Il patrimonio culturale del nostro paese sta diventando oggi un vero e proprio laboratorio di ricerca per lo sviluppo di tecnologie, materiali e metodologie innovative. Nuovi materiali e tecniche costruttive, strumenti di rilievo e diagnostica, piattaforme digitali, modellistica tridimensionale, sono esempi concreti e tangibili dell’attenzione che le scienze ingegneristiche stanno riservando a questo ambito di ricerca. In questo senso le scienze dell’Ingegneria Geomatica, con il loro ampio ventaglio di metodologie applicative, offrono grandi possibilità di integrazione con altri ambiti dell’indagine scientifica. È del tutto evidente che la questione di un rilevamento rigoroso dei beni culturali, fondato su metodologie scientifiche e strumenti tecnologici adeguati, costituisce un nodo cruciale ai fini della conservazione, conoscenza, gestione e fruizione. Le nuove tecniche geomatiche, basate su strumentazioni e processi di elaborazione di tipo digitale, consentono un approccio ampio e articolato a queste tematiche: gli archivi digitali, grazie alla ricchezza di informazioni memorizzabili ed al sistematico utilizzo di sistemi di riferimento chiaramente definiti e condivisi, costituiscono uno strumento indispensabile a tutte le attività di studio e monitoraggio del bene, fornendo nel contempo oggettività ed elevata fruibilità1. Le finalità del rilevamento sono molteplici, ed in primo luogo vi è certamente la descrizione accurata del bene di interesse; essa permette infatti da un lato lo studio approfondito delle architetture, delle geometrie, dei materiali costruttivi e delle evoluzioni subite nel tempo, e dall’altro la memorizzazione dell’oggetto stesso, in quanto non bisogna dimenticare che i monumenti storici ed i siti archeologici sono spesso esposti ad un rapido deterioramento a causa degli agenti atmosferici e quindi la rappresentazione metrica, se possibile a base fotografica, può costituire l’unico modo per preservarne la memoria ed assicurarne il restauro conservativo o la parziale e totale ricostruzione. Accanto a questo obiettivo, vi è però anche l’importante funzione che i prodotti del rilievo svolgono come insostituibile base per analisi di tipo strutturale, permettendo di sorvegliare e quantificare le deformazioni in atto e gli eventuali movimenti strutturali, al fine di prevenire i rischi di ulteriori degradi e di eventuali distruzioni per cause di carattere statico od ambientale; inoltre in questo senso può divenire di estremo interesse l’integrazione delle classiche tecniche del rilevamento con altre analisi diagnostiche, come quelle nel campo del termico o dell’ultravioletto, indagini radar o ultrasoniche2. Dal 2006 il DISTART – Dipartimento di Ingegneria delle Strutture, dei Trasporti, delle Acque, del Rilevamento, del Territorio – dell’Università di Bologna, opera sul sito archeologico di Ercolano con competenze ingegneristiche legate al rilevamento ed all’analisi strutturale; il presente lavoro si riferisce principalmente al primo aspetto, e tratta in particolare l’uso di tecniche fotogrammetriche digitali. L’attività fa seguito ad un ampio spettro di interventi effettuati negli anni passati a Pompei, in particolare sull’Insula del Centenario e su alcuni ninfei significativi della città3. La ricerca si inquadra nell’ambito del progetto Domus Herculanensis Rationes (DHER)4 e della convenzione tra l’Università di Bologna e la Soprintendenza archeologica di Pompei. Oggetto del presente lavoro è la descrizione del rilievo fotogrammetrico condotto sulla facciata della Casa del Tramezzo di Legno in Ercolano. Se da un lato è ormai consolidato il ruolo fondamentale della fotogrammetria in campo archeologico, si vuole qui porre l’accento sulle enormi potenzialità che offrono oggi i moderni sistemi digitali di restituzione in termini di prodotti ottenibili; accanto alla generazione di prodotti classici come restituzione vettoriale e ortofoto, la possibilità di ottener...

Fotogrammetria digitale per il rilievo. La facciata della Casa del Tramezzo di Legno ad Ercolano.

BITELLI, GABRIELE;GIRELLI, VALENTINA ALENA;ZANUTTA, ANTONIO
2009

Abstract

Il patrimonio culturale del nostro paese sta diventando oggi un vero e proprio laboratorio di ricerca per lo sviluppo di tecnologie, materiali e metodologie innovative. Nuovi materiali e tecniche costruttive, strumenti di rilievo e diagnostica, piattaforme digitali, modellistica tridimensionale, sono esempi concreti e tangibili dell’attenzione che le scienze ingegneristiche stanno riservando a questo ambito di ricerca. In questo senso le scienze dell’Ingegneria Geomatica, con il loro ampio ventaglio di metodologie applicative, offrono grandi possibilità di integrazione con altri ambiti dell’indagine scientifica. È del tutto evidente che la questione di un rilevamento rigoroso dei beni culturali, fondato su metodologie scientifiche e strumenti tecnologici adeguati, costituisce un nodo cruciale ai fini della conservazione, conoscenza, gestione e fruizione. Le nuove tecniche geomatiche, basate su strumentazioni e processi di elaborazione di tipo digitale, consentono un approccio ampio e articolato a queste tematiche: gli archivi digitali, grazie alla ricchezza di informazioni memorizzabili ed al sistematico utilizzo di sistemi di riferimento chiaramente definiti e condivisi, costituiscono uno strumento indispensabile a tutte le attività di studio e monitoraggio del bene, fornendo nel contempo oggettività ed elevata fruibilità1. Le finalità del rilevamento sono molteplici, ed in primo luogo vi è certamente la descrizione accurata del bene di interesse; essa permette infatti da un lato lo studio approfondito delle architetture, delle geometrie, dei materiali costruttivi e delle evoluzioni subite nel tempo, e dall’altro la memorizzazione dell’oggetto stesso, in quanto non bisogna dimenticare che i monumenti storici ed i siti archeologici sono spesso esposti ad un rapido deterioramento a causa degli agenti atmosferici e quindi la rappresentazione metrica, se possibile a base fotografica, può costituire l’unico modo per preservarne la memoria ed assicurarne il restauro conservativo o la parziale e totale ricostruzione. Accanto a questo obiettivo, vi è però anche l’importante funzione che i prodotti del rilievo svolgono come insostituibile base per analisi di tipo strutturale, permettendo di sorvegliare e quantificare le deformazioni in atto e gli eventuali movimenti strutturali, al fine di prevenire i rischi di ulteriori degradi e di eventuali distruzioni per cause di carattere statico od ambientale; inoltre in questo senso può divenire di estremo interesse l’integrazione delle classiche tecniche del rilevamento con altre analisi diagnostiche, come quelle nel campo del termico o dell’ultravioletto, indagini radar o ultrasoniche2. Dal 2006 il DISTART – Dipartimento di Ingegneria delle Strutture, dei Trasporti, delle Acque, del Rilevamento, del Territorio – dell’Università di Bologna, opera sul sito archeologico di Ercolano con competenze ingegneristiche legate al rilevamento ed all’analisi strutturale; il presente lavoro si riferisce principalmente al primo aspetto, e tratta in particolare l’uso di tecniche fotogrammetriche digitali. L’attività fa seguito ad un ampio spettro di interventi effettuati negli anni passati a Pompei, in particolare sull’Insula del Centenario e su alcuni ninfei significativi della città3. La ricerca si inquadra nell’ambito del progetto Domus Herculanensis Rationes (DHER)4 e della convenzione tra l’Università di Bologna e la Soprintendenza archeologica di Pompei. Oggetto del presente lavoro è la descrizione del rilievo fotogrammetrico condotto sulla facciata della Casa del Tramezzo di Legno in Ercolano. Se da un lato è ormai consolidato il ruolo fondamentale della fotogrammetria in campo archeologico, si vuole qui porre l’accento sulle enormi potenzialità che offrono oggi i moderni sistemi digitali di restituzione in termini di prodotti ottenibili; accanto alla generazione di prodotti classici come restituzione vettoriale e ortofoto, la possibilità di ottener...
“VESUVIANA. ARCHEOLOGIE A CONFRONTO”
597
602
Bitelli G.; Girelli V. A.; Zanutta A.;
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