Dal jazz delle cantine al rock 'n'roll dei festival giovanili, dalla scuola francese a quella genovese, fino alla rivoluzione mancata del beat italico: "Tenco è stato il cantore dei lati più oscuri dei favolosi anni '60, di quel decennio spezzato ha incarnato le contraddizioni più laceranti ma anche i fermenti più creativi. Fino al gesto estremo che gli conferirà una statura tragica. Proiettando un'ombra su tutta la canzone d'autore e la musica alternativa". E' questa l'immagine di Luigi Tenco che ci viene trasmessa oggi da uno dei più popolari siti web musicali italiani. Diffusa è dunque la percezione di trovarsi davanti a una figura di svolta, per certi aspetti fondativa, che con un gesto estremo ha segnato irrimediabilmente la storia culturale italiana degli ultimi 50 anni. E' la vicenda al centro di questo libro, che mostra - in una vivida, originale rilettura di taglio eminentemente sociologico ma basata su un ampio uso delle fonti d'epoca - come il suicidio di un cantante durante una "banale" competizione di musica "leggera" si sia trasformato inaspettatamente in un trauma culturale collettivo capace di generare nel tempo una significativa, duplice, innovazione: la fabbricazione della canzone d'autore come autonomo genere musicale, e la consacrazione del cantautore come identità sociale e culturale.

Effetto Tenco. Genealogia della canzone d'autore

SANTORO, MARCO
2010

Abstract

Dal jazz delle cantine al rock 'n'roll dei festival giovanili, dalla scuola francese a quella genovese, fino alla rivoluzione mancata del beat italico: "Tenco è stato il cantore dei lati più oscuri dei favolosi anni '60, di quel decennio spezzato ha incarnato le contraddizioni più laceranti ma anche i fermenti più creativi. Fino al gesto estremo che gli conferirà una statura tragica. Proiettando un'ombra su tutta la canzone d'autore e la musica alternativa". E' questa l'immagine di Luigi Tenco che ci viene trasmessa oggi da uno dei più popolari siti web musicali italiani. Diffusa è dunque la percezione di trovarsi davanti a una figura di svolta, per certi aspetti fondativa, che con un gesto estremo ha segnato irrimediabilmente la storia culturale italiana degli ultimi 50 anni. E' la vicenda al centro di questo libro, che mostra - in una vivida, originale rilettura di taglio eminentemente sociologico ma basata su un ampio uso delle fonti d'epoca - come il suicidio di un cantante durante una "banale" competizione di musica "leggera" si sia trasformato inaspettatamente in un trauma culturale collettivo capace di generare nel tempo una significativa, duplice, innovazione: la fabbricazione della canzone d'autore come autonomo genere musicale, e la consacrazione del cantautore come identità sociale e culturale.
288
9788815134073
M. Santoro
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/88088
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