L'articolo prende in esame l'influenza della poetica pirandelliana su quella eduardiana, a partire dall'intervento "Primo... Secondo (Aspetto il segnale)" pubblicato da Eduardo nel 1936 per il numero d'agosto della rivista «Il Dramma». La finzione metanarrativa e meta-teatrale che guida la «cara visione» stilata da Eduardo nelle pagine della rivista «Il Dramma» costituisce la migliore porta d'ingresso per entrare nel "quadro vivente" e fiabesco del resoconto di guerra narrato da Gennaro Jovine sul finire del secondo atto di Napoli milionaria. Qui, alla "tentazione pirandelliana" della poetica dell’"abito nuovo" si accosta la "passione dello sguardo" di donna Amalia e la ricchezza dei suoi tratti sociologici e psicologici. Le "occhiate" fisse e la consueta "toccatina alla capigliatura" sono le "glosse del corpo" di questo personaggio, i suoi più segni sociologici e teatrali più autentici. È in questo continuo gioco del simulare e del dissimulare di Amalia che risiede la complessità e il fascino caratteriale di questa eroina, costretta anche lei – come del resto tutti i più grandi personaggi eduardiani - a "deporre le armi... dinanzi a un combattente più alto”, ad una ragione più importante.

«Quant'è bello ’o culore de’ ’e pparole». Dal romanzo di guerra di Gennaro alle occhiate di Amalia nella Napoli milionaria! di Eduardo

Vaccaro Luca
2021

Abstract

L'articolo prende in esame l'influenza della poetica pirandelliana su quella eduardiana, a partire dall'intervento "Primo... Secondo (Aspetto il segnale)" pubblicato da Eduardo nel 1936 per il numero d'agosto della rivista «Il Dramma». La finzione metanarrativa e meta-teatrale che guida la «cara visione» stilata da Eduardo nelle pagine della rivista «Il Dramma» costituisce la migliore porta d'ingresso per entrare nel "quadro vivente" e fiabesco del resoconto di guerra narrato da Gennaro Jovine sul finire del secondo atto di Napoli milionaria. Qui, alla "tentazione pirandelliana" della poetica dell’"abito nuovo" si accosta la "passione dello sguardo" di donna Amalia e la ricchezza dei suoi tratti sociologici e psicologici. Le "occhiate" fisse e la consueta "toccatina alla capigliatura" sono le "glosse del corpo" di questo personaggio, i suoi più segni sociologici e teatrali più autentici. È in questo continuo gioco del simulare e del dissimulare di Amalia che risiede la complessità e il fascino caratteriale di questa eroina, costretta anche lei – come del resto tutti i più grandi personaggi eduardiani - a "deporre le armi... dinanzi a un combattente più alto”, ad una ragione più importante.
Antologia teatrale. Atto secondo
149
170
Vaccaro Luca
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