I linea di ricerca. La penalità nei fatti “sfugge” dalle definizioni legali ed è poco sensibile agli andamenti della criminalità. La penalità fattuale nel tempo e nello spazio risponde a modelli in cui la ricchezza, la distribuzione e la stratificazione sociale, nonché le ideologie, giocano un ruolo fondamentale. - Questo filone può essere definito di “penologia revisionista”. L’attuale interesse è rivolto alla ricerca di modelli esplicativi capaci di intendere i differenziali di penalità carceraria nello spazio (perché i tassi di carcerizzazione sono così diversi nel mondo) e nel tempo (in particolare il succedersi di fasi di decarcerizzazione seguite a fasi di forte ricarcerizzazione). Pur concentrando l’interesse di ricerca alla realtà italiana dall’unità a oggi, la comparazione è sempre d’obbligo e il confronto con la letteratura penologica prevalentemente nordamericana necessaria. II linea di ricerca. I rapporti tra scienza del diritto penale e scienze dell’uomo, in primis la criminologia e la psichiatria dopo la crisi del modello integrato di scienze penalistiche. Paradigmi prescrittivi e paradigmi esplicativi nella cultura e prassi del sistema di giustizia penale. - La scienza del diritto penale della modernità si è costruita nella interazione con altri saperi scientifici non normativi. Nella crisi di vecchi equilibri tra scienza giuridico-penale e scienze a questa “accessorie ed ancillari” (modello integrato di scienza penale di fondazione positivista), si è aperta una fase ancora fortemente segnata da instabilità, tra alcuni saperi scientifici come la criminologia e la psichiatria critiche e la scienza del diritto penale. Lo studio di questi nuovi e problematici rapporti è stato la linea portante dell’esperienza scientifica e culturale che diede origine alla rivista “La questione criminale”, poi proseguita con la rivista “Dei delitti e delle pene” e oggi portata avanti dalla rivista “Studi sulla questione criminale”. III linea di ricerca. L’insicurezza da criminalità nella crisi dello stato sociale di diritto e le politiche locali di sicurezza. - Il tema è quello oggi particolarmente avvertito anche scientificamente dell’emergenza della questione sicuritaria, ovvero del succedersi repentino della “sicurezza criminale” alla “sicurezza sociale” nelle preoccupazioni delle collettività e nelle politiche post-welfariste. Questa nuova emergenza ha segnato sia le società sviluppate quanto quelle in via di sviluppo. Per quanto si debbano registrare anche significative variazioni nei tassi di vittimizzazione nelle ultime decadi in distinti paesi del mondo, è un dato di letteratura ampiamente condiviso che la questione sicuritaria non possa essere messa in relazione significativa con l’aumento dell’insicurezza oggettiva. Perché la gente si senta sempre più insicura e di conseguenza come il sistema politico nel dominio progressivo di forme di democrazia d’opinione, risponda a questo diffuso sentimento con politiche penali più severe, ovvero attraverso politiche di prevenzione, è oggi oggetto di interessanti ricerche.

Penologia revisionista, modello integrato di scienza penale e questione sicuritaria (Coordinatore di un gruppo)

PAVARINI, MASSIMO
2009

Abstract

I linea di ricerca. La penalità nei fatti “sfugge” dalle definizioni legali ed è poco sensibile agli andamenti della criminalità. La penalità fattuale nel tempo e nello spazio risponde a modelli in cui la ricchezza, la distribuzione e la stratificazione sociale, nonché le ideologie, giocano un ruolo fondamentale. - Questo filone può essere definito di “penologia revisionista”. L’attuale interesse è rivolto alla ricerca di modelli esplicativi capaci di intendere i differenziali di penalità carceraria nello spazio (perché i tassi di carcerizzazione sono così diversi nel mondo) e nel tempo (in particolare il succedersi di fasi di decarcerizzazione seguite a fasi di forte ricarcerizzazione). Pur concentrando l’interesse di ricerca alla realtà italiana dall’unità a oggi, la comparazione è sempre d’obbligo e il confronto con la letteratura penologica prevalentemente nordamericana necessaria. II linea di ricerca. I rapporti tra scienza del diritto penale e scienze dell’uomo, in primis la criminologia e la psichiatria dopo la crisi del modello integrato di scienze penalistiche. Paradigmi prescrittivi e paradigmi esplicativi nella cultura e prassi del sistema di giustizia penale. - La scienza del diritto penale della modernità si è costruita nella interazione con altri saperi scientifici non normativi. Nella crisi di vecchi equilibri tra scienza giuridico-penale e scienze a questa “accessorie ed ancillari” (modello integrato di scienza penale di fondazione positivista), si è aperta una fase ancora fortemente segnata da instabilità, tra alcuni saperi scientifici come la criminologia e la psichiatria critiche e la scienza del diritto penale. Lo studio di questi nuovi e problematici rapporti è stato la linea portante dell’esperienza scientifica e culturale che diede origine alla rivista “La questione criminale”, poi proseguita con la rivista “Dei delitti e delle pene” e oggi portata avanti dalla rivista “Studi sulla questione criminale”. III linea di ricerca. L’insicurezza da criminalità nella crisi dello stato sociale di diritto e le politiche locali di sicurezza. - Il tema è quello oggi particolarmente avvertito anche scientificamente dell’emergenza della questione sicuritaria, ovvero del succedersi repentino della “sicurezza criminale” alla “sicurezza sociale” nelle preoccupazioni delle collettività e nelle politiche post-welfariste. Questa nuova emergenza ha segnato sia le società sviluppate quanto quelle in via di sviluppo. Per quanto si debbano registrare anche significative variazioni nei tassi di vittimizzazione nelle ultime decadi in distinti paesi del mondo, è un dato di letteratura ampiamente condiviso che la questione sicuritaria non possa essere messa in relazione significativa con l’aumento dell’insicurezza oggettiva. Perché la gente si senta sempre più insicura e di conseguenza come il sistema politico nel dominio progressivo di forme di democrazia d’opinione, risponda a questo diffuso sentimento con politiche penali più severe, ovvero attraverso politiche di prevenzione, è oggi oggetto di interessanti ricerche.
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