Si sono indagati i lavori di Girolamo Curti, detto il Dentone, nel Casino Malvasia, nella villa e nel palazzo dei Paleotti, nella biblioteca del convento di San Martino. La trasformazione dell’ambiente della biblioteca in cinema ha reso necessari per la proiezione alcuni fori nella parte alta dell’affresco, che risulta danneggiato anche dalle infiltrazioni dell’acqua acida piovana proveniente dalla falda del tetto e che è migrata lungo la parete dipinta con ricristallizzazione in superficie nella fase di evaporazione. Massari è l’interprete delle numerose figure che circondano Cirillo, il Patriarca di Alessandria, allorché difende nel 431 la maternità divina della Vergine Maria al Concilio di Efeso. Quello del pittore è un linguaggio semplice, arcaizzante e severo. Gli allievi gli furono modelli, ma l’esito manca di vivace spessore umano. Il nostro Curti è l’autore della complessa e monumentale architettura illusiva che avvolge la scena. Il lavoro di entrambi risulta concluso nel 1629. L’esame dell’affresco a luce radente ha evidenziato all’interno della Disputa le incisioni tracciate sull’intonaco ancora fresco con l’aiuto di cartoni e i ripensamenti degli autori per meglio armonizzare alle figure le parti architettoniche. Nella nobilissima libreria, anche tutta l’artificiosa volta e le prospettive dei muri laterali erano state riconosciute al Dentone da Antonio Masini, da Malvasia, ed erano visibili ancora nel 1792. In occasione dell’auspicabile restauro della Disputa, sarà opportuno ricercare queste testimonianze. Nel Casino dei Malvasia a Trebbo di Reno, nell'immediata periferia di Bologna,l’adesione al vero degli spazi costruiti, l’uso consapevole degli ordini, la resa mimetica delle pietre e dei marmi, la logica delle ombre, il coerente chiaroscuro, il gioco sapiente tra immaginario e realtà, restano il principale e riconosciuto pregio delle illusive architetture percorribili del Curti, animate da fantesche e suonatori, da uccelli in gabbia e liberi. Trasferisce nella campagna la cultura della città. La sua quadratura non è qui mera imitazione, diventa una creazione del tutto originale, in costante dialogo con gli spazi dei campi e del cielo aperto. Fa emergere la dimensione poetica dei lavori quotidiani, cattura le schegge del reale. Ed è attento a saldare rigore progettuale e attitudine spettacolare. Curti predilige per le sue aperture illusionistiche la traforata serliana, si appoggia ad una solida sintassi degli elementi strutturali e decorativi, quella stessa vista nelle volte di palazzo Poggi compagna alle storie di Fetonte e di Ulisse.

Ricerca umanistica e diagnostica per il restauro. Bologna: il caso Curti in città e in villa

PIGOZZI, MARINELLA
2010

Abstract

Si sono indagati i lavori di Girolamo Curti, detto il Dentone, nel Casino Malvasia, nella villa e nel palazzo dei Paleotti, nella biblioteca del convento di San Martino. La trasformazione dell’ambiente della biblioteca in cinema ha reso necessari per la proiezione alcuni fori nella parte alta dell’affresco, che risulta danneggiato anche dalle infiltrazioni dell’acqua acida piovana proveniente dalla falda del tetto e che è migrata lungo la parete dipinta con ricristallizzazione in superficie nella fase di evaporazione. Massari è l’interprete delle numerose figure che circondano Cirillo, il Patriarca di Alessandria, allorché difende nel 431 la maternità divina della Vergine Maria al Concilio di Efeso. Quello del pittore è un linguaggio semplice, arcaizzante e severo. Gli allievi gli furono modelli, ma l’esito manca di vivace spessore umano. Il nostro Curti è l’autore della complessa e monumentale architettura illusiva che avvolge la scena. Il lavoro di entrambi risulta concluso nel 1629. L’esame dell’affresco a luce radente ha evidenziato all’interno della Disputa le incisioni tracciate sull’intonaco ancora fresco con l’aiuto di cartoni e i ripensamenti degli autori per meglio armonizzare alle figure le parti architettoniche. Nella nobilissima libreria, anche tutta l’artificiosa volta e le prospettive dei muri laterali erano state riconosciute al Dentone da Antonio Masini, da Malvasia, ed erano visibili ancora nel 1792. In occasione dell’auspicabile restauro della Disputa, sarà opportuno ricercare queste testimonianze. Nel Casino dei Malvasia a Trebbo di Reno, nell'immediata periferia di Bologna,l’adesione al vero degli spazi costruiti, l’uso consapevole degli ordini, la resa mimetica delle pietre e dei marmi, la logica delle ombre, il coerente chiaroscuro, il gioco sapiente tra immaginario e realtà, restano il principale e riconosciuto pregio delle illusive architetture percorribili del Curti, animate da fantesche e suonatori, da uccelli in gabbia e liberi. Trasferisce nella campagna la cultura della città. La sua quadratura non è qui mera imitazione, diventa una creazione del tutto originale, in costante dialogo con gli spazi dei campi e del cielo aperto. Fa emergere la dimensione poetica dei lavori quotidiani, cattura le schegge del reale. Ed è attento a saldare rigore progettuale e attitudine spettacolare. Curti predilige per le sue aperture illusionistiche la traforata serliana, si appoggia ad una solida sintassi degli elementi strutturali e decorativi, quella stessa vista nelle volte di palazzo Poggi compagna alle storie di Fetonte e di Ulisse.
Ricerca umanistica e diagnostica per il restauro. Bologna: il caso Curti in città e in villa
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M.Pigozzi
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