L’ultima opera teatrale di Cherubini giunse inattesa, per il mondo e per l’autore stesso, ormai ultrasettantenne. Quando Ali-Baba, ou Le Quarante voleurs andò in scena (1833) erano trascorsi ormai 20 anni dai suoi precedenti Abencérages e la scena lirica parigina era passata attraverso il ciclone di Rossini e Meyerbeer. La carriera operistica di Cherubini non era mai stata veramente costellata da successi pieni, convincenti e soprattutto duraturi, ormai dimenticato in Italia, apprezzato più in Germania che nella sua nuova patria francese. Ali-Baba è il frutto di vari compromessi. Nasce come tentativo di recuperare Koukourgi, un progetto abbandonato di quarant’anni prima. Il genere teatrale di riferimento è dapprima l’opéra-comique; l’insoddisfazione verso il livello del teatro a cui dovrebbe essere destinato fa dirottare la partitura verso il grand opéra, pur non avendone la statura epica. L’esito finale fu una mescolanza stilistica sorretta da un’inventiva musicale ormai spenta, a dispetto di una grande scienza compositiva sul piano formale. L’esecuzione venne affidata ai massimi cantanti del repertorio francese, gli stessi che avevano portato al successo Guillaume Tell e Robert le Diable, ma nessuno ebbe ad elogiare la partitura, che venne presto dimenticata e ancora oggi attende una esecuzione teatrale moderna nella sua veste originale.

“Ali-Baba”, il “Falstaff” di Cherubini

Beghelli
2021

Abstract

L’ultima opera teatrale di Cherubini giunse inattesa, per il mondo e per l’autore stesso, ormai ultrasettantenne. Quando Ali-Baba, ou Le Quarante voleurs andò in scena (1833) erano trascorsi ormai 20 anni dai suoi precedenti Abencérages e la scena lirica parigina era passata attraverso il ciclone di Rossini e Meyerbeer. La carriera operistica di Cherubini non era mai stata veramente costellata da successi pieni, convincenti e soprattutto duraturi, ormai dimenticato in Italia, apprezzato più in Germania che nella sua nuova patria francese. Ali-Baba è il frutto di vari compromessi. Nasce come tentativo di recuperare Koukourgi, un progetto abbandonato di quarant’anni prima. Il genere teatrale di riferimento è dapprima l’opéra-comique; l’insoddisfazione verso il livello del teatro a cui dovrebbe essere destinato fa dirottare la partitura verso il grand opéra, pur non avendone la statura epica. L’esito finale fu una mescolanza stilistica sorretta da un’inventiva musicale ormai spenta, a dispetto di una grande scienza compositiva sul piano formale. L’esecuzione venne affidata ai massimi cantanti del repertorio francese, gli stessi che avevano portato al successo Guillaume Tell e Robert le Diable, ma nessuno ebbe ad elogiare la partitura, che venne presto dimenticata e ancora oggi attende una esecuzione teatrale moderna nella sua veste originale.
2021
Luigi Cherubini: A multifaceted composer at the turn of the 19th century
299
322
Beghelli
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