Gli ultimi decenni sono stati caratterizzati da cambiamenti continui su più livelli: economico, sociale, politico, ambientale e così via. Molte discipline si sono interrogate su come accompagnare la società – e le persone che la compongono – a individuare i cambiamenti, a saperli affrontare e a essere attive nella partecipazione ai cambiamenti stessi. Ecco che, infatti, nel mondo occidentale sono fiorite iniziative sempre più diffuse di cittadinanza attiva, di partecipazione democratica, di accompagnamento trasformativo e, quindi, generativo. Dal punto di vista pedagogico, educativo e formativo, molte sono state le sollecitazioni per ridefinire anche il piano epistemologico della questione. Frabboni chiede alla Pedagogia di dare risposte alle domande di mutamento della società contemporanea e ne delinea alcune attraverso interrogativi ricorrenti (Frabboni, Le vie della formazione. Scuola e sfide educative nella società del cambiamento, 2013). Canevavo sprona la Pedagogia Speciale ad accompagnare anche le persone in situazione di svantaggio alla piena partecipazione in quel contesto sociale che non può più essere definito un «dato» in cui inserirsi, quanto piuttosto un «divenire» al quale partecipare (Canevaro, Pedagogia speciale oggi, 2007). La formazione è stata chiamata in campo anche per sviluppare strategie di accompagnamento nella transizione da un ruolo lavorativo a un altro tutti quei lavoratori che, nel corso della loro vita professionale, hanno visto la necessità non solo di aggiornare e rinnovare le loro competenze, ma anche di trasformarle, talvolta radicalmente. Pedagogia, educazione e formazione sono chiamate, dunque, ad affiancare l’impegno dello sviluppo di ogni persona, in qualsiasi contesto di vita si trovasse, verso futuri possibili. Un ruolo importante in tutto questo accompagnamento del divenire lo può svolgere l’orientamento, inteso come processo che affianca la persona lungo il suo cammino esistenziale nella conoscenza di sé e nel disvelarsi del suo futuro in un’ottica di progetto di vita. Un orientamento che si inserisce in un pensiero critico e riflessivo che sarebbe bene potenziare non solo nelle nuove generazioni anche attraverso l’operato della scuola, ma anche nei professionisti dell’educazione e dell’istruzione attraverso la loro formazione iniziale e in servizio. La presente proposta di call si propone di raccogliere contributi che apriranno lo sguardo al processo di orientamento – inteso come strumento di conoscenza di sé e del mondo, come anticipatore di futuri possibili – offrendo riflessioni teoriche, suggestioni nate a seguito di ricerche empiriche, considerazioni scientifiche.

L’orientamento come ponte verso il futuro (Parte I)

Friso Valeria
2022

Abstract

Gli ultimi decenni sono stati caratterizzati da cambiamenti continui su più livelli: economico, sociale, politico, ambientale e così via. Molte discipline si sono interrogate su come accompagnare la società – e le persone che la compongono – a individuare i cambiamenti, a saperli affrontare e a essere attive nella partecipazione ai cambiamenti stessi. Ecco che, infatti, nel mondo occidentale sono fiorite iniziative sempre più diffuse di cittadinanza attiva, di partecipazione democratica, di accompagnamento trasformativo e, quindi, generativo. Dal punto di vista pedagogico, educativo e formativo, molte sono state le sollecitazioni per ridefinire anche il piano epistemologico della questione. Frabboni chiede alla Pedagogia di dare risposte alle domande di mutamento della società contemporanea e ne delinea alcune attraverso interrogativi ricorrenti (Frabboni, Le vie della formazione. Scuola e sfide educative nella società del cambiamento, 2013). Canevavo sprona la Pedagogia Speciale ad accompagnare anche le persone in situazione di svantaggio alla piena partecipazione in quel contesto sociale che non può più essere definito un «dato» in cui inserirsi, quanto piuttosto un «divenire» al quale partecipare (Canevaro, Pedagogia speciale oggi, 2007). La formazione è stata chiamata in campo anche per sviluppare strategie di accompagnamento nella transizione da un ruolo lavorativo a un altro tutti quei lavoratori che, nel corso della loro vita professionale, hanno visto la necessità non solo di aggiornare e rinnovare le loro competenze, ma anche di trasformarle, talvolta radicalmente. Pedagogia, educazione e formazione sono chiamate, dunque, ad affiancare l’impegno dello sviluppo di ogni persona, in qualsiasi contesto di vita si trovasse, verso futuri possibili. Un ruolo importante in tutto questo accompagnamento del divenire lo può svolgere l’orientamento, inteso come processo che affianca la persona lungo il suo cammino esistenziale nella conoscenza di sé e nel disvelarsi del suo futuro in un’ottica di progetto di vita. Un orientamento che si inserisce in un pensiero critico e riflessivo che sarebbe bene potenziare non solo nelle nuove generazioni anche attraverso l’operato della scuola, ma anche nei professionisti dell’educazione e dell’istruzione attraverso la loro formazione iniziale e in servizio. La presente proposta di call si propone di raccogliere contributi che apriranno lo sguardo al processo di orientamento – inteso come strumento di conoscenza di sé e del mondo, come anticipatore di futuri possibili – offrendo riflessioni teoriche, suggestioni nate a seguito di ricerche empiriche, considerazioni scientifiche.
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