Il volume intende affrontare una lettura complessiva del principio di sussidiarietà, dei suoi limiti e delle sue possibili coniugazioni pratiche. Tra le ragioni che stanno alla base della ricerca che si presenta in questo volume, la più importante è senza dubbio la constatazione del fatto che, nonostante la diffusione del termine “sussidiarietà” nel discorso politico e nella legislazione, statale o regionale, il suo reale significato, e quindi la effettiva consistenza del principio giuridico e le sue concrete potenzialità, restano ancora in gran parte indeterminate. La sussidiarietà è e resta una nebulosa di concetti, di modelli, di valori, che viene chiamata in causa, quasi invocata, in modo più o meno appropriato, ogni volta che si progetta, regola, o anche solo auspica un ripensamento del ruolo della amministrazione pubblica nelle sue relazioni con i cittadini. In altre parole, nonostante la «riflessione ricchissima» e molto autorevole che si è sviluppata attorno ad essa, non solo da parte della dottrina giuridica o giuspubblicistica , ma anche da parte dei sociologi, dei politologi o degli economisti, della sussidiarietà continua a sfuggire non solo e non tanto la prospettiva generale, la grande architettura, ma la concretizzazione. Perciò l’intenzione di questi scritti è sopratutto quello di partire dalla ricostruzione del principio nell’ordinamento italiano e comunitario, dal suo significato storico e attuale, per arrivare a costruire un sistema di riferimento concreto, e a verificarne poi la tenuta in alcuni dei casi in cui questo si sia manifestato con successo. Una chiave di lettura quindi, una interpretazione, una possibile esegesi, la quale può non essere condivisa nelle sue premesse teoriche, ma che da una parte sia in grado di dare corpo e fiato ad una realizzazione possibile, e dall’altra trovi già conferma nella realtà dei fatti, in ciò che quotidianamente accade in molti contesti locali. Ciò che si tenta è, in sostanza, tracciare una linea affatto ideale tra l’ipotesi di una sussidiarietà possibile e la constatazione delle sussidiarietà realizzate. Questo, si noti, è un punto cruciale nello studio del tema, e uno degli elementi centrali dell’idea da cui muove questo volume. Spesso infatti, si è avuta l’impressione che chi si avvicinava alla sussidiarietà lo facesse avendo già in mente un modello di amministrazione pubblica, di società civile e anche di mercato. Che conoscesse (o auspicasse) gli effetti prima della causa. E colpisce anche il fatto che pochissimi si avvicinino al tema con distacco. In modo più o meno esplicito da una parte vi è chi si dimostra perplesso, critico, ritenendo che dietro la formula non vi sia nulla di sostanzialmente nuovo, o addirittura che essa rappresenti per alcuni versi un passo indietro nelle relazioni tra le istituzioni e i cittadini; mentre dall’altra vi è chi si appassiona alle prospettive che essa apre non solo per il ripensamento del ruolo dell'amministrazione locale, o per la riforma del sistema di servizi sociali, ma intravedendo il seme di un cambiamento profondo del modo di sentire e di esercitare la cittadinanza. La sussidiarietà orizzontale è quindi, specie nella comunicazione corrente, per un verso immaginata prima e oltre le norme e i fatti, e dall’altro desiderata o deprecata in partenza. È, in sostanza, e da parte di molti, oggetto di pregiudizi piuttosto che di valutazioni. Ne consegue, sul piano politico e anche su quello strettamente normativo, un silenzio assordante. Una immobilità inquieta, dietro alla quale si agitano interessi e tensioni molto dissonanti tra loro. Il lavoro degli interpreti, degli studiosi delle scienze sociali (spesso ignorato dal livello istituzionale) è stato ed è, dunque, complesso, perché i dati a disposizione sono scarsi, quindi qualsiasi siano gli strumenti di cui si dispone (le norme, i fatti, le dinamiche economiche e sociali), è difficile leggerne con obiettività le misurazioni e metterne in risalto le criticità....

Sussidiarietà e concorrenza. Una nuova prospettiva per la gestione dei beni comuni

DONATI, DANIELE
2010

Abstract

Il volume intende affrontare una lettura complessiva del principio di sussidiarietà, dei suoi limiti e delle sue possibili coniugazioni pratiche. Tra le ragioni che stanno alla base della ricerca che si presenta in questo volume, la più importante è senza dubbio la constatazione del fatto che, nonostante la diffusione del termine “sussidiarietà” nel discorso politico e nella legislazione, statale o regionale, il suo reale significato, e quindi la effettiva consistenza del principio giuridico e le sue concrete potenzialità, restano ancora in gran parte indeterminate. La sussidiarietà è e resta una nebulosa di concetti, di modelli, di valori, che viene chiamata in causa, quasi invocata, in modo più o meno appropriato, ogni volta che si progetta, regola, o anche solo auspica un ripensamento del ruolo della amministrazione pubblica nelle sue relazioni con i cittadini. In altre parole, nonostante la «riflessione ricchissima» e molto autorevole che si è sviluppata attorno ad essa, non solo da parte della dottrina giuridica o giuspubblicistica , ma anche da parte dei sociologi, dei politologi o degli economisti, della sussidiarietà continua a sfuggire non solo e non tanto la prospettiva generale, la grande architettura, ma la concretizzazione. Perciò l’intenzione di questi scritti è sopratutto quello di partire dalla ricostruzione del principio nell’ordinamento italiano e comunitario, dal suo significato storico e attuale, per arrivare a costruire un sistema di riferimento concreto, e a verificarne poi la tenuta in alcuni dei casi in cui questo si sia manifestato con successo. Una chiave di lettura quindi, una interpretazione, una possibile esegesi, la quale può non essere condivisa nelle sue premesse teoriche, ma che da una parte sia in grado di dare corpo e fiato ad una realizzazione possibile, e dall’altra trovi già conferma nella realtà dei fatti, in ciò che quotidianamente accade in molti contesti locali. Ciò che si tenta è, in sostanza, tracciare una linea affatto ideale tra l’ipotesi di una sussidiarietà possibile e la constatazione delle sussidiarietà realizzate. Questo, si noti, è un punto cruciale nello studio del tema, e uno degli elementi centrali dell’idea da cui muove questo volume. Spesso infatti, si è avuta l’impressione che chi si avvicinava alla sussidiarietà lo facesse avendo già in mente un modello di amministrazione pubblica, di società civile e anche di mercato. Che conoscesse (o auspicasse) gli effetti prima della causa. E colpisce anche il fatto che pochissimi si avvicinino al tema con distacco. In modo più o meno esplicito da una parte vi è chi si dimostra perplesso, critico, ritenendo che dietro la formula non vi sia nulla di sostanzialmente nuovo, o addirittura che essa rappresenti per alcuni versi un passo indietro nelle relazioni tra le istituzioni e i cittadini; mentre dall’altra vi è chi si appassiona alle prospettive che essa apre non solo per il ripensamento del ruolo dell'amministrazione locale, o per la riforma del sistema di servizi sociali, ma intravedendo il seme di un cambiamento profondo del modo di sentire e di esercitare la cittadinanza. La sussidiarietà orizzontale è quindi, specie nella comunicazione corrente, per un verso immaginata prima e oltre le norme e i fatti, e dall’altro desiderata o deprecata in partenza. È, in sostanza, e da parte di molti, oggetto di pregiudizi piuttosto che di valutazioni. Ne consegue, sul piano politico e anche su quello strettamente normativo, un silenzio assordante. Una immobilità inquieta, dietro alla quale si agitano interessi e tensioni molto dissonanti tra loro. Il lavoro degli interpreti, degli studiosi delle scienze sociali (spesso ignorato dal livello istituzionale) è stato ed è, dunque, complesso, perché i dati a disposizione sono scarsi, quindi qualsiasi siano gli strumenti di cui si dispone (le norme, i fatti, le dinamiche economiche e sociali), è difficile leggerne con obiettività le misurazioni e metterne in risalto le criticità....
293
9788815138187
D. Donati
File in questo prodotto:
Eventuali allegati, non sono esposti

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/94813
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact