La pratica del gioco nel campo dell’educazione formale, in particolare nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria, è ampiamente riconosciuta come elemento cardine per lo sviluppo cognitivo e socio-relazionale di bambini e bambine. Il tema è ribadito con forza anche nei percorsi di formazione iniziale e in servizio rivolti agli insegnanti, percorsi che però spesso sono troppo incentrati sugli aspetti teorici e che lasciano poco spazio ad esperienze dirette e laboratoriali. Tali esperienze ricoprono un ruolo di fondamentale importanza per la formazione degli insegnanti, i quali necessitano di occasioni di formazione finalizzate non solamente a conoscere ed imparare nuovi giochi e nuove attività ludiche da riproporre nelle loro classi, ma anche per far proprie modalità di stimolo alla riflessività intorno a tali pratiche. Il contributo intende presentare una ricerca esplorativa, condotta attraverso un questionario distribuito online a 75 insegnanti di scuola primaria della città di Ancona, finalizzata ad indagare le percezioni e le rappresentazioni di tali insegnanti rispetto al gioco come pratica scolastica. Nello specifico, le domande che hanno guidato il percorso di ricerca sono le seguenti: Quale idea di gioco è presente negli insegnanti di scuola primaria? Il gioco risulta essere una pratica consolidata? Quali le modalità di gioco proposte? In che momenti della giornata e con quali finalità? Quello che emerge è un quadro in cui le e gli insegnanti che hanno preso parte alla ricerca considerano il gioco non semplicemente come un momento di svago, ma anche come un momento generativo di esperienze significative per l’apprendimento e lo sviluppo socio-relazionale degli alunni e delle alunne: una metodologia in grado di dare sfogo ed espressione alle loro emozioni, alle loro personalità, identità e pulsioni creative. Questa visione, però, è in dissonanza con quanto emerge riguardo alle pratiche ludiche messe in campo dagli insegnanti stessi: pratiche che rimangono fortemente ancorate ad una funzione prettamente strumentale del gioco, inteso come mezzo per veicolare contenuti didattici ed educativi, anche legati a stimolare la collaborazione fra pari. Gli insegnanti e le insegnanti sembrano trovarsi meno a loro agio nel proporre attività di gioco finalizzate a riflettere su aspetti più relazionali ed emozionali e sembrano non considerare il gioco come strumento per favorire l’inclusione. Diventa quindi fondamentale che il tema del gioco e del giocare sia nuovamente al centro della professionalità degli insegnanti, attraverso esperienze formative di tipo laboratoriale, condivisione di buone pratiche, riflessività.

Giochiamo insieme? Per una professionalità ludica dell’insegnante nella scuola primaria

Elena Pacetti
Co-primo
Writing – Review & Editing
;
Alessandro Soriani
Co-primo
Writing – Review & Editing
2022

Abstract

La pratica del gioco nel campo dell’educazione formale, in particolare nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria, è ampiamente riconosciuta come elemento cardine per lo sviluppo cognitivo e socio-relazionale di bambini e bambine. Il tema è ribadito con forza anche nei percorsi di formazione iniziale e in servizio rivolti agli insegnanti, percorsi che però spesso sono troppo incentrati sugli aspetti teorici e che lasciano poco spazio ad esperienze dirette e laboratoriali. Tali esperienze ricoprono un ruolo di fondamentale importanza per la formazione degli insegnanti, i quali necessitano di occasioni di formazione finalizzate non solamente a conoscere ed imparare nuovi giochi e nuove attività ludiche da riproporre nelle loro classi, ma anche per far proprie modalità di stimolo alla riflessività intorno a tali pratiche. Il contributo intende presentare una ricerca esplorativa, condotta attraverso un questionario distribuito online a 75 insegnanti di scuola primaria della città di Ancona, finalizzata ad indagare le percezioni e le rappresentazioni di tali insegnanti rispetto al gioco come pratica scolastica. Nello specifico, le domande che hanno guidato il percorso di ricerca sono le seguenti: Quale idea di gioco è presente negli insegnanti di scuola primaria? Il gioco risulta essere una pratica consolidata? Quali le modalità di gioco proposte? In che momenti della giornata e con quali finalità? Quello che emerge è un quadro in cui le e gli insegnanti che hanno preso parte alla ricerca considerano il gioco non semplicemente come un momento di svago, ma anche come un momento generativo di esperienze significative per l’apprendimento e lo sviluppo socio-relazionale degli alunni e delle alunne: una metodologia in grado di dare sfogo ed espressione alle loro emozioni, alle loro personalità, identità e pulsioni creative. Questa visione, però, è in dissonanza con quanto emerge riguardo alle pratiche ludiche messe in campo dagli insegnanti stessi: pratiche che rimangono fortemente ancorate ad una funzione prettamente strumentale del gioco, inteso come mezzo per veicolare contenuti didattici ed educativi, anche legati a stimolare la collaborazione fra pari. Gli insegnanti e le insegnanti sembrano trovarsi meno a loro agio nel proporre attività di gioco finalizzate a riflettere su aspetti più relazionali ed emozionali e sembrano non considerare il gioco come strumento per favorire l’inclusione. Diventa quindi fondamentale che il tema del gioco e del giocare sia nuovamente al centro della professionalità degli insegnanti, attraverso esperienze formative di tipo laboratoriale, condivisione di buone pratiche, riflessività.
La formazione degli insegnanti: problemi, prospettive e proposte per una scuola di qualità e aperta a tutti e tutte
442
448
Elena Pacetti; Alessandro Soriani
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/894268
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