L'analisi di vulnerabilità è una fase necessaria nella valutazione del rischio in impianti di processo. La valutazione delle conseguenze dei rilasci incidentali, infatti, fornisce un insieme di dati fisici relativi agli scenari incidentali (mappe di irraggiamento da incendio, sovrappressione, concentrazioni tossiche, etc.), sulla base dei quali è necessario valutare l'effetto ultimo dell'evento incidentale su un insieme di recettori: la popolazione (intesa in senso vasto, quindi comprendendo anche i lavoratori), l'ambiente e gli elementi strutturali dell'impianto. La trasformazione dei valori calcolati degli effetti fisici in una valutazione quantitativa del danno ultimo subito dai recettori è detta analisi di vulnerabilità. L'analisi della vulnerabilità dei diversi recettori rispetto agli effetti fisici degli scenari incidentali è quindi un presupposto fondamentale per valutare la severità (o magnitudo) di un incidente, indipendentemente dal fatto che l'analisi sia indirizzata alla valutazione quantitativa di indici di rischio o a valutazioni semplificate basate, ad esempio, su matrici di compatibilità. L'analisi della vulnerabilità degli elementi strutturali dell'impianto, oltre a fornire dati sulla "asset integrity" attesa in funzione degli scenari incidentali possibili, è anche il presupposto per analizzare la possibilità di effetto domino, ovvero della propagazione ed amplificazione di eventi incidentali causati dal danneggiamento strutturale di elementi di impianto causati dall'incidente primario. In quanto segue sono descritte le principali metodologie disponibili per l'analisi di vulnerabilità della popolazione e un approccio all'analisi quantitativa dell'effetto domino.

L’analisi di vulnerabilità e la valutazione dell’effetto domino

COZZANI, VALERIO
2009

Abstract

L'analisi di vulnerabilità è una fase necessaria nella valutazione del rischio in impianti di processo. La valutazione delle conseguenze dei rilasci incidentali, infatti, fornisce un insieme di dati fisici relativi agli scenari incidentali (mappe di irraggiamento da incendio, sovrappressione, concentrazioni tossiche, etc.), sulla base dei quali è necessario valutare l'effetto ultimo dell'evento incidentale su un insieme di recettori: la popolazione (intesa in senso vasto, quindi comprendendo anche i lavoratori), l'ambiente e gli elementi strutturali dell'impianto. La trasformazione dei valori calcolati degli effetti fisici in una valutazione quantitativa del danno ultimo subito dai recettori è detta analisi di vulnerabilità. L'analisi della vulnerabilità dei diversi recettori rispetto agli effetti fisici degli scenari incidentali è quindi un presupposto fondamentale per valutare la severità (o magnitudo) di un incidente, indipendentemente dal fatto che l'analisi sia indirizzata alla valutazione quantitativa di indici di rischio o a valutazioni semplificate basate, ad esempio, su matrici di compatibilità. L'analisi della vulnerabilità degli elementi strutturali dell'impianto, oltre a fornire dati sulla "asset integrity" attesa in funzione degli scenari incidentali possibili, è anche il presupposto per analizzare la possibilità di effetto domino, ovvero della propagazione ed amplificazione di eventi incidentali causati dal danneggiamento strutturale di elementi di impianto causati dall'incidente primario. In quanto segue sono descritte le principali metodologie disponibili per l'analisi di vulnerabilità della popolazione e un approccio all'analisi quantitativa dell'effetto domino.
La sicurezza di processo e di prodotto nell’industria chimica
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117
V. Cozzani
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