Un problema importante nella valutazione dei pazienti con Carcinoma Squamoso Orale è la diagnosi differenziale tra recidiva e comparsa di seconda neoplasia primitiva. Esistono parametri clinici che considerano la sede d’insorgenza e la distanza temporale tra le due neoplasie come utili nella diagnosi differenziale, ma questi parametri non sono sempre di univoca interpretazione. Recentemente, l’analisi della clonalità delle neoplasie è stata proposta come indagine utile a questo proposito. La relazione clonale è stata analizzata attraverso lo studio delle mutazioni della sequenza D-Loop del DNA mitocondriale, metodo già validato precedentemente presso il nostro laboratorio. In un primo lavoro sono stati studiati tre casi nei quali era comparso carcinoma squamoso in situ sul lembo cutaneo utilizzato per ricostruire il difetto chirurgico derivante dall’asportazione del tumore primitivo. Si è visto che i tumori insorti sul lembo cutaneo avevano una relazione clonale con il carcinoma primitivo, e si potevano considerare come derivanti da un clone cellulare comune. E’ possibile che le cellule (derivanti dal clone comune precursore della prima neoplasia) si siano diffuse dalla mucosa alla cute, probabilmente attratte da citochine o da altri agenti chemotattici, analogamente a quanto avviene del carcinoma di Paget. E’ stata inoltre studiata, sempre con analisi della sequenza D-Loop del DNA mitocondriale, una casistica retrospettiva di 9 pazienti che hanno presentato due neoplasie successive del cavo orale e i cui parametri clinici ponevano dubbi di interpretazione. In 49 casi è stata evidenziata una chiara relazione clonale tra le due neoplasie, confermando un quadro di recidiva, mentre nei restanti casi tale relazione non è risultata evidente, avvalorando l’ipotesi di seconda neoplasia. La casistica è ora in fase di ampliamento. Questo metodo ha importanti risvolti pratici nella gestione del paziente in quanto la dimostrazione esatta della natura primitiva o secondaria di una neoplasia può comportare scelte terapeutiche diverse. Lesioni pre-neoplastiche: Si è proseguito lo studio dell’espressione di p16INK4A nelle condizioni pre-neoplastiche del cavo orale, in particolare nel lichen planus. Sono stati studiati 103 casi di cui 67 lichen planus orale, 20 lesioni pre-neoplastiche e 16 flogosi aspecifiche. Si è visto che l’ espressione immunoistochimica di p16INK4A aumentava con la comparsa della flogosi e diminuiva alla sua scomparsa. Questo dato fa ritenere che essa non sia correlata ad una maggiore tendenza a sviluppare il carcinoma ( manoscritto in preparazione).

Identificazione di caratteristiche istopatologiche ed immunoistochimiche rilevanti ai fini prognostici delle neoplasie del distretto testa-collo

FOSCHINI, MARIA PIA;MARCHETTI, CLAUDIO
2008

Abstract

Un problema importante nella valutazione dei pazienti con Carcinoma Squamoso Orale è la diagnosi differenziale tra recidiva e comparsa di seconda neoplasia primitiva. Esistono parametri clinici che considerano la sede d’insorgenza e la distanza temporale tra le due neoplasie come utili nella diagnosi differenziale, ma questi parametri non sono sempre di univoca interpretazione. Recentemente, l’analisi della clonalità delle neoplasie è stata proposta come indagine utile a questo proposito. La relazione clonale è stata analizzata attraverso lo studio delle mutazioni della sequenza D-Loop del DNA mitocondriale, metodo già validato precedentemente presso il nostro laboratorio. In un primo lavoro sono stati studiati tre casi nei quali era comparso carcinoma squamoso in situ sul lembo cutaneo utilizzato per ricostruire il difetto chirurgico derivante dall’asportazione del tumore primitivo. Si è visto che i tumori insorti sul lembo cutaneo avevano una relazione clonale con il carcinoma primitivo, e si potevano considerare come derivanti da un clone cellulare comune. E’ possibile che le cellule (derivanti dal clone comune precursore della prima neoplasia) si siano diffuse dalla mucosa alla cute, probabilmente attratte da citochine o da altri agenti chemotattici, analogamente a quanto avviene del carcinoma di Paget. E’ stata inoltre studiata, sempre con analisi della sequenza D-Loop del DNA mitocondriale, una casistica retrospettiva di 9 pazienti che hanno presentato due neoplasie successive del cavo orale e i cui parametri clinici ponevano dubbi di interpretazione. In 49 casi è stata evidenziata una chiara relazione clonale tra le due neoplasie, confermando un quadro di recidiva, mentre nei restanti casi tale relazione non è risultata evidente, avvalorando l’ipotesi di seconda neoplasia. La casistica è ora in fase di ampliamento. Questo metodo ha importanti risvolti pratici nella gestione del paziente in quanto la dimostrazione esatta della natura primitiva o secondaria di una neoplasia può comportare scelte terapeutiche diverse. Lesioni pre-neoplastiche: Si è proseguito lo studio dell’espressione di p16INK4A nelle condizioni pre-neoplastiche del cavo orale, in particolare nel lichen planus. Sono stati studiati 103 casi di cui 67 lichen planus orale, 20 lesioni pre-neoplastiche e 16 flogosi aspecifiche. Si è visto che l’ espressione immunoistochimica di p16INK4A aumentava con la comparsa della flogosi e diminuiva alla sua scomparsa. Questo dato fa ritenere che essa non sia correlata ad una maggiore tendenza a sviluppare il carcinoma ( manoscritto in preparazione).
Sesenna E.; Foschini M.P.; Marchetti C.
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