I tumori gastrointestinali stromali (GIST) sono attualmente considerati dalla patologia umana le più comuni neoplasie mesenchimali del tratto gastrointestinale (GI). Si tratta di neoplasie derivate dalla trasformazione neoplastica delle cellule interstiziali di Cajal (ICC), cellule “pacemaker” che generano lente e ritmiche contrazioni ondulatorie nella muscolatura gastrointestinale, e che possono manifestarsi come piccole neoformazioni nodulari intramurali o sottosierose a decorso benigno, oppure come voluminose masse coinvolgenti tutto lo spessore della parete ed a comportamento maligno. La diagnosi di GIST può essere difficile alla sola osservazione istologica, data l’ampia sovrapposizione morfologica con altre neoplasie mesenchimali (leiomioma, leiomiosarcoma, fibrosarcoma), e la conferma diagnostica definitiva può essere fornita solamente da una reazione immunoistochimica positiva alla presenza della proteina KIT (CD117). In patologia animale, recenti studi hanno dimostrato che anche nel cane una parte dei tumori mesenchimali GI, generalmente classificati come tumori derivati dal muscolo liscio, esprimono il CD117 ed hanno morfologia tale da suggerire una loro riclassificazione in GIST. Scopo di questo lavoro è segnalare alcuni GIST nel cane e nel gatto, e di descriverne le caratteristiche istologiche ed immunoistochimiche. Sono state raccolte 105 neoplasie GI di cane (48% epiteliali, 35% a cellule rotonde, 17% mesenchimali) e 95 di gatto (55% a cellule rotonde, 40% epiteliali, 5% mesenchimali). Nel cane 5 casi (intestino) sono risultati coerenti con la diagnosi di GIST, un caso nel gatto (stomaco). Il quadro istologico era caratterizzato dalla prevalenza di cellule fusiformi, fittamente stipate e disposte in fasci ad andamento irregolare alternati ad aree in cui le cellule erano invece di forma poligonale con discreto pleomorfismo nucleare. Le prove immunoistochimiche hanno evidenziato in tutti i casi positività citoplasmatica al CD117 ed alla vimentina ed una positività debole ed incostante all’actina. In patologia umana i GIST sono definiti come neoplasie mesenchimali GI composte da cellule fusiformi, epitelioidi o pleomorfe, positive al marcatore immunoistochimico CD1177. Il CD117 è una proteina recettoriale di membrana codificata dal proto-oncogene c-kit facente parte della famiglia delle tirosina chinasi, in grado di attivare la proliferazione cellulare ed implicata nell’indirizzare cellule mesenchimali totipotenti verso una differenziazione in ICC mature, che secondo l’ipotesi considerata più attendibile sono le cellule dalla cui trasformazione neoplastica derivano i GIST7. In patologia veterinaria l’acronimo GIST, già usato impropriamente nel cane per indicare i tumori mesenchimali in genere, solo recentemente è stato utilizzato nella sua accezione corretta. Sulla base dei nostri studi i GIST si propongono pertanto, fra le neoplasie GI del cane e del gatto, come categoria diagnostica indipendente, per la cui diagnosi risulta indispensabile la positività immunoistochimica al CD117. Anche nel cane, come nell’uomo, è stata inoltre osservata un’analoga mutazione genomica, che apre interessanti prospettive sul possibile utilizzo in medicina veterinaria di un farmaco inibitore delle tirosina-chinasi (imatinib mesylato), che in oncologia umana ha dimostrato ottimi risultati nel bloccare la crescita tumorale.

I tumori gastrointestinali stromali (GIST) nel cane e nel gatto

BETTINI, GIULIANO;MORINI, MARIA
2004

Abstract

I tumori gastrointestinali stromali (GIST) sono attualmente considerati dalla patologia umana le più comuni neoplasie mesenchimali del tratto gastrointestinale (GI). Si tratta di neoplasie derivate dalla trasformazione neoplastica delle cellule interstiziali di Cajal (ICC), cellule “pacemaker” che generano lente e ritmiche contrazioni ondulatorie nella muscolatura gastrointestinale, e che possono manifestarsi come piccole neoformazioni nodulari intramurali o sottosierose a decorso benigno, oppure come voluminose masse coinvolgenti tutto lo spessore della parete ed a comportamento maligno. La diagnosi di GIST può essere difficile alla sola osservazione istologica, data l’ampia sovrapposizione morfologica con altre neoplasie mesenchimali (leiomioma, leiomiosarcoma, fibrosarcoma), e la conferma diagnostica definitiva può essere fornita solamente da una reazione immunoistochimica positiva alla presenza della proteina KIT (CD117). In patologia animale, recenti studi hanno dimostrato che anche nel cane una parte dei tumori mesenchimali GI, generalmente classificati come tumori derivati dal muscolo liscio, esprimono il CD117 ed hanno morfologia tale da suggerire una loro riclassificazione in GIST. Scopo di questo lavoro è segnalare alcuni GIST nel cane e nel gatto, e di descriverne le caratteristiche istologiche ed immunoistochimiche. Sono state raccolte 105 neoplasie GI di cane (48% epiteliali, 35% a cellule rotonde, 17% mesenchimali) e 95 di gatto (55% a cellule rotonde, 40% epiteliali, 5% mesenchimali). Nel cane 5 casi (intestino) sono risultati coerenti con la diagnosi di GIST, un caso nel gatto (stomaco). Il quadro istologico era caratterizzato dalla prevalenza di cellule fusiformi, fittamente stipate e disposte in fasci ad andamento irregolare alternati ad aree in cui le cellule erano invece di forma poligonale con discreto pleomorfismo nucleare. Le prove immunoistochimiche hanno evidenziato in tutti i casi positività citoplasmatica al CD117 ed alla vimentina ed una positività debole ed incostante all’actina. In patologia umana i GIST sono definiti come neoplasie mesenchimali GI composte da cellule fusiformi, epitelioidi o pleomorfe, positive al marcatore immunoistochimico CD1177. Il CD117 è una proteina recettoriale di membrana codificata dal proto-oncogene c-kit facente parte della famiglia delle tirosina chinasi, in grado di attivare la proliferazione cellulare ed implicata nell’indirizzare cellule mesenchimali totipotenti verso una differenziazione in ICC mature, che secondo l’ipotesi considerata più attendibile sono le cellule dalla cui trasformazione neoplastica derivano i GIST7. In patologia veterinaria l’acronimo GIST, già usato impropriamente nel cane per indicare i tumori mesenchimali in genere, solo recentemente è stato utilizzato nella sua accezione corretta. Sulla base dei nostri studi i GIST si propongono pertanto, fra le neoplasie GI del cane e del gatto, come categoria diagnostica indipendente, per la cui diagnosi risulta indispensabile la positività immunoistochimica al CD117. Anche nel cane, come nell’uomo, è stata inoltre osservata un’analoga mutazione genomica, che apre interessanti prospettive sul possibile utilizzo in medicina veterinaria di un farmaco inibitore delle tirosina-chinasi (imatinib mesylato), che in oncologia umana ha dimostrato ottimi risultati nel bloccare la crescita tumorale.
Atti del 48° Congresso Nazionale Multisala SCIVAC - Rimini, 27-30 maggio 2004
453
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BETTINI G.; MORINI M.
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