L'articolo si propone di illustrare un copialettere appartenuto a Francesco Guicciardini e rinvenuto da Roberto Ridolfi all'inizio del XX secolo. Il manoscritto si trova nell'Archivio Guicciardini e nelle carte Strozziane (ASF I 130) dell'Archivio di Stato di Firenze. Il codice, che è interamente apografo, ad eccezione di tre note autografe di Francesco Guicciardini, contiene le copie di 258 lettere - tra cui lettere inviate, riassunti di lettere ricevute e istruzioni - tutte datate tra l'8 giugno 1526 e il 18 febbraio 1527, quando Guicciardini era in servizio nelle vesti di luogotenente nell'esercito papale. Sulla base delle ricerche precedenti, si propone un primo studio di questo specialissimo corpus epistolare attraverso un esame quantitativo e qualitativo delle varianti tra le missive conservate nelle copialettere e il loro modello, le minute, e gli originali. I risultati di questa analisi infatti hanno mostrato una complessa riorganizzazione della struttura epistolare e una profonda rimodulazione formale del dettato a livello sintattico, morfologico e lessicale, attribuibile a Francesco Guicciardini e probabilmente legate alla redazione di alcuni passi del secondo libro dei Commentari della luogotenenza, poi incorporati nel XVII libro della Storia d'Italia.

Cronaca epistolare di una luogotenenza alla vigilia del sacco di Roma. Per un'edizione del copialettere di Guicciardini

Ilaria Burattini
2022

Abstract

L'articolo si propone di illustrare un copialettere appartenuto a Francesco Guicciardini e rinvenuto da Roberto Ridolfi all'inizio del XX secolo. Il manoscritto si trova nell'Archivio Guicciardini e nelle carte Strozziane (ASF I 130) dell'Archivio di Stato di Firenze. Il codice, che è interamente apografo, ad eccezione di tre note autografe di Francesco Guicciardini, contiene le copie di 258 lettere - tra cui lettere inviate, riassunti di lettere ricevute e istruzioni - tutte datate tra l'8 giugno 1526 e il 18 febbraio 1527, quando Guicciardini era in servizio nelle vesti di luogotenente nell'esercito papale. Sulla base delle ricerche precedenti, si propone un primo studio di questo specialissimo corpus epistolare attraverso un esame quantitativo e qualitativo delle varianti tra le missive conservate nelle copialettere e il loro modello, le minute, e gli originali. I risultati di questa analisi infatti hanno mostrato una complessa riorganizzazione della struttura epistolare e una profonda rimodulazione formale del dettato a livello sintattico, morfologico e lessicale, attribuibile a Francesco Guicciardini e probabilmente legate alla redazione di alcuni passi del secondo libro dei Commentari della luogotenenza, poi incorporati nel XVII libro della Storia d'Italia.
Metodi, problemi e prospettive nello studio degli epistolari
93
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Ilaria Burattini
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