Il saggio analizza il ciclo rivoluzionario che porta alla Costituzione di Cadiz del 1812 per fare luce sulla crisi genetica dei concetti moderni di sovranità, nazione, costituzione. L’intento è comprendere questa crisi in termini ‘genetici’, non tanto per indicare delle continuità ininterrotte tra la storia e il presente delle forme della sovranità, quanto piuttosto per ripensare, assumendo una prospettiva globale, gli apparati concettuali attraverso i quali quella crisi può essere compresa e criticata. Il saggio si concentra quindi sul modo specifico nel quale, sulle due sponde dell’Atlantico, l’insurrezione popolare è stata giustificata, governata o repressa allo scopo di creare le condizioni per affermare il nuovo ordine costituzionale. Da una parte, le Cortes di Cádiz ricorrono all’antica costituzione di Spagna per giustificare l’insurrezione popolare, ma il loro fine è di riorganizzare la sovranità su nuove basi costituzionali e su scala transatlantica. La costituzione si configura così come uno strumento per limitare non solo il potere monarchico, ma anche e soprattutto la presenza politica del popolo che insorgendo aveva reso possibile l’apertura del processo costituzionale. Dall'altra parte, guardando quel processo dal punto di vista delle colonie, si mostra come l’iniziativa del popolo e la sua rivendicazione di autonomia sfidano apertamente l’unità politica che la costituzione pretende di esprimere e rappresentare. Riconsiderando il concetto di costituzione e di potere costituente alla luce dell’esperienza coloniale, si mostra quindi che l’unità politica del popolo è paradossalmente il presupposto di ogni costituzione e allo stesso tempo l’effetto della costituzione stessa. Nel caso della costituzione di Cádiz, questo effetto è stato perseguito sia attraverso la definizione di meccanismi costituzionali adeguati a prevenire i movimenti sociali e politici del popolo nella metropoli, sia attraverso la violenta imposizione costituzionale del dominio metropolitano sulle colonie. In conclusione, si mostra che la costituzione può essere concepita come una «tecnologia di governo», il cui specifico carattere coloniale permette di illuminare le operazioni di forza e potere attive dietro a ciò che i canoni del costituzionalismo considerano «le procedure ordinarie del diritto».

Sovranità, nazione, costituzione. Genesi e crisi coloniale di una costellazione concettuale

P. Rudan
2021

Abstract

Il saggio analizza il ciclo rivoluzionario che porta alla Costituzione di Cadiz del 1812 per fare luce sulla crisi genetica dei concetti moderni di sovranità, nazione, costituzione. L’intento è comprendere questa crisi in termini ‘genetici’, non tanto per indicare delle continuità ininterrotte tra la storia e il presente delle forme della sovranità, quanto piuttosto per ripensare, assumendo una prospettiva globale, gli apparati concettuali attraverso i quali quella crisi può essere compresa e criticata. Il saggio si concentra quindi sul modo specifico nel quale, sulle due sponde dell’Atlantico, l’insurrezione popolare è stata giustificata, governata o repressa allo scopo di creare le condizioni per affermare il nuovo ordine costituzionale. Da una parte, le Cortes di Cádiz ricorrono all’antica costituzione di Spagna per giustificare l’insurrezione popolare, ma il loro fine è di riorganizzare la sovranità su nuove basi costituzionali e su scala transatlantica. La costituzione si configura così come uno strumento per limitare non solo il potere monarchico, ma anche e soprattutto la presenza politica del popolo che insorgendo aveva reso possibile l’apertura del processo costituzionale. Dall'altra parte, guardando quel processo dal punto di vista delle colonie, si mostra come l’iniziativa del popolo e la sua rivendicazione di autonomia sfidano apertamente l’unità politica che la costituzione pretende di esprimere e rappresentare. Riconsiderando il concetto di costituzione e di potere costituente alla luce dell’esperienza coloniale, si mostra quindi che l’unità politica del popolo è paradossalmente il presupposto di ogni costituzione e allo stesso tempo l’effetto della costituzione stessa. Nel caso della costituzione di Cádiz, questo effetto è stato perseguito sia attraverso la definizione di meccanismi costituzionali adeguati a prevenire i movimenti sociali e politici del popolo nella metropoli, sia attraverso la violenta imposizione costituzionale del dominio metropolitano sulle colonie. In conclusione, si mostra che la costituzione può essere concepita come una «tecnologia di governo», il cui specifico carattere coloniale permette di illuminare le operazioni di forza e potere attive dietro a ciò che i canoni del costituzionalismo considerano «le procedure ordinarie del diritto».
La sovranità. Trasformazioni e crisi in età contemporanea
103
118
P. Rudan
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