I metalli pesanti rappresentano tra i principali contaminanti dell’ambiente marino, sia dal punto di vista tossicologico che di concentrazioni nei vari compartimenti ambientali. Sebbene presenti in tutti gli organismi viventi, il loro passaggio da un livello all’altro delle catene trofiche marine è ad oggi poco studiato ed approfondito. Nel presente lavoro si è voluto valutare l’intensità del trasferimento di metalli pesanti (As, Cd, Co, Cr, Cu, Fe, Hg, Ni. Pb, Se) lungo una catena trofica breve, composta da soli 4 livelli sia bentonici che pelagici, che partono da consumatori primari per arrivare ai tursiopi (Tursiops truncatus). A tal fine, sono stati prelevati campioni (n= 30) di 3 specie appartenenti al livello trofico 1, 7 specie del livello trofico 2, 5 di quello 3 ed infine tessuti diversi da esemplari di tursiope spiaggiati lungo le coste della Romagna. I campioni sono stati opportunamente mineralizzati ed analizzati con tecnica ICP-OES. I risultati analitici sono poi stati utilizzati per il calcolo del fattore di biomagnificazione (BMF), inteso come rapporto tra la concentrazione nella specie del livello superiore e quello del livello inferiore. I risultati ottenuti dalle analisi consentono innanzitutto di definire come i livelli di contaminazione osservati non siano da ritenersi elevati per nessuna delle specie considerate tranne che nel caso di Natica hebraea e di Hinia reticulata che presentano elevati livelli di arsenico. Dati interessanti vengono dall’analisi del BMF, che risulta estremamente variabile non solo in funzione delle specie, ma anche dei livelli trofici considerati. Infatti se il BMF è inferiore ad 1 nel caso dei livelli più alti e più bassi per tutti i metalli tossici, per il livello intermedio questo è sempre superiore a 1, indicando una forte concentrazione di contaminanti in questa fascia trofica. Per quanto riguarda gli elementi essenziali, come per altro immaginabile, il BMF è invece sempre superiore a 1, indicando un loro attivo assorbimento ed accumulo. Un simile profilo di accumulo è a nostra conoscenza non comune e presenta aspetti interessanti dal punto di vista del trasferimento dei contaminanti perché sembra delineare, per lo meno nella catena corta da noi considerata, un ruolo fondamentale ed “amplificante” dei predatori intermedi nell’accumulo degli inquinanti. Va per altro sottolineato come il contributo che ciascuna di queste specie fornisce al carico totale di metalli del livello superiore viene influenzato anche dalla percentuale che esse rappresentano nella dieta dei loro predatori.

Trasferimento di metalli pesanti lungo una catena trofica marina breve

SCARAVELLI, DINO;ZACCARONI, ANNALISA
2010

Abstract

I metalli pesanti rappresentano tra i principali contaminanti dell’ambiente marino, sia dal punto di vista tossicologico che di concentrazioni nei vari compartimenti ambientali. Sebbene presenti in tutti gli organismi viventi, il loro passaggio da un livello all’altro delle catene trofiche marine è ad oggi poco studiato ed approfondito. Nel presente lavoro si è voluto valutare l’intensità del trasferimento di metalli pesanti (As, Cd, Co, Cr, Cu, Fe, Hg, Ni. Pb, Se) lungo una catena trofica breve, composta da soli 4 livelli sia bentonici che pelagici, che partono da consumatori primari per arrivare ai tursiopi (Tursiops truncatus). A tal fine, sono stati prelevati campioni (n= 30) di 3 specie appartenenti al livello trofico 1, 7 specie del livello trofico 2, 5 di quello 3 ed infine tessuti diversi da esemplari di tursiope spiaggiati lungo le coste della Romagna. I campioni sono stati opportunamente mineralizzati ed analizzati con tecnica ICP-OES. I risultati analitici sono poi stati utilizzati per il calcolo del fattore di biomagnificazione (BMF), inteso come rapporto tra la concentrazione nella specie del livello superiore e quello del livello inferiore. I risultati ottenuti dalle analisi consentono innanzitutto di definire come i livelli di contaminazione osservati non siano da ritenersi elevati per nessuna delle specie considerate tranne che nel caso di Natica hebraea e di Hinia reticulata che presentano elevati livelli di arsenico. Dati interessanti vengono dall’analisi del BMF, che risulta estremamente variabile non solo in funzione delle specie, ma anche dei livelli trofici considerati. Infatti se il BMF è inferiore ad 1 nel caso dei livelli più alti e più bassi per tutti i metalli tossici, per il livello intermedio questo è sempre superiore a 1, indicando una forte concentrazione di contaminanti in questa fascia trofica. Per quanto riguarda gli elementi essenziali, come per altro immaginabile, il BMF è invece sempre superiore a 1, indicando un loro attivo assorbimento ed accumulo. Un simile profilo di accumulo è a nostra conoscenza non comune e presenta aspetti interessanti dal punto di vista del trasferimento dei contaminanti perché sembra delineare, per lo meno nella catena corta da noi considerata, un ruolo fondamentale ed “amplificante” dei predatori intermedi nell’accumulo degli inquinanti. Va per altro sottolineato come il contributo che ciascuna di queste specie fornisce al carico totale di metalli del livello superiore viene influenzato anche dalla percentuale che esse rappresentano nella dieta dei loro predatori.
S.IT.E. Atti XXXIV
167
167
G. Durante; D. Scaravelli; A. Basset; A. Zaccaroni
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