L'autrice, attraverso l'analisi delle applicazioni giurisprudenziali della legislazione nazionale e comunitaria in tema di responsabilità aquiliana, evidenzia la necessità di porre al centro del sistema la persona umana con i suoi diritti inviolabili volti a tutelare l'integrità psico-fisica, come pure l'evoluzione, lo sviluppo e l'esplicazione della persona, al di là della sua capacità di produrre ricchezza, sottolineando che la centralità della persona costituisce principio informatore di tutte le Costituzioni europee nonchè della legislazione sopranazionale. Dal processo di revisione dell'illecito extracontrattuale, avviato da tempo dalla giurisprudenza italiana, è emersa la consolidata distinzione dei pregiudizi in due categorie unitarie: quella del danno patromiale e quella del danno non patrimoniale, idonee ad offrire tutela al <<valore uomo>> leso dal fatto illecito. Secondo l'autrice allo stato dell'arte - nonstante le ombre e il rischio di un'inversione di tendenza, sul piano della law in action, che il panorama giurisprudenziale presenta, - la figura del danno esistenziale, come pure quella del danno morale, sono destinate a rivestire, all'interno della categoria del danno non patrimoniale governata dall'art. 2059 c.c., un ruolo che concorra ad offrire piena tutela alla persona. Ciò consentirà, tra l'altro, di dare risposta anche a quelle esigenze risarcitorie relative a danni che in passato erano subiti senza protesta dalla vittima.

La tutela civile della persona. Profili risarcitori

TAMPIERI, MAURA
2010

Abstract

L'autrice, attraverso l'analisi delle applicazioni giurisprudenziali della legislazione nazionale e comunitaria in tema di responsabilità aquiliana, evidenzia la necessità di porre al centro del sistema la persona umana con i suoi diritti inviolabili volti a tutelare l'integrità psico-fisica, come pure l'evoluzione, lo sviluppo e l'esplicazione della persona, al di là della sua capacità di produrre ricchezza, sottolineando che la centralità della persona costituisce principio informatore di tutte le Costituzioni europee nonchè della legislazione sopranazionale. Dal processo di revisione dell'illecito extracontrattuale, avviato da tempo dalla giurisprudenza italiana, è emersa la consolidata distinzione dei pregiudizi in due categorie unitarie: quella del danno patromiale e quella del danno non patrimoniale, idonee ad offrire tutela al <<valore uomo>> leso dal fatto illecito. Secondo l'autrice allo stato dell'arte - nonstante le ombre e il rischio di un'inversione di tendenza, sul piano della law in action, che il panorama giurisprudenziale presenta, - la figura del danno esistenziale, come pure quella del danno morale, sono destinate a rivestire, all'interno della categoria del danno non patrimoniale governata dall'art. 2059 c.c., un ruolo che concorra ad offrire piena tutela alla persona. Ciò consentirà, tra l'altro, di dare risposta anche a quelle esigenze risarcitorie relative a danni che in passato erano subiti senza protesta dalla vittima.
164
9788813299309
M. Tampieri
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