Gli eventi di questo millennio hanno modificato le priorità della crescita e rafforzato la consapevolezza di creare una nuova cultura energetica e ambientale. Gli scienziati e i policy maker hanno ravvisato la necessità di concentrare l’attenzione sulla politica energetica come strumento attraverso il quale perseguire gli obiettivi di riduzione degli impatti ambientali. Poiché lo sviluppo economico e quello tecnologico non possono prescindere dall’uso delle fonti energetiche si tratta quindi di definire nuovi paradigmi industriali che se da un lato consentono di mantenere inalterati gli obiettivi di sviluppo, dall’altro richiedono un sacrificio nei consumi di fonti energetiche tradizionali. Per questa ragione è stato posto l’accento sugli investimenti nelle fonti rinnovabili, come metodo alternativo di produzione energetica, anche se è ormai ben noto che nella fase di transizione, senza un contestuale sforzo per la riduzione dei consumi, le sole fonti rinnovabili non potranno garantire una radicale soluzione bensì, esclusivamente, un parziale rallentamento dei consumi stessi. Al fine di promuovere il cambiamento, l’Unione Europea, varando il “Next Generation EU” e lo strumento “Recovery and Resilience Facility”, ha disposto che una quota molto rilevante dei fondi dei singoli Piani nazionali debba essere destinata alla transizione ambientale. In risposta alle richieste europee il Piano nazionale di ripresa e resilienza dell’Italia prevede una Missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica” il cui importo complessivo sfiora i 70 miliardi di euro, di cui oltre 15 sono destinati all’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare. Questo volume vuole essere un contributo per progettare e costruire azioni coerenti e sostenibili nel rispetto delle procedure dei contratti pubblici e degli strumenti che possono accompagnare questa fase di forte crisi economica. L’attenzione è rivolta in particolare agli energy performance contract, contratto atipico di derivazione anglosassone che, introdotto nell’ordinamento comunitario con la direttiva 2006/32/CE poi recepita con il D.Lgs. 30 maggio 2008 n. 115 e attualmente disciplinato dal D.Lgs. 4 luglio 2014 n. 102, ha faticato, e tuttora fatica, a trovare una propria corretta collocazione sia all’interno del Codice dei contratti pubblici sia, più in generale, tra gli strumenti contrattuali a cui specialmente il settore pubblico può ricorrere per effettuare queste operazioni di riqualificazione.

L’esecuzione del contratto pubblico di EPC: monitoraggio e raggiungimento degli obiettivi

Giovanni Mulazzani
2022

Abstract

Gli eventi di questo millennio hanno modificato le priorità della crescita e rafforzato la consapevolezza di creare una nuova cultura energetica e ambientale. Gli scienziati e i policy maker hanno ravvisato la necessità di concentrare l’attenzione sulla politica energetica come strumento attraverso il quale perseguire gli obiettivi di riduzione degli impatti ambientali. Poiché lo sviluppo economico e quello tecnologico non possono prescindere dall’uso delle fonti energetiche si tratta quindi di definire nuovi paradigmi industriali che se da un lato consentono di mantenere inalterati gli obiettivi di sviluppo, dall’altro richiedono un sacrificio nei consumi di fonti energetiche tradizionali. Per questa ragione è stato posto l’accento sugli investimenti nelle fonti rinnovabili, come metodo alternativo di produzione energetica, anche se è ormai ben noto che nella fase di transizione, senza un contestuale sforzo per la riduzione dei consumi, le sole fonti rinnovabili non potranno garantire una radicale soluzione bensì, esclusivamente, un parziale rallentamento dei consumi stessi. Al fine di promuovere il cambiamento, l’Unione Europea, varando il “Next Generation EU” e lo strumento “Recovery and Resilience Facility”, ha disposto che una quota molto rilevante dei fondi dei singoli Piani nazionali debba essere destinata alla transizione ambientale. In risposta alle richieste europee il Piano nazionale di ripresa e resilienza dell’Italia prevede una Missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica” il cui importo complessivo sfiora i 70 miliardi di euro, di cui oltre 15 sono destinati all’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare. Questo volume vuole essere un contributo per progettare e costruire azioni coerenti e sostenibili nel rispetto delle procedure dei contratti pubblici e degli strumenti che possono accompagnare questa fase di forte crisi economica. L’attenzione è rivolta in particolare agli energy performance contract, contratto atipico di derivazione anglosassone che, introdotto nell’ordinamento comunitario con la direttiva 2006/32/CE poi recepita con il D.Lgs. 30 maggio 2008 n. 115 e attualmente disciplinato dal D.Lgs. 4 luglio 2014 n. 102, ha faticato, e tuttora fatica, a trovare una propria corretta collocazione sia all’interno del Codice dei contratti pubblici sia, più in generale, tra gli strumenti contrattuali a cui specialmente il settore pubblico può ricorrere per effettuare queste operazioni di riqualificazione.
ENERGY PERFORMANCE CONTRACTS Modelli e strategie per la riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico
179
186
Giovanni Mulazzani
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/888094
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