Il capitolo tratta del caso del Laboratorio Urbano Aperto (LUA) di Reggio Emilia, focalizzato sull’innovazione sociale nell’ambito dei servizi alla persona. Se la collocazione spaziale del LUA e la sua mission generale sono state definite in ambito istituzionale declinando la linea d’intervento promossa dall’Asse 6 del POR FESR 2014-2020 sulla base delle strategie di rigenerazione urbana della città di Reggio Emilia e delle vocazioni culturali, sociali e produttive del territorio, la definizione della forma organizzativa del Laboratorio e l’identificazione del quadro dei possibili assets di attività sono state prodotte da uno studio di fattibilità caratterizzato dall’attivazione di un esteso processo di co-progettazione che ha previsto il coinvolgimento di numerosi stakeholder locali e gruppi di cittadini. È evidente, quindi, che nonostante l’input generativo del LUA sia di natura istituzionale, il metodo di progettazione del LUA ha seguito logiche bottom up e in generale si propone come percorso di co-progettazione sperimentale e innovativo. Nel capitolo sono quindi descritte le linee strategiche in cui si colloca l’ideazione del LUA di Reggio Emilia e le principali fasi di ricerca attraverso cui si è sviluppato lo studio di fattibilità, dando conto del carattere innovativo dell’azione progettuale.
Rinaldini, M., Rodighiero, S., Cataneo, A. (2016). Stare sulla frontiera: il caso del Laboratorio Urbano Aperto dei Chiostri di San Pietro, Reggio Emilia. Roma : Fondazione Giacomo Brodolini.
Stare sulla frontiera: il caso del Laboratorio Urbano Aperto dei Chiostri di San Pietro, Reggio Emilia
Rodighiero, Stefano;
2016
Abstract
Il capitolo tratta del caso del Laboratorio Urbano Aperto (LUA) di Reggio Emilia, focalizzato sull’innovazione sociale nell’ambito dei servizi alla persona. Se la collocazione spaziale del LUA e la sua mission generale sono state definite in ambito istituzionale declinando la linea d’intervento promossa dall’Asse 6 del POR FESR 2014-2020 sulla base delle strategie di rigenerazione urbana della città di Reggio Emilia e delle vocazioni culturali, sociali e produttive del territorio, la definizione della forma organizzativa del Laboratorio e l’identificazione del quadro dei possibili assets di attività sono state prodotte da uno studio di fattibilità caratterizzato dall’attivazione di un esteso processo di co-progettazione che ha previsto il coinvolgimento di numerosi stakeholder locali e gruppi di cittadini. È evidente, quindi, che nonostante l’input generativo del LUA sia di natura istituzionale, il metodo di progettazione del LUA ha seguito logiche bottom up e in generale si propone come percorso di co-progettazione sperimentale e innovativo. Nel capitolo sono quindi descritte le linee strategiche in cui si colloca l’ideazione del LUA di Reggio Emilia e le principali fasi di ricerca attraverso cui si è sviluppato lo studio di fattibilità, dando conto del carattere innovativo dell’azione progettuale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


