta prescolare, relazione che viene prima del mondo del sapere proprio perchè abbraccia l'espressione corporea e l'essere al mondo col corpo prima ancora che con la comunicazione verbale. L'idea di fondo, dunque, sostiene he la componente corporea, dal punto di vista educativo, è spesso più importante dello stretto contenuto semantico dei discorsi. Diviene utile riflettere sulla dimensione corporea dell'insegnante affinchè non sia considerata, dal punto di vista didattico, solo come tratto spontaneo e amrginale. Appare invece importate, per chi insegna, acquisire consapevolezza sull'importanza della corporeità come parte della propria professionalità. Un secondo articolo definisce il profilo metodologico della ricerca che si caratterizza come studio di caso di tipo intensivo all'interno della ricerca empirica. Un campo di ricerca ristretto, la triangolazione dei ricercatori e delle tecniche, la natura qualitativa e quantitativa dei dati, il campione esiguo dei soggetti osservati, hanno caratterizzato uno studio di caso in situazione ecologica, cioè sul luogo, nei tempi e con le attività reali che quotidianamente impegnano insegnanti e bambini nella loro relazione educativa. Un terzo articolo definisce, nel dettaglio, lo strumento di registrazione dei dati raccolti attraverso le videoriprese delle attività osservate. La definizione della griglia di osservazione ha rappresentato il passaggio necessario per una ricerca empirica basata sulla raccolta e la codifica di dati comploessi come quelli riferiti al comportamento corporeo, dove si tratta di conciliare l'aspetto analitico e quello globale. Indicatori e descrittori vengono declinati in relazione a diversi aspetti (spazio, tempo, postura, gestualità, movimento, mimica, contatto corporeo, linguaggio non verbale) che, nell'insieme, caratterizzano la relazione corporea nella situazione educativa. Un quarto articolo presenta e commenta i dati raccolti e analizzati statisticamente. L'analisi delle varie categorie di indicatori ha consentito di verificare come, il complesso delle risultanze, indichi un atteggiameto di cura educativa che, senza forzare la comunicazione, propone una relazione serena, presente e adeguata alla situazione contingente. Le esperienze oggetto dell'osservazione, in sintesi, evidenziano una sostanziale uniformità con il modello "scolastico", caratterizzato da una opportuna (non invadente) direttività educativa che, nonostante le diverse tipologie di attività poposte, tende a caratterizzare una situazione ddidattica serena e rassicuante per il bambino. Un quinto articolo presenta le considerazioni, le proposte e le critiche fatte dalle insegnanti dopo la restituzione degli esiti di ricerca in un apposito seminario. L'idea del contributo è dare senso al lavoro di ricerca dando voce, in un processo di co-costruzione, a chi ne è stato il protagonista o ne sarà il fruitore. Guadagni, difficoltà, criticità, desiderata e prospettive sono state evidenziate negli interventi e nelle testimonianza delle insegnanti che hanno aperto la ricerca oltre l'ambito circoscritto dei suoi dati. Le ricerche di orientamento pedagogico risulterebbero inadeguate se ridotte solamente in termini di una scientificità oggettiva proprio là dove le soggettività sono parte fondamentale della ricerca stessa.

Quando le insegnanti parlano col corpo (Focus in rivista)

CECILIANI, ANDREA
2011

Abstract

Il focus propone una serie di contributi, realizzati da vari autori, in riferimento all'uso della comunicazione corporea nella cura educativa presso la scuola dell'infanzia. Lo studio, svolto in collaborazione con la FISM Bologna, è nato dall'esigenza di realizzare una verifica rispetto alle iniziative di formazione realizzate negli anni precedenti in tema di corporeità delle insegnanti e alla loro ricaduta nella pratica educativa quotidiana. Un articolo di apertura riflette sulle motivazioni verso una ricerca su didattica e comunicazione corporea. Il contributo sostiene l'importanza della relazione con i bambini in eta prescolare, relazione che viene prima del mondo del sapere proprio perchè abbraccia l'espressione corporea e l'essere al mondo col corpo prima ancora che con la comunicazione verbale. L'idea di fondo, dunque, sostiene he la componente corporea, dal punto di vista educativo, è spesso più importante dello stretto contenuto semantico dei discorsi. Diviene utile riflettere sulla dimensione corporea dell'insegnante affinchè non sia considerata, dal punto di vista didattico, solo come tratto spontaneo e amrginale. Appare invece importate, per chi insegna, acquisire consapevolezza sull'importanza della corporeità come parte della propria professionalità. Un secondo articolo definisce il profilo metodologico della ricerca che si caratterizza come studio di caso di tipo intensivo all'interno della ricerca empirica. Un campo di ricerca ristretto, la triangolazione dei ricercatori e delle tecniche, la natura qualitativa e quantitativa dei dati, il campione esiguo dei soggetti osservati, hanno caratterizzato uno studio di caso in situazione ecologica, cioè sul luogo, nei tempi e con le attività reali che quotidianamente impegnano insegnanti e bambini nella loro relazione educativa. Un terzo articolo definisce, nel dettaglio, lo strumento di registrazione dei dati raccolti attraverso le videoriprese delle attività osservate. La definizione della griglia di osservazione ha rappresentato il passaggio necessario per una ricerca empirica basata sulla raccolta e la codifica di dati comploessi come quelli riferiti al comportamento corporeo, dove si tratta di conciliare l'aspetto analitico e quello globale. Indicatori e descrittori vengono declinati in relazione a diversi aspetti (spazio, tempo, postura, gestualità, movimento, mimica, contatto corporeo, linguaggio non verbale) che, nell'insieme, caratterizzano la relazione corporea nella situazione educativa. Un quarto articolo presenta e commenta i dati raccolti e analizzati statisticamente. L'analisi delle varie categorie di indicatori ha consentito di verificare come, il complesso delle risultanze, indichi un atteggiameto di cura educativa che, senza forzare la comunicazione, propone una relazione serena, presente e adeguata alla situazione contingente. Le esperienze oggetto dell'osservazione, in sintesi, evidenziano una sostanziale uniformità con il modello "scolastico", caratterizzato da una opportuna (non invadente) direttività educativa che, nonostante le diverse tipologie di attività poposte, tende a caratterizzare una situazione ddidattica serena e rassicuante per il bambino. Un quinto articolo presenta le considerazioni, le proposte e le critiche fatte dalle insegnanti dopo la restituzione degli esiti di ricerca in un apposito seminario. L'idea del contributo è dare senso al lavoro di ricerca dando voce, in un processo di co-costruzione, a chi ne è stato il protagonista o ne sarà il fruitore. Guadagni, difficoltà, criticità, desiderata e prospettive sono state evidenziate negli interventi e nelle testimonianza delle insegnanti che hanno aperto la ricerca oltre l'ambito circoscritto dei suoi dati. Le ricerche di orientamento pedagogico risulterebbero inadeguate se ridotte solamente in termini di una scientificità oggettiva proprio là dove le soggettività sono parte fondamentale della ricerca stessa.
22
9788883725401
Babini M.P.; Ceciliani A.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/98745
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