Il presente studio allora si inserisce nel solco di questo benvenuto interesse per la cultura progettuale, e storica in senso più ampio, a cavallo fra Ottocento e Novecento senza potere o volere esaurire il tema "Attilio Muggia", che qui abbiamo appena cominciato a scalfire. Questa sensazione affiora e persiste dopo l'ennesima e mai definitiva immersione nelle carte degli archivi delle cui vicende parla Paolo Lipparini, primo scopritore e interprete delle cose muggiane. Fu grazie a Giuliano Gresleri, […] che si inaugurò un 'eroica stagione di vere e proprie scoperte archivistiche che alimentarono una feconda campagna di studi, la conseguente mostra "Norma e Arbitrio. Architetti e Ingegneri a Bologna 1850-1950" e il relativo catalogo (a cura di G. Gresleri e P.G. Massaretti, Venezia 2001) da cui tutto è partito. È la Bologna che aspira a una dimensione europea il tema che Gresleri affronta, mentre Guido Zucconi inquadra Muggia in una prospettiva nazionale alla luce della diffusione, cruciale per i destini della cultura progettuale del vecchio continente, del brevetto Hennebique, di cui Muggia è concessionario e agente per l'Italia centrale, tema cardine, poi , di uno degli interventi di dettaglio di Giovanni Mochi e Giorgia Predari . […] La dimensione professionale dell'Ingegnere bolognese viene abbracciata in un sol sguardo, ma da diversi punti di vista, da Pier Giorgio Massaretti e da Paolo Lipparini, salvo poi addentrarci con singoli affondi di volta in volta nel coté più tecnico e operativo. Giovanni Mochi e Giorgia Predari esaminano infatti l'attività professionale di Muggia nella sua Società Anonima per le Costruzioni Cementizie, ove il ruolo di ingegnere e quello dell'imprenditore si sovrappongono nella concretezza del costruire e dell'ottenere ricavi dal proprio lavoro. Lipparini e la sottoscritta si occupano poi di due concorsi , anche se da due angolature differenti: a Ginevra, nel 1927, Muggia è in giuria e lì, nelle posizioni che prende e nei progetti che promuove, matura la nomea di passatista e di avversario del moderno; al Cairo, Muggia è invece un concorrente nella tenzone per dare alla città un nuovo Museo Egizio, ma il concorso diventa per lui il pretesto per una riflessione di sistema sullo "stile nazionale" come marca caratteristica e interpretativa dello spirito e della storia di un popolo. A cavallo fra l'attività professionale e la parte più intima del cuore umano, è la progettazione di spazi per il culto israelitico, oggetto della riflessione di Andrea Morpurgo. Non ultima per importanza, in questa sezione, è la nota di Paolo Lipparini sul ruolo avuto dal Nostro nella nascita di un corso di studi universitari di Chimica Industriale, segno di un impegno sosta nziale dell ' Ingegnere bolognese nell'indifferibile opera di allineamento dell'Università di Bologna con le punte più avanzate della ricerca scientifica. E si entra così nella ampia sezione sull'attività accademica che vede Attilio Muggia figura cardine di una disciplina, l'Architettura Tecnica , allora (come un po' anche ora) grande bacino in cui tutto confluiva, cardine del passaggio di competenze tecniche, compositive, estetiche, stilistiche, tipologiche: luogo dei saperi architettonici, destinato - nel bene e nel male - a dare l'imprinting a un'epoca in Italia […] Gli Apparati, curati da Paolo Lipparini e Piergiorgio Massaretti, raccolgono inediti materiali a supporto di molti dei saggi del volume, tra cui il dialogo a quattro voci sui fondi bibliodocumentari, pensato nel tentativo di ricomporre il puzzle delle fonti per la conoscenza e lo studio degli ingegneri [da: M.B. Bettazzi, “Attilio Muggia: storia di un paradosso”, ivi, pp. 13-14]

Bibliografia sistematica

MASSARETTI, PIER GIORGIO
2010

Abstract

Il presente studio allora si inserisce nel solco di questo benvenuto interesse per la cultura progettuale, e storica in senso più ampio, a cavallo fra Ottocento e Novecento senza potere o volere esaurire il tema "Attilio Muggia", che qui abbiamo appena cominciato a scalfire. Questa sensazione affiora e persiste dopo l'ennesima e mai definitiva immersione nelle carte degli archivi delle cui vicende parla Paolo Lipparini, primo scopritore e interprete delle cose muggiane. Fu grazie a Giuliano Gresleri, […] che si inaugurò un 'eroica stagione di vere e proprie scoperte archivistiche che alimentarono una feconda campagna di studi, la conseguente mostra "Norma e Arbitrio. Architetti e Ingegneri a Bologna 1850-1950" e il relativo catalogo (a cura di G. Gresleri e P.G. Massaretti, Venezia 2001) da cui tutto è partito. È la Bologna che aspira a una dimensione europea il tema che Gresleri affronta, mentre Guido Zucconi inquadra Muggia in una prospettiva nazionale alla luce della diffusione, cruciale per i destini della cultura progettuale del vecchio continente, del brevetto Hennebique, di cui Muggia è concessionario e agente per l'Italia centrale, tema cardine, poi , di uno degli interventi di dettaglio di Giovanni Mochi e Giorgia Predari . […] La dimensione professionale dell'Ingegnere bolognese viene abbracciata in un sol sguardo, ma da diversi punti di vista, da Pier Giorgio Massaretti e da Paolo Lipparini, salvo poi addentrarci con singoli affondi di volta in volta nel coté più tecnico e operativo. Giovanni Mochi e Giorgia Predari esaminano infatti l'attività professionale di Muggia nella sua Società Anonima per le Costruzioni Cementizie, ove il ruolo di ingegnere e quello dell'imprenditore si sovrappongono nella concretezza del costruire e dell'ottenere ricavi dal proprio lavoro. Lipparini e la sottoscritta si occupano poi di due concorsi , anche se da due angolature differenti: a Ginevra, nel 1927, Muggia è in giuria e lì, nelle posizioni che prende e nei progetti che promuove, matura la nomea di passatista e di avversario del moderno; al Cairo, Muggia è invece un concorrente nella tenzone per dare alla città un nuovo Museo Egizio, ma il concorso diventa per lui il pretesto per una riflessione di sistema sullo "stile nazionale" come marca caratteristica e interpretativa dello spirito e della storia di un popolo. A cavallo fra l'attività professionale e la parte più intima del cuore umano, è la progettazione di spazi per il culto israelitico, oggetto della riflessione di Andrea Morpurgo. Non ultima per importanza, in questa sezione, è la nota di Paolo Lipparini sul ruolo avuto dal Nostro nella nascita di un corso di studi universitari di Chimica Industriale, segno di un impegno sosta nziale dell ' Ingegnere bolognese nell'indifferibile opera di allineamento dell'Università di Bologna con le punte più avanzate della ricerca scientifica. E si entra così nella ampia sezione sull'attività accademica che vede Attilio Muggia figura cardine di una disciplina, l'Architettura Tecnica , allora (come un po' anche ora) grande bacino in cui tutto confluiva, cardine del passaggio di competenze tecniche, compositive, estetiche, stilistiche, tipologiche: luogo dei saperi architettonici, destinato - nel bene e nel male - a dare l'imprinting a un'epoca in Italia […] Gli Apparati, curati da Paolo Lipparini e Piergiorgio Massaretti, raccolgono inediti materiali a supporto di molti dei saggi del volume, tra cui il dialogo a quattro voci sui fondi bibliodocumentari, pensato nel tentativo di ricomporre il puzzle delle fonti per la conoscenza e lo studio degli ingegneri [da: M.B. Bettazzi, “Attilio Muggia: storia di un paradosso”, ivi, pp. 13-14]
Attilio Muggia. Una storia per gli ingegneri
249
262
P.G. Massaretti
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/95103
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