La Tomografia Computerizzata con raggi X, più comunemente nota con l’acronimo TAC o TC, è un’importante tecnica di imaging non invasiva, in grado di fornire informazioni di tipo fisico e morfologico sulla struttura interna degli oggetti investigati, preservandone l’integrità. Nonostante si tratti di una metodica più complessa e costosa rispetto alla radiografia tradizionale, l’utilizzo della TC è motivato dal fatto che essa permette di superare un importante limite della radiografia, ovvero la sovrapposizione in un’immagine bidimensionale di elementi situati a profondità diverse dell’oggetto, lungo la direzione di propagazione del fascio di raggi X. La tomografia consente infatti di ottenere immagini di sezioni trasversali del campione investigato, le cosiddette slice, a partire da un set di proiezioni radiografiche dell’oggetto acquisite su 360° e successivamente elaborate con sofisticati algoritmi matematici. Una volta ricostruite tutte le slice, è possibile visualizzare l’intero volume dell’oggetto mediante un software di rendering 3D, che permette anche di effettuare elaborazioni e tagli virtuali sul volume ricostruito, classificare i materiali di cui è costituito l’oggetto o rimuovere selettivamente alcuni strati per rivelare informazioni aggiuntive. Inoltre, il modello numerico 3D del campione, metrologicamente esatto, può essere utilizzato per applicazioni di realtà virtuale, creazione di archivi digitali o realizzazione di repliche mediante la stereolitografia laser o la stampa 3D

Analisi tomografica ad alta risoluzione con raggi X dei resti perinatali del Tempio di Uni e restituzione dell'intero scheletro attraverso un modello virtuale 3D

MARIA PIA MORIGI;Matteo Bettuzzi;
2021

Abstract

La Tomografia Computerizzata con raggi X, più comunemente nota con l’acronimo TAC o TC, è un’importante tecnica di imaging non invasiva, in grado di fornire informazioni di tipo fisico e morfologico sulla struttura interna degli oggetti investigati, preservandone l’integrità. Nonostante si tratti di una metodica più complessa e costosa rispetto alla radiografia tradizionale, l’utilizzo della TC è motivato dal fatto che essa permette di superare un importante limite della radiografia, ovvero la sovrapposizione in un’immagine bidimensionale di elementi situati a profondità diverse dell’oggetto, lungo la direzione di propagazione del fascio di raggi X. La tomografia consente infatti di ottenere immagini di sezioni trasversali del campione investigato, le cosiddette slice, a partire da un set di proiezioni radiografiche dell’oggetto acquisite su 360° e successivamente elaborate con sofisticati algoritmi matematici. Una volta ricostruite tutte le slice, è possibile visualizzare l’intero volume dell’oggetto mediante un software di rendering 3D, che permette anche di effettuare elaborazioni e tagli virtuali sul volume ricostruito, classificare i materiali di cui è costituito l’oggetto o rimuovere selettivamente alcuni strati per rivelare informazioni aggiuntive. Inoltre, il modello numerico 3D del campione, metrologicamente esatto, può essere utilizzato per applicazioni di realtà virtuale, creazione di archivi digitali o realizzazione di repliche mediante la stereolitografia laser o la stampa 3D
BIRTH. Archeologia dell'infanzia nell'Italia preromana
93
106
MARIA PIA MORIGI; Matteo Bettuzzi; Lucia Pappalardo; Viola Tanganelli
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