La Missione Congiunta Irano-Italiana opera dal 2008 nel prestigioso sito di Persepolis (Fars), Patrimonio dell'Umanità per l'UNESCO, con un progetto di ricerca intitolato "From Palace to Town", indirizzato sui due rilevanti obiettivi della conservazione e delle indagini archeologiche. Il progetto riveste una ruolo di attenzione mondiale, sia per la particolare importanza del sito, sia perché costituisce una delle poche collaborazioni a tutt'oggi attive nel settore dei Beni Culturali tra la Repubblica Islamica dell'Iran e paesi europei, permettendo quello scambio di competenze di vitale importanza, cui tra l'altro i responsabili iraniani conferiscono grande priorità. Pertanto per l'Università di Bologna esso costituisce un luogo di massima visibilità. Il settore conservazione è indirizzato alla individuazione delle principali situazioni di degrado dei manufatti litici di Persepoli ed alla sperimentazione di tecniche di terapia mediante interventi pilota preliminari alla individuazione di relativi protocolli da applicare in modo esteso a tutto il sito successivamente alla verifica della loro validità. Il settore archeologia è dedicato alle indagini stratigrafiche per la localizzazione dell'abitato che, secondo le fonti greche ed elamiche, doveva trovarsi nei pressi della Terrazza achemenide. I sondaggi di scavo sono realizzati sulla base dei risultati di prospezioni geofisiche a cura della controparte italiana. La mancata realizzazione di tali prospezioni nel 2010 ha impedito la prevista campagna di scavo, e la parte archeologica del progetto è proseguita con le indagini tipologiche ed archeometriche sui materiali ceramici prodotti nelle precedenti campagne, con risultati di grande interesse. Il settore di conservazione ha invece visto una campagna di riesame finale delle aree da cui erano stati prelevati i campioni poi analizzati con le diverse tecniche diagnostiche possibili, al termine della quale è stato individuato il luogo su cui verranno avviati i primi interventi pilota di conservazione, previsti nel 2011.

Joint Irano-Italian Archaeological Mission at Persepolis

CALLIERI, PIERFRANCESCO;
2010

Abstract

La Missione Congiunta Irano-Italiana opera dal 2008 nel prestigioso sito di Persepolis (Fars), Patrimonio dell'Umanità per l'UNESCO, con un progetto di ricerca intitolato "From Palace to Town", indirizzato sui due rilevanti obiettivi della conservazione e delle indagini archeologiche. Il progetto riveste una ruolo di attenzione mondiale, sia per la particolare importanza del sito, sia perché costituisce una delle poche collaborazioni a tutt'oggi attive nel settore dei Beni Culturali tra la Repubblica Islamica dell'Iran e paesi europei, permettendo quello scambio di competenze di vitale importanza, cui tra l'altro i responsabili iraniani conferiscono grande priorità. Pertanto per l'Università di Bologna esso costituisce un luogo di massima visibilità. Il settore conservazione è indirizzato alla individuazione delle principali situazioni di degrado dei manufatti litici di Persepoli ed alla sperimentazione di tecniche di terapia mediante interventi pilota preliminari alla individuazione di relativi protocolli da applicare in modo esteso a tutto il sito successivamente alla verifica della loro validità. Il settore archeologia è dedicato alle indagini stratigrafiche per la localizzazione dell'abitato che, secondo le fonti greche ed elamiche, doveva trovarsi nei pressi della Terrazza achemenide. I sondaggi di scavo sono realizzati sulla base dei risultati di prospezioni geofisiche a cura della controparte italiana. La mancata realizzazione di tali prospezioni nel 2010 ha impedito la prevista campagna di scavo, e la parte archeologica del progetto è proseguita con le indagini tipologiche ed archeometriche sui materiali ceramici prodotti nelle precedenti campagne, con risultati di grande interesse. Il settore di conservazione ha invece visto una campagna di riesame finale delle aree da cui erano stati prelevati i campioni poi analizzati con le diverse tecniche diagnostiche possibili, al termine della quale è stato individuato il luogo su cui verranno avviati i primi interventi pilota di conservazione, previsti nel 2011.
P. Callieri; A. Askari Chaverdi
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