QUADRI CLINICI DELLA DERMATITE SEBORROICA INFANTILE Clinicamente la dermatite seborroica può manifestarsi in forma localizzata o diffusa e.le principali forme di DSI sono 4: crosta lattea, crosta lattea con impegno delle pieghe, napkin psoriasis e forma eritrodermica desquamativa, detta anche malattia di Leiner. La crosta lattea, in inglese “cradle cap”, è una variante scarsamente infiammatoria che colpisce il cuoio capelluto , specie la regione frontale e parietale, ma può essere interessato anche il volto ed in particolare la fronte, la glabella e le sopracciglia. Clinicamente si presenta con squame giallastre ed untuose, più raramente in parte furfuracee e biancastre, su base più o meno eritematosa. Questa forma può esordire precocemente, nelle prime settimane di vita, per risolversi solitamente entro il III mese, sebbene in rari casi perduri fino al VI mese. Nelle epoche più precoci di vita questa forma di DSI entra in diagnosi differenziale con i residui della vernice caseosa o con la DA ad esordio precoce (11-14). La crosta lattea con impegno delle pieghe è caratterizzata dal coinvolgimento sia del cuoio capelluto e del volto, talora con l’aspetto del cosiddetto casco seborroico, sia delle grandi pieghe, specie quelle inguinali, ascellari e del collo. L’esordio precoce, l’interessamento dell’estremo cefalico e l’assenza del prurito è di aiuto in questi casi per porre una diagnosi corretta, soprattutto nei confronti della DA. La napkin psoriasis, definita anche dermatite da pannolino con idi psoriasiformi, viene considerata da alcuni Autori una variante di DSI, mentre da altri una forma di psoriasi del lattante (2, 15). Contrariamente agli altri tipi di DSI l’esordio è più tardivo ed il decorso è più prolungato. Inizialmente si ha il coinvolgimento dell’area gluteoperineale coperta dal pannolino, con un quadro di semplice dermatite irritativa da contatto non responsiva ai trattamenti, che assume improvvisamente un aspetto congestionato con eritema rosso vivo accompagnato da lesioni a distanza di tipo psoriasico. Si tratta di papule eritemato-desquamative, coinvolgenti il tronco, il volto, il cuoio capelluto e gli arti superiori ed inferiori. E’ possibile la confluenza delle lesioni fino a formare ampie chiazze eritemato-desquamative, tuttavia è rara l’evoluzione eritrodermica. I pazienti sono solitamente asintomatici e il decorso è quasi sempre verso la risoluzione spontanea in alcune settimane, in genere 4-8, senza tendenza alla recidiva. Circa il 5% dei pazienti che hanno presentato una napkin psoriasis sviluppa, nei 10 anni successivi all’esordio, una franca psoriasi (15). La malattia di Leiner, dovuta ad un deficit della frazione C3 del complemento, viene attualmente considerata un’entità a sé stante e si caratterizza per un quadro cutaneo eritrodermico, associato a sintomatologia sistemica quale diarrea persistente, infezioni cutanee e di altri organi (2, 16). Tale variante esordisce con lesioni al cuoio capelluto che rapidamente, nel giro di pochi giorni, si estendono al volto, al tronco ed agli arti. Si tratta di lesioni iniziali tipo “cradle cap” e tale aspetto viene mantenuto anche al volto, mentre sul resto dell’ambito cutaneo l’eritrodermia non mostra caratteri peculiari ed ha le caratteristiche di tutte le eritrodermie neonatali. Vi è il coinvolgimento anche dell’area del pannolino. Nella nostra esperienza tale quadro, molto raro, si realizza nei primi giorni di vita e si associa ad edemi distali. La variante acuta eritrodermica e desquamativa della DSI, deve essere differenziata dalle rare forme di dermatiti dell’area del pannolino con idi psoriasiformi ad evoluzione eritrodermica (2, 17); un’accurata anamnesi è perciò mandataria.

Clinica della dermatite seborroica La dermatite seborroica infantile

NERI, IRIA;RAONE, BEATRICE;PATRIZI, ANNALISA
2008

Abstract

QUADRI CLINICI DELLA DERMATITE SEBORROICA INFANTILE Clinicamente la dermatite seborroica può manifestarsi in forma localizzata o diffusa e.le principali forme di DSI sono 4: crosta lattea, crosta lattea con impegno delle pieghe, napkin psoriasis e forma eritrodermica desquamativa, detta anche malattia di Leiner. La crosta lattea, in inglese “cradle cap”, è una variante scarsamente infiammatoria che colpisce il cuoio capelluto , specie la regione frontale e parietale, ma può essere interessato anche il volto ed in particolare la fronte, la glabella e le sopracciglia. Clinicamente si presenta con squame giallastre ed untuose, più raramente in parte furfuracee e biancastre, su base più o meno eritematosa. Questa forma può esordire precocemente, nelle prime settimane di vita, per risolversi solitamente entro il III mese, sebbene in rari casi perduri fino al VI mese. Nelle epoche più precoci di vita questa forma di DSI entra in diagnosi differenziale con i residui della vernice caseosa o con la DA ad esordio precoce (11-14). La crosta lattea con impegno delle pieghe è caratterizzata dal coinvolgimento sia del cuoio capelluto e del volto, talora con l’aspetto del cosiddetto casco seborroico, sia delle grandi pieghe, specie quelle inguinali, ascellari e del collo. L’esordio precoce, l’interessamento dell’estremo cefalico e l’assenza del prurito è di aiuto in questi casi per porre una diagnosi corretta, soprattutto nei confronti della DA. La napkin psoriasis, definita anche dermatite da pannolino con idi psoriasiformi, viene considerata da alcuni Autori una variante di DSI, mentre da altri una forma di psoriasi del lattante (2, 15). Contrariamente agli altri tipi di DSI l’esordio è più tardivo ed il decorso è più prolungato. Inizialmente si ha il coinvolgimento dell’area gluteoperineale coperta dal pannolino, con un quadro di semplice dermatite irritativa da contatto non responsiva ai trattamenti, che assume improvvisamente un aspetto congestionato con eritema rosso vivo accompagnato da lesioni a distanza di tipo psoriasico. Si tratta di papule eritemato-desquamative, coinvolgenti il tronco, il volto, il cuoio capelluto e gli arti superiori ed inferiori. E’ possibile la confluenza delle lesioni fino a formare ampie chiazze eritemato-desquamative, tuttavia è rara l’evoluzione eritrodermica. I pazienti sono solitamente asintomatici e il decorso è quasi sempre verso la risoluzione spontanea in alcune settimane, in genere 4-8, senza tendenza alla recidiva. Circa il 5% dei pazienti che hanno presentato una napkin psoriasis sviluppa, nei 10 anni successivi all’esordio, una franca psoriasi (15). La malattia di Leiner, dovuta ad un deficit della frazione C3 del complemento, viene attualmente considerata un’entità a sé stante e si caratterizza per un quadro cutaneo eritrodermico, associato a sintomatologia sistemica quale diarrea persistente, infezioni cutanee e di altri organi (2, 16). Tale variante esordisce con lesioni al cuoio capelluto che rapidamente, nel giro di pochi giorni, si estendono al volto, al tronco ed agli arti. Si tratta di lesioni iniziali tipo “cradle cap” e tale aspetto viene mantenuto anche al volto, mentre sul resto dell’ambito cutaneo l’eritrodermia non mostra caratteri peculiari ed ha le caratteristiche di tutte le eritrodermie neonatali. Vi è il coinvolgimento anche dell’area del pannolino. Nella nostra esperienza tale quadro, molto raro, si realizza nei primi giorni di vita e si associa ad edemi distali. La variante acuta eritrodermica e desquamativa della DSI, deve essere differenziata dalle rare forme di dermatiti dell’area del pannolino con idi psoriasiformi ad evoluzione eritrodermica (2, 17); un’accurata anamnesi è perciò mandataria.
DERMATITE SEBORROICA
31
35
Neri I; Raone B; Patrizi A
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