Un frammento incompiuto di Giovanni della Casa, che lo scrisse quando era nunzio pontificio a Venezia, contiene la parte iniziale di quella che appare un'arringa difensiva davanti a un tribunale veneziano. Si tratta di una traduzione quasi letterale (con semplice trasposizione dall'ambiente di Atene a quello di Venezia nel Cinquecento e col conseguente cambiamento dei nomi dei personaggi) dell'orazione di Lisia "In difesa di Eufileto, per l'uccisione di Eratostene". Non è chiaro per quale scopo il Casa abbia intrapreso questa traduzione, che certamente i contemporanei avrebbero identificato come tale. Forse si proponeva di ricavarne un racconto; un carattere saliente dell'orazione di Lisia è infatti il suo vivace andamento novellistico. Colpisce tuttavia l'analogia fra finzioni letterarie (novelle analoghe dell'antichità e del Medioevo, fino a Boccaccio) e una vicenda reale. L'ateniese Eufileto racconta infatti la sua storia per giustificare l'uccisione dell'amante della moglie e sfuggire alla pena capitale. I personaggi e le situazioni sono dunque coloriti ma non possono essere inventati.

La strana storia di una traduzione: Lisia e Giovanni Della Casa

FASSO', ANDREA
2010

Abstract

Un frammento incompiuto di Giovanni della Casa, che lo scrisse quando era nunzio pontificio a Venezia, contiene la parte iniziale di quella che appare un'arringa difensiva davanti a un tribunale veneziano. Si tratta di una traduzione quasi letterale (con semplice trasposizione dall'ambiente di Atene a quello di Venezia nel Cinquecento e col conseguente cambiamento dei nomi dei personaggi) dell'orazione di Lisia "In difesa di Eufileto, per l'uccisione di Eratostene". Non è chiaro per quale scopo il Casa abbia intrapreso questa traduzione, che certamente i contemporanei avrebbero identificato come tale. Forse si proponeva di ricavarne un racconto; un carattere saliente dell'orazione di Lisia è infatti il suo vivace andamento novellistico. Colpisce tuttavia l'analogia fra finzioni letterarie (novelle analoghe dell'antichità e del Medioevo, fino a Boccaccio) e una vicenda reale. L'ateniese Eufileto racconta infatti la sua storia per giustificare l'uccisione dell'amante della moglie e sfuggire alla pena capitale. I personaggi e le situazioni sono dunque coloriti ma non possono essere inventati.
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85
102
A. Fassò
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