Questo capitolo mira a valutare se, e fino a che punto, la solidarietà abbia trovato concretizzazione nella risposta dell’Unione europea e dei suoi Stati membri durante l’emergenza da COVID-19, concentrandosi particolarmente sulla risposta all’emergenza in Italia (in quanto Stato membro maggiormente colpito, almeno in una fase iniziale). Lo studio si sviluppa in due parti. Nella prima ci si concentra sulla cooperazione tra Stati membri nel contesto della risposta europea all’epidemia. Si presenta dapprima la richiesta di assistenza inoltrata dall’Italia attraverso il Meccanismo unionale di protezione civile e si analizzano poi le risposte date dagli altri Stati membri. Questi, da un lato, si sono rifiutati di fornire assistenza per quasi un mese, in modo lecito ma poco solidale. E, dall’altro, hanno vietato per alcune settimane l’esportazione di materiale medico verso l’Italia, con azioni certamente non solidali e probabilmente illecite. La seconda parte dello studio affronta il contributo dato direttamente dalla Commissione alla gestione dell’emergenza, cioè la dimensione collettiva della solidarietà europea. La Commissione ha contribuito al coordinamento degli appalti per contromisure mediche, alla costituzione di scorte europee e, soprattutto, alla negoziazione con le società farmaceutiche dell’acquisto di vaccini contro il COVID-19. Nella conclusione si traggono le conseguenze della (scarsa) solidarietà dimostrata dagli Stati membri e degli interventi della Commissione.

La risposta europea all’emergenza da Covid-19

Mauro Gatti
2021

Abstract

Questo capitolo mira a valutare se, e fino a che punto, la solidarietà abbia trovato concretizzazione nella risposta dell’Unione europea e dei suoi Stati membri durante l’emergenza da COVID-19, concentrandosi particolarmente sulla risposta all’emergenza in Italia (in quanto Stato membro maggiormente colpito, almeno in una fase iniziale). Lo studio si sviluppa in due parti. Nella prima ci si concentra sulla cooperazione tra Stati membri nel contesto della risposta europea all’epidemia. Si presenta dapprima la richiesta di assistenza inoltrata dall’Italia attraverso il Meccanismo unionale di protezione civile e si analizzano poi le risposte date dagli altri Stati membri. Questi, da un lato, si sono rifiutati di fornire assistenza per quasi un mese, in modo lecito ma poco solidale. E, dall’altro, hanno vietato per alcune settimane l’esportazione di materiale medico verso l’Italia, con azioni certamente non solidali e probabilmente illecite. La seconda parte dello studio affronta il contributo dato direttamente dalla Commissione alla gestione dell’emergenza, cioè la dimensione collettiva della solidarietà europea. La Commissione ha contribuito al coordinamento degli appalti per contromisure mediche, alla costituzione di scorte europee e, soprattutto, alla negoziazione con le società farmaceutiche dell’acquisto di vaccini contro il COVID-19. Nella conclusione si traggono le conseguenze della (scarsa) solidarietà dimostrata dagli Stati membri e degli interventi della Commissione.
Unione europea 2020
31
59
Mauro Gatti
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