Festival internazionale di musiche di tradizione orale, segnato per sua natura e collocazione da una stretta relazione tra attività di ricerca e attività di spettacolo. I concerti sono stati registrati in video. Da ogni luogo d’Europa e del mondo dunque è possibile assistere agli spettacoli, che poi restano accessibili in permanenza sul sito del Dipartimento di Musica e Spettacolo, alla pagina di Suoni dal Mondo. Il che vale sia a rendere fruibili gli spettacoli ad un pubblico potenzialmente illimitato, che a permettere alla gente delle campagne o delle città dei Paesi da cui provengono i musicisti di vedere e ascoltare le proprie tradizioni rappresentate in un luogo diverso e distante da casa propria (e oggi spesso i luoghi di emigrazione, anche distanti dai grandi centri urbani, in regioni povere di rete stradale, sono dotati, non casualmente e non sorprendentemente, di reti telematiche). Le tradizioni musicali per quanto possibile vengono presentate al pubblico in una forma vicina a quella dei contesti d’uso originari. Il terreno d’incontro è quello tradizionale della sala da concerto; le modalità d’ascolto sono quelle del concerto. In sala però, oltre al consueto pubblico dei concerti, vi sono spesso, in quantità, immigrati che provengono dai Paesi le cui tradizioni vengono messe in scena sul palco: a loro sono riservati dei biglietti d’ingresso gratuiti. L’interazione tra loro e i musicisti diviene essa stessa spettacolo: mette in scena, vividamente e dal vero, elementi della flessibilità dei ruoli, dell’interazione tra chi ascolta e chi suona propria di molte musiche di tradizione orale.

Suoni dal Mondo

STAITI, DOMENICO
2010

Abstract

Festival internazionale di musiche di tradizione orale, segnato per sua natura e collocazione da una stretta relazione tra attività di ricerca e attività di spettacolo. I concerti sono stati registrati in video. Da ogni luogo d’Europa e del mondo dunque è possibile assistere agli spettacoli, che poi restano accessibili in permanenza sul sito del Dipartimento di Musica e Spettacolo, alla pagina di Suoni dal Mondo. Il che vale sia a rendere fruibili gli spettacoli ad un pubblico potenzialmente illimitato, che a permettere alla gente delle campagne o delle città dei Paesi da cui provengono i musicisti di vedere e ascoltare le proprie tradizioni rappresentate in un luogo diverso e distante da casa propria (e oggi spesso i luoghi di emigrazione, anche distanti dai grandi centri urbani, in regioni povere di rete stradale, sono dotati, non casualmente e non sorprendentemente, di reti telematiche). Le tradizioni musicali per quanto possibile vengono presentate al pubblico in una forma vicina a quella dei contesti d’uso originari. Il terreno d’incontro è quello tradizionale della sala da concerto; le modalità d’ascolto sono quelle del concerto. In sala però, oltre al consueto pubblico dei concerti, vi sono spesso, in quantità, immigrati che provengono dai Paesi le cui tradizioni vengono messe in scena sul palco: a loro sono riservati dei biglietti d’ingresso gratuiti. L’interazione tra loro e i musicisti diviene essa stessa spettacolo: mette in scena, vividamente e dal vero, elementi della flessibilità dei ruoli, dell’interazione tra chi ascolta e chi suona propria di molte musiche di tradizione orale.
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