Il volume, plurilingue, raccoglie 18 saggi rappresentati, in parte, da una selezione degli interventi presentati al convegno sulla “Geografia della mediazione linguistico-culturale”, organizzato dal CeSLiC (Centro di Studi Linguistico-Culturali: Ricerca, Prassi, Formazione, diretta da D.R. Miller) nel dicembre 2008 a Bologna e, in parte, da alcuni contributi deliberatamente sollecitati. Sia la scelta dei paper sia la suddivisione del libro in 3 gruppi tematici principali (Teoria, Applicazioni, Didattica) rispecchia adeguatamente e con coerenza lo stato dell’arte dei lavori sulla mediazione, un’attività socialmente produtti-va che va indagata in una prospettiva transdisciplinare, sempre come? Ci vuole? sia linguistica sia culturale, come sottolinea la Miller nella sua Introduzione: “Why Mediation?”. I cinque contributi raggruppati sotto “Teoria” (di Caccia, Chattat, Kresić, Létourneau, Mandich) vertono in particolar modo sulle relazioni che esistono fra lingua e identità, due concetti fondamentali della mediazione linguistico-culturale. In questo contesto sono di particolare attualità i contributi che discutono il ruolo della lingua nel processo di integrazione in contesto migratorio. La parte centrale del volume, “Applicazioni” (contributi di Ballardini, Garzone, Maffei, Molinari, Navarro, Pano, Santone, Sezzi, Turci, Zotti) si distingue per l’ampiezza e l’eterogeneità tematica. Qui, infatti, si approfondiscono di volta in volta ambiti e prospettive differenti, fra i quali la linguistica contrastiva (Navarro), l’ambiente giudiziario (Ballardini e Maffei), quello post-coloniale (Molinari), la figura dell’interprete in ambito sociale (Garzone), il mondo dell’arte contemporanea (Turci), della pubblicità (Santone), della stampa (Pano), della lessicografia (Zotti), della letteratura per l’infanzia (Sezzi). Il volume si conclude con tre saggi rappresentativi sul ruolo dell’approccio mediatore nella Didattica delle lingue e delle culture straniere. Vengono, infatti, discusse la figura del mediatore o ‘facilitatore’ in particolare dal punto di vista delle sua formazione e del suo ruolo nel contesto scolastico (Cognini/Vitrone), la mediazione linguistica-culturale come insegnamento universitario (Jullion) e come mezzo per il superamento degli stereotipi linguistici e culturali (Rocco). Il libro, nel complesso, riesce a rispecchiare le diverse sfaccettature del concetto di mediazione nonché la sua applicazione nei vari ambiti socio-culturali. In particolare, emerge come la geografia della mediazione sia costituita da spazi e luoghi ancora inesplorati o poco battuti, che necessitano di una cartografia sempre più precisa e dettagliata, che il volume contribuisce a tracciare.

La geografia della mediazione linguistico-culturale

MILLER, DONNA ROSE;PANO ALAMAN, ANA
2010

Abstract

Il volume, plurilingue, raccoglie 18 saggi rappresentati, in parte, da una selezione degli interventi presentati al convegno sulla “Geografia della mediazione linguistico-culturale”, organizzato dal CeSLiC (Centro di Studi Linguistico-Culturali: Ricerca, Prassi, Formazione, diretta da D.R. Miller) nel dicembre 2008 a Bologna e, in parte, da alcuni contributi deliberatamente sollecitati. Sia la scelta dei paper sia la suddivisione del libro in 3 gruppi tematici principali (Teoria, Applicazioni, Didattica) rispecchia adeguatamente e con coerenza lo stato dell’arte dei lavori sulla mediazione, un’attività socialmente produtti-va che va indagata in una prospettiva transdisciplinare, sempre come? Ci vuole? sia linguistica sia culturale, come sottolinea la Miller nella sua Introduzione: “Why Mediation?”. I cinque contributi raggruppati sotto “Teoria” (di Caccia, Chattat, Kresić, Létourneau, Mandich) vertono in particolar modo sulle relazioni che esistono fra lingua e identità, due concetti fondamentali della mediazione linguistico-culturale. In questo contesto sono di particolare attualità i contributi che discutono il ruolo della lingua nel processo di integrazione in contesto migratorio. La parte centrale del volume, “Applicazioni” (contributi di Ballardini, Garzone, Maffei, Molinari, Navarro, Pano, Santone, Sezzi, Turci, Zotti) si distingue per l’ampiezza e l’eterogeneità tematica. Qui, infatti, si approfondiscono di volta in volta ambiti e prospettive differenti, fra i quali la linguistica contrastiva (Navarro), l’ambiente giudiziario (Ballardini e Maffei), quello post-coloniale (Molinari), la figura dell’interprete in ambito sociale (Garzone), il mondo dell’arte contemporanea (Turci), della pubblicità (Santone), della stampa (Pano), della lessicografia (Zotti), della letteratura per l’infanzia (Sezzi). Il volume si conclude con tre saggi rappresentativi sul ruolo dell’approccio mediatore nella Didattica delle lingue e delle culture straniere. Vengono, infatti, discusse la figura del mediatore o ‘facilitatore’ in particolare dal punto di vista delle sua formazione e del suo ruolo nel contesto scolastico (Cognini/Vitrone), la mediazione linguistica-culturale come insegnamento universitario (Jullion) e come mezzo per il superamento degli stereotipi linguistici e culturali (Rocco). Il libro, nel complesso, riesce a rispecchiare le diverse sfaccettature del concetto di mediazione nonché la sua applicazione nei vari ambiti socio-culturali. In particolare, emerge come la geografia della mediazione sia costituita da spazi e luoghi ancora inesplorati o poco battuti, che necessitano di una cartografia sempre più precisa e dettagliata, che il volume contribuisce a tracciare.
384
9788895451473
D.R. Miller; A. Pano
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/97506
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