BRUXISMO AUTO-RIFERITO E SINTOMATOLOGIA ANSIOSO-FOBICA Pelliccioni GA*., Gatto MRA**., Marini I*** Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche- Università di Bologna “Alma Mate Studiorum” *Sezione di Chirurgia Orale **Servizio di Statistica ***Sezione di Ortodonzia ed Ortognatodonzia Obbiettivi Ricerche sui disturbi dell’ansia condotti in pazienti afferenti al Reparto di Chirurgia Orale hanno consentito di focalizzare la nostra attenzione sulle caratteristiche che permettono di distinguere i pazienti che si dichiarano bruxisti dai non bruxisti. L’obbiettivo di questa analisi secondaria è stato quello di paragonare i due gruppi in base alla presenza di sintomi ansioso/fobici. Materiale e Metodo Uno studio cross-sectional su 250 pazienti consecutivi reclutati nel 2007 è stato condotto valutando la frequenza di bruxismo attraverso una scala Likert da 1 a 5 (1=mai, 2=raramente, 3=qualche volta , 4=spesso, e 5=continuamente); 43 pazienti che si dichiaravano bruxisti “spesso” o “continuamente “ sono stati paragonati ad un campione di controllo di 89 pazienti non bruxisti scelti randomicamente Due questionari psicologici (STAI-Y1 e Phobia Scale di Marks- Sheehan), sono stati compilati dai pazienti sotto la supervisione di uno psicologo. Risultati. La prevalenza del bruxismo sul totale del campione è del 17%. I bruxisti erano vedovi/divorziati (p=0.001) con titolo di studio più elevato (p=0.03) rispetto ai non bruxisti; essi erano più ansiosi (p=0.02) e presentavano con maggiore frequenza agorafobia (p=0.0001), claustrofobia (p=0.008), patofobia (p=0.03), sociofobia (p<0.05), La gravità dell’evitamento delle situazioni che causavano fobia era bassa e senza differenze significative tra i due gruppi tranne che per “andare in metropolitana, autobus ed automobile”, più frequente tra i bruxisti (p=0.03) che si dichiaravano più affetti da sensazione di soffocamento durante il trattamento odontoiatrico (p=0.02). Inoltre il consumo di alcol è stato riscontrato più spesso nei bruxisti rispetto ai non bruxisti (55.8% e 12.4%, p=0.0001). Discussione E’ possibile supporre che i pazienti caratterizzati da una maggiore ansietà, gravi sintomi fobici, assenza di evitamento delle situazioni fobiche e bruxismo rinforzino una visione psicosomatica della loro sofferenza. Infatti l’abitudine involontaria di serrare i denti sarebbe riportata da quei pazienti che sono in grado di controllare la loro ansietà e la loro fobia senza evitare situazioni di agorafobia, patofobia, claustrofobia e sociofobia, conseguendo un migliore adattamento sociale ma, secondo noi, aumentando la loro attività muscolare fino a raggiungere un livello rilevante di bruxismo. Conclusione la relazione osservata tra sintomi ansioso-fobici e bruxismo necessita di ulteriori conferme fornite da studi longitudinali su pazienti odontoiatrici utilizzando questionari che ne studino la resilienza In tal modo sarà possibile valutare l’importanza della eziologia psicologica del bruxismo.

Bruxismo auto-riferito e sintomatologia ansioso-fobica

PELLICCIONI, GIAN ANDREA;GATTO, MARIA ROSARIA;MARINI, IDA
2009

Abstract

BRUXISMO AUTO-RIFERITO E SINTOMATOLOGIA ANSIOSO-FOBICA Pelliccioni GA*., Gatto MRA**., Marini I*** Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche- Università di Bologna “Alma Mate Studiorum” *Sezione di Chirurgia Orale **Servizio di Statistica ***Sezione di Ortodonzia ed Ortognatodonzia Obbiettivi Ricerche sui disturbi dell’ansia condotti in pazienti afferenti al Reparto di Chirurgia Orale hanno consentito di focalizzare la nostra attenzione sulle caratteristiche che permettono di distinguere i pazienti che si dichiarano bruxisti dai non bruxisti. L’obbiettivo di questa analisi secondaria è stato quello di paragonare i due gruppi in base alla presenza di sintomi ansioso/fobici. Materiale e Metodo Uno studio cross-sectional su 250 pazienti consecutivi reclutati nel 2007 è stato condotto valutando la frequenza di bruxismo attraverso una scala Likert da 1 a 5 (1=mai, 2=raramente, 3=qualche volta , 4=spesso, e 5=continuamente); 43 pazienti che si dichiaravano bruxisti “spesso” o “continuamente “ sono stati paragonati ad un campione di controllo di 89 pazienti non bruxisti scelti randomicamente Due questionari psicologici (STAI-Y1 e Phobia Scale di Marks- Sheehan), sono stati compilati dai pazienti sotto la supervisione di uno psicologo. Risultati. La prevalenza del bruxismo sul totale del campione è del 17%. I bruxisti erano vedovi/divorziati (p=0.001) con titolo di studio più elevato (p=0.03) rispetto ai non bruxisti; essi erano più ansiosi (p=0.02) e presentavano con maggiore frequenza agorafobia (p=0.0001), claustrofobia (p=0.008), patofobia (p=0.03), sociofobia (p<0.05), La gravità dell’evitamento delle situazioni che causavano fobia era bassa e senza differenze significative tra i due gruppi tranne che per “andare in metropolitana, autobus ed automobile”, più frequente tra i bruxisti (p=0.03) che si dichiaravano più affetti da sensazione di soffocamento durante il trattamento odontoiatrico (p=0.02). Inoltre il consumo di alcol è stato riscontrato più spesso nei bruxisti rispetto ai non bruxisti (55.8% e 12.4%, p=0.0001). Discussione E’ possibile supporre che i pazienti caratterizzati da una maggiore ansietà, gravi sintomi fobici, assenza di evitamento delle situazioni fobiche e bruxismo rinforzino una visione psicosomatica della loro sofferenza. Infatti l’abitudine involontaria di serrare i denti sarebbe riportata da quei pazienti che sono in grado di controllare la loro ansietà e la loro fobia senza evitare situazioni di agorafobia, patofobia, claustrofobia e sociofobia, conseguendo un migliore adattamento sociale ma, secondo noi, aumentando la loro attività muscolare fino a raggiungere un livello rilevante di bruxismo. Conclusione la relazione osservata tra sintomi ansioso-fobici e bruxismo necessita di ulteriori conferme fornite da studi longitudinali su pazienti odontoiatrici utilizzando questionari che ne studino la resilienza In tal modo sarà possibile valutare l’importanza della eziologia psicologica del bruxismo.
Atti del Congresso Nazionale dei Docenti di Discipline Odontostomatologiche e Chirurgia Maxillo Facciale
678
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Pelliccioni G.A.; Gatto M.R.A.; Marini I.
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