Il progetto si propone di realizzare un'approfondita indagine delle politiche d'inclusione sociale adottate in Italia e in alcuni paesi europei a partire dalla metà degli anni Novanta. Ricollegandosi al dibattito sulla necessità di "ricalibrare" l'intero sistema di Welfare, la ricerca intende mettere a confronto come le singole regioni italiane stiano rispondendo ai "nuovi rischi sociali" e come "il modello italiano di policy" sia compatibile o divergente rispetto alle principali esperienze europee. L'attenzione verterà in modo particolare sui seguenti settori di policy: a) long-term care ed interventi a favore dei soggetti non autosufficienti; b) integrazione degli immigrati e dei rispettivi nuclei familiari; c) politiche di conciliazione tra lavoro e famiglia; d) nuove politiche di assistenza sanitaria ed ammortizzatori sociali "in deroga"; e) politiche di credito d'imposta a favore dei working poor. Sono due in particolare gli elementi di originalità del progetto. Il primo consiste nello studio "integrato" delle diverse politiche d'inclusione (politiche che solitamente vengono invece analizzate separatamente l'una dall'altra): la ricerca si propone non solo di mettere a confronto diversi settori di policy, ma anche di comprendere i legami e le sovrapposizioni che intercorrono tra i vari ambiti d'intervento. Il secondo tratto d'originalità è dato dall'approccio "multidisciplinare": nonostante la prevalenza di politologi, il gruppo di ricerca include infatti anche uno scienziato delle finanze e un sociologo. Dal punto di vista teorico, non volendo limitarsi ad una semplice ricognizione delle politiche d'inclusione finora intraprese a livello regionale, la ricerca si propone di investigare i fattori in grado di spiegare le differenze che intercorrono tra una regione e l'altra. L'ipotesi che ispira il progetto di ricerca è che a fare la differenza nella capacità di risposta delle singole regioni siano non solo le variabili di natura politico-istituzionale (le caratteristiche delle coalizioni di governo, le sub-culture politiche, il grado d'inclusione delle parti sociali) e quelle di carattere valoriale (gli orientamenti e i paradigmi di policy alla base delle differenti scelte di politica pubblica), ma anche - e soprattutto - le dimensioni di natura "organizzativa" (ovvero le caratteristiche strutturali e funzionali degli apparati amministrativi preposti alla messa in opera delle politiche). Particolarmente interessante sarà inoltre comprendere in quale misura le politiche di contrasto dell'esclusione sociale siano influenzate dal processo di europeizzazione. Si cercherà pertanto di valutare il grado di congruenza tra i programmi effettivamente intrapresi a livello regionale e le indicazioni provenienti dalle istituzioni europee, nel tentativo di afferrare - tramite l'indagine sul campo - i motivi delle inadempienze e delle difficoltà spesso palesate dal nostro paese.

Nuovi rischi sociali e risposte di policy. La riconfigurazione del welfare state italiano tra pressioni sovra-nazionali e sub-nazionali.

GUALMINI, ELISABETTA
2008

Abstract

Il progetto si propone di realizzare un'approfondita indagine delle politiche d'inclusione sociale adottate in Italia e in alcuni paesi europei a partire dalla metà degli anni Novanta. Ricollegandosi al dibattito sulla necessità di "ricalibrare" l'intero sistema di Welfare, la ricerca intende mettere a confronto come le singole regioni italiane stiano rispondendo ai "nuovi rischi sociali" e come "il modello italiano di policy" sia compatibile o divergente rispetto alle principali esperienze europee. L'attenzione verterà in modo particolare sui seguenti settori di policy: a) long-term care ed interventi a favore dei soggetti non autosufficienti; b) integrazione degli immigrati e dei rispettivi nuclei familiari; c) politiche di conciliazione tra lavoro e famiglia; d) nuove politiche di assistenza sanitaria ed ammortizzatori sociali "in deroga"; e) politiche di credito d'imposta a favore dei working poor. Sono due in particolare gli elementi di originalità del progetto. Il primo consiste nello studio "integrato" delle diverse politiche d'inclusione (politiche che solitamente vengono invece analizzate separatamente l'una dall'altra): la ricerca si propone non solo di mettere a confronto diversi settori di policy, ma anche di comprendere i legami e le sovrapposizioni che intercorrono tra i vari ambiti d'intervento. Il secondo tratto d'originalità è dato dall'approccio "multidisciplinare": nonostante la prevalenza di politologi, il gruppo di ricerca include infatti anche uno scienziato delle finanze e un sociologo. Dal punto di vista teorico, non volendo limitarsi ad una semplice ricognizione delle politiche d'inclusione finora intraprese a livello regionale, la ricerca si propone di investigare i fattori in grado di spiegare le differenze che intercorrono tra una regione e l'altra. L'ipotesi che ispira il progetto di ricerca è che a fare la differenza nella capacità di risposta delle singole regioni siano non solo le variabili di natura politico-istituzionale (le caratteristiche delle coalizioni di governo, le sub-culture politiche, il grado d'inclusione delle parti sociali) e quelle di carattere valoriale (gli orientamenti e i paradigmi di policy alla base delle differenti scelte di politica pubblica), ma anche - e soprattutto - le dimensioni di natura "organizzativa" (ovvero le caratteristiche strutturali e funzionali degli apparati amministrativi preposti alla messa in opera delle politiche). Particolarmente interessante sarà inoltre comprendere in quale misura le politiche di contrasto dell'esclusione sociale siano influenzate dal processo di europeizzazione. Si cercherà pertanto di valutare il grado di congruenza tra i programmi effettivamente intrapresi a livello regionale e le indicazioni provenienti dalle istituzioni europee, nel tentativo di afferrare - tramite l'indagine sul campo - i motivi delle inadempienze e delle difficoltà spesso palesate dal nostro paese.
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