Il progetto “Linguaggi di realtà” si articola in tre parti: lo spettacolo "La strada di Pacha" di Gianluigi Gherzi e Pietro Floridia (8-11-'10), il seminario/incontro con Mimmo Borrelli Il dialetto, un luogo vivo della memoria (13-12-'10) e la tavola rotonda “Linguaggi di realtà”, (14-12-'10) alla quale partecipano Babilonia Teatri, Motus, Marco Martinelli, Mimmo Borrelli, Pietro Floridia, Mario Gelardi, Gianluigi Gherzi, Massimo Marino e Cristina Valenti. "La strada di Pacha" non è né un monologo né una narrazione. Gherzi non parla in quanto personaggio, ma nemmeno narra un racconto, piuttosto condivide con il pubblico quanto la sua memoria conserva ed elabora intorno a una persona reale e direttamente conosciuta, procedimento che colloca "La strada di Pacha" fra le esperienze di punta dei “Linguaggi di realtà”. La memoria, mostrata in atto, allorché costruisce visioni o frammenti di storia, espone infatti direttamente se stessa: matrice d’infinite narrazioni possibili. Gherzi racconta attivando assieme al pubblico il patrimonio di immagini, pensieri e sensazioni che la conoscenza di Pacha gli ha consegnato. Il seminario con Borrelli affronta gli sconfinamenti fra esperienze di scena e realtà, attraverso l’analisi e la contemporanea parafrasi in lettura di alcuni materiali tratti dal testo di "’A sciavec". Il convegno “Linguaggi di realtà” si propone di contribuire alla discussione circa le interazioni fra creazione scenica e esperienza vissuta del reale, interazioni che ora si traducono in drammaturgie e narrazioni; ora si svolgono all’interno del processo teatrale facendone un laboratorio aperto di acquisizioni e incontri. I partecipanti alla tavola rotonda sono rappresentativi d’importanti esperienze riconducibili, per vario verso, a questo indirizzo. Ricordiamo l’uso delle testimonianze registrate e le dichiarazioni personali degli attori negli ultimi spettacoli di Motus; le saghe adolescenziali composte da Marco Martinelli calando giovani di Ravenna, Diol Kadd, Scampia e Chicago negli archetipi narrativi di Jarry; la tenace amalgama di dialetto, luoghi comuni e linguaggio televisivo che caratterizza gli spettacoli della giovane formazione Babilonia Teatri; le tragedie di icastiche sonorità raccolte dal vivo di Mimmo Borrelli; l’opera di denuncia condotta da Gelardi con le drammaturgie di Roberto Saviano. Filoni significativi come le esperienze di “teatro e carcere” e con attori diversamente abili, vengono qui rappresentati da Massimo Marino e Cristina Valenti che hanno seguito come studiosi, testimoni e intellettuali militanti, importanti processi teatrali appartenenti a queste tipologie.

Linguaggi di realtà

GUCCINI, GERARDO
2010

Abstract

Il progetto “Linguaggi di realtà” si articola in tre parti: lo spettacolo "La strada di Pacha" di Gianluigi Gherzi e Pietro Floridia (8-11-'10), il seminario/incontro con Mimmo Borrelli Il dialetto, un luogo vivo della memoria (13-12-'10) e la tavola rotonda “Linguaggi di realtà”, (14-12-'10) alla quale partecipano Babilonia Teatri, Motus, Marco Martinelli, Mimmo Borrelli, Pietro Floridia, Mario Gelardi, Gianluigi Gherzi, Massimo Marino e Cristina Valenti. "La strada di Pacha" non è né un monologo né una narrazione. Gherzi non parla in quanto personaggio, ma nemmeno narra un racconto, piuttosto condivide con il pubblico quanto la sua memoria conserva ed elabora intorno a una persona reale e direttamente conosciuta, procedimento che colloca "La strada di Pacha" fra le esperienze di punta dei “Linguaggi di realtà”. La memoria, mostrata in atto, allorché costruisce visioni o frammenti di storia, espone infatti direttamente se stessa: matrice d’infinite narrazioni possibili. Gherzi racconta attivando assieme al pubblico il patrimonio di immagini, pensieri e sensazioni che la conoscenza di Pacha gli ha consegnato. Il seminario con Borrelli affronta gli sconfinamenti fra esperienze di scena e realtà, attraverso l’analisi e la contemporanea parafrasi in lettura di alcuni materiali tratti dal testo di "’A sciavec". Il convegno “Linguaggi di realtà” si propone di contribuire alla discussione circa le interazioni fra creazione scenica e esperienza vissuta del reale, interazioni che ora si traducono in drammaturgie e narrazioni; ora si svolgono all’interno del processo teatrale facendone un laboratorio aperto di acquisizioni e incontri. I partecipanti alla tavola rotonda sono rappresentativi d’importanti esperienze riconducibili, per vario verso, a questo indirizzo. Ricordiamo l’uso delle testimonianze registrate e le dichiarazioni personali degli attori negli ultimi spettacoli di Motus; le saghe adolescenziali composte da Marco Martinelli calando giovani di Ravenna, Diol Kadd, Scampia e Chicago negli archetipi narrativi di Jarry; la tenace amalgama di dialetto, luoghi comuni e linguaggio televisivo che caratterizza gli spettacoli della giovane formazione Babilonia Teatri; le tragedie di icastiche sonorità raccolte dal vivo di Mimmo Borrelli; l’opera di denuncia condotta da Gelardi con le drammaturgie di Roberto Saviano. Filoni significativi come le esperienze di “teatro e carcere” e con attori diversamente abili, vengono qui rappresentati da Massimo Marino e Cristina Valenti che hanno seguito come studiosi, testimoni e intellettuali militanti, importanti processi teatrali appartenenti a queste tipologie.
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