Il territorio cervese è compreso tra il fiume Savio a nord/ovest, la costa a est e via del Confine a ovest. Per il periodo preso in esame, però, i confini non sono così chiari, soprattutto quelli diocesani. L’area è da sempre (in passato forse più di adesso) caratterizzata dalla presenza delle acque fluviali e marittime, che segnavano il paesaggio – e la vita di chi vi abitava – profondamente. Infatti, presso la costa vi era una zona dove le paludi e le acque salmastre si alternavano a serie di cordoni dunosi, mentre solo più all’interno iniziava la fascia di terra stabile, idonea alla messa a coltura. L’area era poi attraversata da diversi corsi d’acqua che sfociavano in mare, consentendo il collegamento con il sistema di vallata. Anche a causa del particolare contesto ambientale, i problemi storiografici sui quali si è concentrata la ricerca sono fondamentalmente due. Il primo riguarda la produzione del sale, elemento che nel tempo ha sempre più identificato Cervia (anche per questo motivo rimangono poco indagate le altre forme di economia sviluppate). Gli aspetti sui quali ci si è interrogati sono soprattutto l’inizio della coltivazione delle saline (ancora indeterminato, considerata la quasi totale assenza di informazioni a riguardo) e il rapporto con il primo insediamento. L’altro problema che ha catalizzato l’attenzione è costituito dall’abitato di Ficocle, di cui si è cercato di localizzare il toponimo interpretando minuziosamente le scarse informazioni a disposizione, sia storiche che archeologiche, di ricostruirne le origini e il rapporto con il sito di Cervia Vecchia. Nelle pagine che seguiranno, invece, si vuole presentare un quadro – per quanto sintetico – delle informazioni disponibili provenienti dalle fonti scritte e dai dati archeologici relativi al popolamento del Cervese (in particolare tra tarda Antichità e Medioevo), assieme alle principali interpretazioni che, delle stesse informazioni, sono state fornite e sottolinearne le lacune che sono ancora presenti.

Storia e archeologia del territorio cervese tra Tardantichità e Medioevo

M, Bondi
Co-primo
;
M. Cavalazzi
Co-primo
2020

Abstract

Il territorio cervese è compreso tra il fiume Savio a nord/ovest, la costa a est e via del Confine a ovest. Per il periodo preso in esame, però, i confini non sono così chiari, soprattutto quelli diocesani. L’area è da sempre (in passato forse più di adesso) caratterizzata dalla presenza delle acque fluviali e marittime, che segnavano il paesaggio – e la vita di chi vi abitava – profondamente. Infatti, presso la costa vi era una zona dove le paludi e le acque salmastre si alternavano a serie di cordoni dunosi, mentre solo più all’interno iniziava la fascia di terra stabile, idonea alla messa a coltura. L’area era poi attraversata da diversi corsi d’acqua che sfociavano in mare, consentendo il collegamento con il sistema di vallata. Anche a causa del particolare contesto ambientale, i problemi storiografici sui quali si è concentrata la ricerca sono fondamentalmente due. Il primo riguarda la produzione del sale, elemento che nel tempo ha sempre più identificato Cervia (anche per questo motivo rimangono poco indagate le altre forme di economia sviluppate). Gli aspetti sui quali ci si è interrogati sono soprattutto l’inizio della coltivazione delle saline (ancora indeterminato, considerata la quasi totale assenza di informazioni a riguardo) e il rapporto con il primo insediamento. L’altro problema che ha catalizzato l’attenzione è costituito dall’abitato di Ficocle, di cui si è cercato di localizzare il toponimo interpretando minuziosamente le scarse informazioni a disposizione, sia storiche che archeologiche, di ricostruirne le origini e il rapporto con il sito di Cervia Vecchia. Nelle pagine che seguiranno, invece, si vuole presentare un quadro – per quanto sintetico – delle informazioni disponibili provenienti dalle fonti scritte e dai dati archeologici relativi al popolamento del Cervese (in particolare tra tarda Antichità e Medioevo), assieme alle principali interpretazioni che, delle stesse informazioni, sono state fornite e sottolinearne le lacune che sono ancora presenti.
Una terra antica. Paesaggi e insediamenti nella Romania dei secoli V-XI
72
83
M, Bondi; M. Cavalazzi
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