CORPI ERETICI – 2a tranche. Il teatro di Antonio Viganò. Progetto a cura di: Cristina Valenti. Promosso da: La Soffitta | DAMSLab - Dipartimento delle Arti. In collaborazione con: ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione ----- PRESENTAZIONE: La seconda tranche del progetto dedicato al teatro di Antonio Viganò completa il percorso interrottosi nella scorsa stagione a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Il teatro di Antonio Viganò esplora i confini fra danza e teatro ponendo al centro il corpo dell’attore nelle sue molteplici declinazioni espressive, fonte e laboratorio di linguaggi da esplorare nelle loro infinite differenze. La compagnia è formata da attrici e attori professionisti con disagio psichico, che il regista dirige non ponendosi obiettivi terapeutici ma “per cogliere il mistero che appartiene all’inesplicabilità dell’arte, mentre la terapia è costretta a fermarsi su questa soglia”. Teatro come necessità e poesia, ma anche come atto politico, in quanto riscatto sociale ed emancipazione personale. Il progetto di Ert e Soffitta comprende (nelle due tranche in cui si è sviluppato) tre spettacoli che rappresentano il modo in cui il regista sa coniugare ricerca sul linguaggio e indagine sull’umanità, poesia e inclusione, in una sintesi che gli è valsa il premio Ubu per la qualità insieme artistica, creativa e politica del suo lavoro. Dopo "Otello Circus", opera che segna l’apice della maturità artistica del regista (Arena del Sole, 31 gennaio 2020) e "Il ballo", vero e proprio manifesto poetico della compagnia (DAMSLab Teatro, 12 febbraio 2020), la trilogia di spettacoli si completa con "Ali" (DAMSLab Teatro, 18-19 novembre 2021), creazione che mette in scena l’incontro fra un giovane e un angelo per raccontare di identità a confronto, dimensioni reciprocamente disvelate, sfida impossibile fra l’umano e il celestiale. Il lavoro sul corpo e sul movimento è al centro del laboratorio integrato "Il corpo abitato", nel corso del quale il regista ha guidato gli studenti e attori della sua compagnia in un gioco teatrale finalizzato all’esplorazione del vocabolario drammaturgico, fisico, coreografico e registico dello spettacolo "Ali".Ha completato il progetto la tavola rotonda dal titolo "La malattia che cura il teatro", con presentazione del libro omonimo (Dino Audino Editore, 2020), che raccoglie i risultati del convegno organizzato a Bolzano dallo stesso Viganò nell’ottobre 2019. L’incontro, che si è inserito organicamente nell’attività didattica, ha visto artisti e studiosi dialogare con gli studenti sulle ragioni di un teatro che ha bisogno della malattia per curare le ferite proprie e quelle del suo tempo. VIDEO: La tavola rotonda si è svolta in presenza, con collegamento video in diretta streaming sulla pagina fb di DAMSLab/Soffitta, ed è tuttora visibile al link https://fb.watch/btE2YtETvc/. ----- BIOGRAFIA: Antonio Viganò si forma alla Scuola d’Arte del Piccolo Teatro di Milano e all'École Jacques Lecoq di Parigi e si avvicina alla danza con Carolyn Carlson e Julie Anne Stanzak. Nel 1984 fonda con Michele Fiocchi il Teatro La Ribalta per il quale dirige spettacoli per l’infanzia e la gioventù vincendo cinque premi ETI Stregagatto. Fra il 1995 e il 2002 realizza tre spettacoli con la Compagnie de l’Oiseau-Mouche, la prima compagnia teatrale europea formata da attori professionisti in condizione di handicap. Firma regie in Russia presso il Teatro Giovane di Omsk, in Francia presso il Centre Dramatique Le Grand Bleu di Lille, in Svizzera presso il Theater an der Sihl e lo Schauspielhaus di Zurigo. I suoi testi sono rappresentati in francese, russo, tedesco e spagnolo. Svolge attività di docenza presso Università, Teatri, Scuole di alta formazione, Master, fra i quali recentemente il Master Teatro nel Sociale della Sapienza Università di Roma. Nel 2009 si stabilisce a Bolzano dove fonda l’Accademia Arte della Diversità e dà vita a una compagnia professionale integrata che produce opere di alto valore artistico. Dal 2010 organizza la rassegna teatrale multidisciplinare Corpi eretici dedicata ai temi della diversità e delle molteplici possibilità di essere attori. Nel 2015 l’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro gli assegna il Premio della Critica. Nel 2018, insieme alla compagnia del Teatro la Ribalta - Kunst der Vielfalt, composta da dieci attori e attrici permanenti in situazione di disagio psichico, riceve il Premio Speciale Ubu “per la qualità della ricerca artistica, creativa e politica in ambiti spesso marginali e con attenzione capillare alla diversità”.

CORPI ERETICI - 2a tranche. Il teatro di Antonio Viganò

Cristina Valenti
2021

Abstract

CORPI ERETICI – 2a tranche. Il teatro di Antonio Viganò. Progetto a cura di: Cristina Valenti. Promosso da: La Soffitta | DAMSLab - Dipartimento delle Arti. In collaborazione con: ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione ----- PRESENTAZIONE: La seconda tranche del progetto dedicato al teatro di Antonio Viganò completa il percorso interrottosi nella scorsa stagione a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Il teatro di Antonio Viganò esplora i confini fra danza e teatro ponendo al centro il corpo dell’attore nelle sue molteplici declinazioni espressive, fonte e laboratorio di linguaggi da esplorare nelle loro infinite differenze. La compagnia è formata da attrici e attori professionisti con disagio psichico, che il regista dirige non ponendosi obiettivi terapeutici ma “per cogliere il mistero che appartiene all’inesplicabilità dell’arte, mentre la terapia è costretta a fermarsi su questa soglia”. Teatro come necessità e poesia, ma anche come atto politico, in quanto riscatto sociale ed emancipazione personale. Il progetto di Ert e Soffitta comprende (nelle due tranche in cui si è sviluppato) tre spettacoli che rappresentano il modo in cui il regista sa coniugare ricerca sul linguaggio e indagine sull’umanità, poesia e inclusione, in una sintesi che gli è valsa il premio Ubu per la qualità insieme artistica, creativa e politica del suo lavoro. Dopo "Otello Circus", opera che segna l’apice della maturità artistica del regista (Arena del Sole, 31 gennaio 2020) e "Il ballo", vero e proprio manifesto poetico della compagnia (DAMSLab Teatro, 12 febbraio 2020), la trilogia di spettacoli si completa con "Ali" (DAMSLab Teatro, 18-19 novembre 2021), creazione che mette in scena l’incontro fra un giovane e un angelo per raccontare di identità a confronto, dimensioni reciprocamente disvelate, sfida impossibile fra l’umano e il celestiale. Il lavoro sul corpo e sul movimento è al centro del laboratorio integrato "Il corpo abitato", nel corso del quale il regista ha guidato gli studenti e attori della sua compagnia in un gioco teatrale finalizzato all’esplorazione del vocabolario drammaturgico, fisico, coreografico e registico dello spettacolo "Ali".Ha completato il progetto la tavola rotonda dal titolo "La malattia che cura il teatro", con presentazione del libro omonimo (Dino Audino Editore, 2020), che raccoglie i risultati del convegno organizzato a Bolzano dallo stesso Viganò nell’ottobre 2019. L’incontro, che si è inserito organicamente nell’attività didattica, ha visto artisti e studiosi dialogare con gli studenti sulle ragioni di un teatro che ha bisogno della malattia per curare le ferite proprie e quelle del suo tempo. VIDEO: La tavola rotonda si è svolta in presenza, con collegamento video in diretta streaming sulla pagina fb di DAMSLab/Soffitta, ed è tuttora visibile al link https://fb.watch/btE2YtETvc/. ----- BIOGRAFIA: Antonio Viganò si forma alla Scuola d’Arte del Piccolo Teatro di Milano e all'École Jacques Lecoq di Parigi e si avvicina alla danza con Carolyn Carlson e Julie Anne Stanzak. Nel 1984 fonda con Michele Fiocchi il Teatro La Ribalta per il quale dirige spettacoli per l’infanzia e la gioventù vincendo cinque premi ETI Stregagatto. Fra il 1995 e il 2002 realizza tre spettacoli con la Compagnie de l’Oiseau-Mouche, la prima compagnia teatrale europea formata da attori professionisti in condizione di handicap. Firma regie in Russia presso il Teatro Giovane di Omsk, in Francia presso il Centre Dramatique Le Grand Bleu di Lille, in Svizzera presso il Theater an der Sihl e lo Schauspielhaus di Zurigo. I suoi testi sono rappresentati in francese, russo, tedesco e spagnolo. Svolge attività di docenza presso Università, Teatri, Scuole di alta formazione, Master, fra i quali recentemente il Master Teatro nel Sociale della Sapienza Università di Roma. Nel 2009 si stabilisce a Bolzano dove fonda l’Accademia Arte della Diversità e dà vita a una compagnia professionale integrata che produce opere di alto valore artistico. Dal 2010 organizza la rassegna teatrale multidisciplinare Corpi eretici dedicata ai temi della diversità e delle molteplici possibilità di essere attori. Nel 2015 l’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro gli assegna il Premio della Critica. Nel 2018, insieme alla compagnia del Teatro la Ribalta - Kunst der Vielfalt, composta da dieci attori e attrici permanenti in situazione di disagio psichico, riceve il Premio Speciale Ubu “per la qualità della ricerca artistica, creativa e politica in ambiti spesso marginali e con attenzione capillare alla diversità”.
Cristina Valenti
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/875583
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