Il Foglio 060 Trento della Carta Geologica d’Italia, alla scala 1:50.000, è stato realizzato nell’ambito del Progetto CARG (Legge 226/99), con una convenzione tra il Servizio Geologico d’Italia (ISPRA) e la Provincia Autonoma di Trento sotto la direzione di Saverio Cocco ed è il frutto della proficua collaborazione di liberi professionisti e dipendenti pubblici (Servizio Geologico della Provincia Autonoma di Trento, Museo Tridentino di Scienze Naturali e Università di Bologna). Il rilievo geologico e gli studi connessi sono stati effettuati nel periodo 2000-2006 dai rilevatori: M.Avanzini, M.Demozzi, P.Ferretti, M.Marini, A.Moretti, M.Lunz, S.Passamani, G.Piccin, G.Piffer, D.Piubelli, M. Santacatterina, M.Spanò, R.Tomasoni, R.Vallone, D.Varrone, F.Zandonai, coordinati da Marco Avanzini (responsabile del substrato sedimentario pre-Quaternario) con la collaborazione dei direttori di rilevamento: Giuseppe Maria Bargossi (substrato vulcanico e metamorfico), Andrea Borsato (coperture quaternarie) e Luigi Selli (esperto per la geologia strutturale). La carta degli affioramenti alla scala 1:10.000 è stata trasferita sulle basi topografiche I.G.M. alla scala 1:25.000 ed informatizzata ad opera del Servizio Geologico PAT (Paolo Trainotti e Giangaspare Fucarino). Giangaspare Fucarino ha curato la parte grafica e Mariangela Balboni ha coordinato il lavoro finale di revisione e allestimento per la stampa. I sondaggi geognostici sono stati realizzati a cura del Servizio Geologico della Provincia Autonoma di Trento. Vulcaniti permiane - Rispetto al precedente Foglio Trento 1:100.000, nel rilevamento delle unità vulcaniche si è adottato, come per il limitrofo Foglio Mezzolombardo e il più settentrionale Foglio Appiano (Avanzini et alii, 2007), un approccio vulcanologico-litostratigrafico. A questo si è affiancato lo studio della composizione definita attraverso l’analisi ottico-petrografica e geochimica. Ne è risultata una stratigrafia basata su un considerevole numero di unità formazionali, in buona parte di nuova istituzione. Coperture sedimentarie permo-cenozoiche - Il rilevamento della successione sedimentaria ha permesso di affinare la suddivisione in membri e/o formazioni delle diverse unità cartografate in precedenza nel settore rappresentato e di applicare, con un approccio critico, gli schemi stratigrafici proposti da vari autori negli ultimi decenni. Tettonica - Si sono seguite le recenti e moderne interpretazioni (Castellarin et alii, 1992; Selli, 1998; Castellarin et alii, 2005) nei Fogli Tione e Riva (Castellarin et alii, 2006), che vedono il nodo di Trento come l’intersezione fra tre sistemi strutturali: Valsuganese, Giudicariese e Scledense. Particolare attenzione è stata posta anche nella ricostruzione del reticolo di faglie legate al rifting permo-mesozoico, che è stato possibile ricostruire con maggior dettaglio in seguito ai nuovi rilievi effettuati per la realizzazione del Foglio. Quaternario - Per il Quaternario si sono seguiti anche in questo foglio i criteri raccomandati in AA.VV. (1992) e i risultati del coordinamento realizzato dal “Sottocomitato Alpi del Comitato Geologico (Alpi centrali, orientali e occidentali)” nel 2002-2003. A parte singoli casi in cui si adotta il criterio litostratigrafico, il criterio di base sta nella scelta delle “unità stratigrafiche a limiti inconformi” (UBSU). Si distinguono supersintemi, sintemi e subsintemi, questi ultimi per le unità definite localmente in base a dati oggettivi.

Carta Geologica d'Italia alla scala 1:50.000: foglio 060 Trento. ISPRA, Servizio Geologico d'Italia

BARGOSSI, GIUSEPPE MARIA;SELLI, LUIGI;
2010

Abstract

Il Foglio 060 Trento della Carta Geologica d’Italia, alla scala 1:50.000, è stato realizzato nell’ambito del Progetto CARG (Legge 226/99), con una convenzione tra il Servizio Geologico d’Italia (ISPRA) e la Provincia Autonoma di Trento sotto la direzione di Saverio Cocco ed è il frutto della proficua collaborazione di liberi professionisti e dipendenti pubblici (Servizio Geologico della Provincia Autonoma di Trento, Museo Tridentino di Scienze Naturali e Università di Bologna). Il rilievo geologico e gli studi connessi sono stati effettuati nel periodo 2000-2006 dai rilevatori: M.Avanzini, M.Demozzi, P.Ferretti, M.Marini, A.Moretti, M.Lunz, S.Passamani, G.Piccin, G.Piffer, D.Piubelli, M. Santacatterina, M.Spanò, R.Tomasoni, R.Vallone, D.Varrone, F.Zandonai, coordinati da Marco Avanzini (responsabile del substrato sedimentario pre-Quaternario) con la collaborazione dei direttori di rilevamento: Giuseppe Maria Bargossi (substrato vulcanico e metamorfico), Andrea Borsato (coperture quaternarie) e Luigi Selli (esperto per la geologia strutturale). La carta degli affioramenti alla scala 1:10.000 è stata trasferita sulle basi topografiche I.G.M. alla scala 1:25.000 ed informatizzata ad opera del Servizio Geologico PAT (Paolo Trainotti e Giangaspare Fucarino). Giangaspare Fucarino ha curato la parte grafica e Mariangela Balboni ha coordinato il lavoro finale di revisione e allestimento per la stampa. I sondaggi geognostici sono stati realizzati a cura del Servizio Geologico della Provincia Autonoma di Trento. Vulcaniti permiane - Rispetto al precedente Foglio Trento 1:100.000, nel rilevamento delle unità vulcaniche si è adottato, come per il limitrofo Foglio Mezzolombardo e il più settentrionale Foglio Appiano (Avanzini et alii, 2007), un approccio vulcanologico-litostratigrafico. A questo si è affiancato lo studio della composizione definita attraverso l’analisi ottico-petrografica e geochimica. Ne è risultata una stratigrafia basata su un considerevole numero di unità formazionali, in buona parte di nuova istituzione. Coperture sedimentarie permo-cenozoiche - Il rilevamento della successione sedimentaria ha permesso di affinare la suddivisione in membri e/o formazioni delle diverse unità cartografate in precedenza nel settore rappresentato e di applicare, con un approccio critico, gli schemi stratigrafici proposti da vari autori negli ultimi decenni. Tettonica - Si sono seguite le recenti e moderne interpretazioni (Castellarin et alii, 1992; Selli, 1998; Castellarin et alii, 2005) nei Fogli Tione e Riva (Castellarin et alii, 2006), che vedono il nodo di Trento come l’intersezione fra tre sistemi strutturali: Valsuganese, Giudicariese e Scledense. Particolare attenzione è stata posta anche nella ricostruzione del reticolo di faglie legate al rifting permo-mesozoico, che è stato possibile ricostruire con maggior dettaglio in seguito ai nuovi rilievi effettuati per la realizzazione del Foglio. Quaternario - Per il Quaternario si sono seguiti anche in questo foglio i criteri raccomandati in AA.VV. (1992) e i risultati del coordinamento realizzato dal “Sottocomitato Alpi del Comitato Geologico (Alpi centrali, orientali e occidentali)” nel 2002-2003. A parte singoli casi in cui si adotta il criterio litostratigrafico, il criterio di base sta nella scelta delle “unità stratigrafiche a limiti inconformi” (UBSU). Si distinguono supersintemi, sintemi e subsintemi, questi ultimi per le unità definite localmente in base a dati oggettivi.
Cocco S.; Avanzini M.; Nardin M.; Bargossi G.M.; Borsato A.; Selli L.; Demozzi M.; Ferretti P.; Lunz M.; Marini M.; Moretti A.; Passamani S.; Piccin G.; Piffer G.; Piubelli D.; Tomasoni R.; Santacattarina M.; Spanò M.; Vallone R.; Varrone D.; Zandonai F.
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