Dallo scorso 21 marzo il processo civile italiano è stato arricchito di un nuovo strumento giuridico che in tutti i Paesi civili è da anni utilizzato e ha fornito prove di grande successo, la mediazione. Come è noto, il percorso che ha portato alla piena entrata in vigore della mediazione delle controversie civili e commerciali è stato tutt’altro che semplice e ha visto come mai le diverse categorie professionali schierarsi e dividersi tra favorevoli e contrari alla nuova disciplina. In vero, il d.lgs. 4 marzo 2010, n. 28 è entrato in vigore nel mese di marzo 2010, pur tuttavia, una delle peculiari caratteristiche del decreto, l’obbligatorietà del tentativo di mediazione nelle materie indicate al suo articolo 5, è entrata in vigore solamente nello scordo mese di marzo. Al d.lgs. n. 28 del 2010 è seguito il D.M. 18 ottobre 2010, n. 180 che ha dato piena e completa attuazione alla norma, prevedendo i criteri e le modalità per l’iscrizione degli organismi presso il Ministero della giustizia, nonché quelli per la formazione, la revisione e, più in generale, la gestione dell’elenco dei mediatori. Da ultimo, il Decreto c.d. Milleproroghe ha previsto il differimento di un anno, vale a dire al marzo 2012, dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà del tentativo di mediazione nelle controversie condominiali e in quelle relative al risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti. La discussione sull’obbligatorietà del tentativo di mediazione, assai infelicemente ribattezzata da taluni “mediaconciliazione”, dimenticando le definizioni dell’art. 1 del decreto che forniscono una precisa e chiara distinzione tra mediazione e conciliazione, è stata assai ampia e articolata: le contestazioni mosse nei confronti della disciplina della mediazione sono state numerose e, in vero, non tutte completamente prive di un qualche fondamento. La presente guida, che raccoglie i contributi di esperti e studiosi della mediazione, nonché di mediatori e di formatori accreditati presso il Ministero della Giustizia per l’insegnamento della mediazione, vuole fornire una chiara e agile lettura delle diverse tematiche della nuova disciplina della mediazione utile per chi si deve attivare un procedimento di mediazione, assistere le parti nella procedura, ovvero svolgere l’attività di mediatore. La guida si chiude con una rassegna di casi nei principali settori di applicazione in cui il tentativo di mediazione è obbligatorio.

Guida alla mediazione civile e commerciale

SOLDATI, NICOLA;
2011

Abstract

Dallo scorso 21 marzo il processo civile italiano è stato arricchito di un nuovo strumento giuridico che in tutti i Paesi civili è da anni utilizzato e ha fornito prove di grande successo, la mediazione. Come è noto, il percorso che ha portato alla piena entrata in vigore della mediazione delle controversie civili e commerciali è stato tutt’altro che semplice e ha visto come mai le diverse categorie professionali schierarsi e dividersi tra favorevoli e contrari alla nuova disciplina. In vero, il d.lgs. 4 marzo 2010, n. 28 è entrato in vigore nel mese di marzo 2010, pur tuttavia, una delle peculiari caratteristiche del decreto, l’obbligatorietà del tentativo di mediazione nelle materie indicate al suo articolo 5, è entrata in vigore solamente nello scordo mese di marzo. Al d.lgs. n. 28 del 2010 è seguito il D.M. 18 ottobre 2010, n. 180 che ha dato piena e completa attuazione alla norma, prevedendo i criteri e le modalità per l’iscrizione degli organismi presso il Ministero della giustizia, nonché quelli per la formazione, la revisione e, più in generale, la gestione dell’elenco dei mediatori. Da ultimo, il Decreto c.d. Milleproroghe ha previsto il differimento di un anno, vale a dire al marzo 2012, dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà del tentativo di mediazione nelle controversie condominiali e in quelle relative al risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti. La discussione sull’obbligatorietà del tentativo di mediazione, assai infelicemente ribattezzata da taluni “mediaconciliazione”, dimenticando le definizioni dell’art. 1 del decreto che forniscono una precisa e chiara distinzione tra mediazione e conciliazione, è stata assai ampia e articolata: le contestazioni mosse nei confronti della disciplina della mediazione sono state numerose e, in vero, non tutte completamente prive di un qualche fondamento. La presente guida, che raccoglie i contributi di esperti e studiosi della mediazione, nonché di mediatori e di formatori accreditati presso il Ministero della Giustizia per l’insegnamento della mediazione, vuole fornire una chiara e agile lettura delle diverse tematiche della nuova disciplina della mediazione utile per chi si deve attivare un procedimento di mediazione, assistere le parti nella procedura, ovvero svolgere l’attività di mediatore. La guida si chiude con una rassegna di casi nei principali settori di applicazione in cui il tentativo di mediazione è obbligatorio.
245
9788832478501
Soldati N.; Thiella P.
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