Il tratto teorico che caratterizza la personalità intellettuale di François de la Mothe le Vayer (1583 o 1588-1672) è dato dall’adesione esplicita alla filosofia scettica, accolta nella molteplicità delle sue manifestazioni storiche, anche se La Mothe si dichiara più volte ‘pirroniano’. L’appartenenza alla cerchia, che si riuniva attorno ai fratelli Dupuy, lo pone tra i ‘libertini eruditi’; per lui, tuttavia, l’erudizione, non è una maschera o uno strumento di persuasione, ma costituisce la condizione culturale nella quale la filosofia scettica si sviluppa e, al tempo stesso, l’esito al quale perviene. Analogamente l’immagine dello scettico non è uno schermo per nascondere un pensiero negativamente assertorio, e anzi lo scetticismo insuperabile è una filosofia di per sé eversiva. Così in religione l’eterodossia di La Mothe le Vayer è legata non all’adesione dissimulata a un ateismo sostanziale, ma alla professione di un dubbio che resta ‘invincibile’, anche se non esistono ragioni risolutive per considerare infondata l’opzione fideistica, alla quale La Mothe dichiara di aderire. La sospensione dell’assenso e il carattere in-conclusivo di un’indagine che si appaga non nel possesso della ‘verità’, ma nell’equilibrio isostenico delle diverse teorie, resta il carattere permanente di una filosofia, secondo la quale tutte le scienze sono segnate da una fondamentale incertezza. In questo modo lo stesso ‘pirronismo storico’ non tende a marcare una contrapposizione tra la storia e le scienze ‘solide’, ma piuttosto ad accomunarle in una generale condizione aporetica.

Erudizione e scetticismo in François de la Mothe le Vayer

CAPITANI, PIETRO
2009

Abstract

Il tratto teorico che caratterizza la personalità intellettuale di François de la Mothe le Vayer (1583 o 1588-1672) è dato dall’adesione esplicita alla filosofia scettica, accolta nella molteplicità delle sue manifestazioni storiche, anche se La Mothe si dichiara più volte ‘pirroniano’. L’appartenenza alla cerchia, che si riuniva attorno ai fratelli Dupuy, lo pone tra i ‘libertini eruditi’; per lui, tuttavia, l’erudizione, non è una maschera o uno strumento di persuasione, ma costituisce la condizione culturale nella quale la filosofia scettica si sviluppa e, al tempo stesso, l’esito al quale perviene. Analogamente l’immagine dello scettico non è uno schermo per nascondere un pensiero negativamente assertorio, e anzi lo scetticismo insuperabile è una filosofia di per sé eversiva. Così in religione l’eterodossia di La Mothe le Vayer è legata non all’adesione dissimulata a un ateismo sostanziale, ma alla professione di un dubbio che resta ‘invincibile’, anche se non esistono ragioni risolutive per considerare infondata l’opzione fideistica, alla quale La Mothe dichiara di aderire. La sospensione dell’assenso e il carattere in-conclusivo di un’indagine che si appaga non nel possesso della ‘verità’, ma nell’equilibrio isostenico delle diverse teorie, resta il carattere permanente di una filosofia, secondo la quale tutte le scienze sono segnate da una fondamentale incertezza. In questo modo lo stesso ‘pirronismo storico’ non tende a marcare una contrapposizione tra la storia e le scienze ‘solide’, ma piuttosto ad accomunarle in una generale condizione aporetica.
268
978 88 222 5929 5
P. Capitani
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