Come il lettore imbevuto di citazioni altrui, il traduttore parla con la voce di un altro; e le sue parole gli appartengono e, per così dire, sono autentiche in virtù di un plagio, discreto, riconosciuto, legalizzato. Egli traduce “senza secondi fini”, e ambisce alla irresponsabile condizione di lettore, il quale non ha che da cercare le parole che gli urge dire tra quelle messe a sua disposizione in quel gran bazar del già-detto che è la letteratura, con la convinzione ‒ non infondata ‒ di poterle trovare. In questa ricerca consiste il “piacere solitario e moroso della lettura”, di cui parla Larbaud.

La lettura, un vizio impunito e altri scritti sulla traduzione

Campi, R.
2021

Abstract

Come il lettore imbevuto di citazioni altrui, il traduttore parla con la voce di un altro; e le sue parole gli appartengono e, per così dire, sono autentiche in virtù di un plagio, discreto, riconosciuto, legalizzato. Egli traduce “senza secondi fini”, e ambisce alla irresponsabile condizione di lettore, il quale non ha che da cercare le parole che gli urge dire tra quelle messe a sua disposizione in quel gran bazar del già-detto che è la letteratura, con la convinzione ‒ non infondata ‒ di poterle trovare. In questa ricerca consiste il “piacere solitario e moroso della lettura”, di cui parla Larbaud.
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Campi, R.
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