L’emergenza Coronavirus ha riportato in superficie temi esistenziali “scomodi” con cui l’infanzia, da sempre, si trova a fare i conti. Il concetto di limite, l’esperienza della temporalità e dell’irreversibilità della vita, il confronto con il dolore proprio e altrui sono alcune delle questioni che, per mesi, hanno popolato la quotidianità delle nostre case imponendo, agli adulti, di soffermarvisi con più attenzione, affrontando tabù e tracce di resistenza. Di riflesso, bambini e bambine hanno abitato questi stessi contesti e hanno trovato risonanza per le loro “grandi domande”: non sono domande nuove, per loro, ma sono domande che, spesso, non solo non trovano risposta, ma rischiano di non trovare nemmeno terreno per essere espresse e formulate. Le pagine che seguono si interrogano sull’opportunità di “tornare” alle domande esistenziali dell’infanzia e di prepararsi, nei contesti educativi, ad una “ripartenza (anche) emotiva”. Una strada in questa direzione può essere rappresentata dalle pratiche filosofiche con l’infanzia: un’opportunità di confronto, non solo e non tanto sui temi della morte e del dolore, ma soprattutto sull’intreccio di essi con le esistenze di ciascuno e sulla loro rilevanza all’interno di un percorso di educazione e “progettazione” alla vita.

Vecchi temi per nuovi scenari. Infanzia e dolore ai tempi della sindrome Covid-19

S. Demozzi
2021

Abstract

L’emergenza Coronavirus ha riportato in superficie temi esistenziali “scomodi” con cui l’infanzia, da sempre, si trova a fare i conti. Il concetto di limite, l’esperienza della temporalità e dell’irreversibilità della vita, il confronto con il dolore proprio e altrui sono alcune delle questioni che, per mesi, hanno popolato la quotidianità delle nostre case imponendo, agli adulti, di soffermarvisi con più attenzione, affrontando tabù e tracce di resistenza. Di riflesso, bambini e bambine hanno abitato questi stessi contesti e hanno trovato risonanza per le loro “grandi domande”: non sono domande nuove, per loro, ma sono domande che, spesso, non solo non trovano risposta, ma rischiano di non trovare nemmeno terreno per essere espresse e formulate. Le pagine che seguono si interrogano sull’opportunità di “tornare” alle domande esistenziali dell’infanzia e di prepararsi, nei contesti educativi, ad una “ripartenza (anche) emotiva”. Una strada in questa direzione può essere rappresentata dalle pratiche filosofiche con l’infanzia: un’opportunità di confronto, non solo e non tanto sui temi della morte e del dolore, ma soprattutto sull’intreccio di essi con le esistenze di ciascuno e sulla loro rilevanza all’interno di un percorso di educazione e “progettazione” alla vita.
OLTRE L’EMERGENZA. Sguardi pedagogici su infanzia, famiglie, servizi educativi e scolastici nel Covid-19
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103
S. Demozzi
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