Despite the process of deinstitutionalization and decentralization in Albania starting from 2000, there are still many public and private orphanages that host minors, even very young ones. These biological or social orphans often live in a situation of marginality that prevents them from growing up in welcoming and facilitating contexts, accessing the world of work and benefiting from economic autonomy. As part of a project funded by AICS (Italian Agency for Cooperation and Development) through the Italian NGO IPSIA, called "The community of the future: socio-occupational inclusion for Shkoder orphans", a research group formed by Shkoder University, University of Bologna, IPSIA and SHIS NGOs, was set up to analyze the training needs of these services, to design training for trainers and a certified training course for the operators of these structures (social workers, psychologists, educators and support staff members). The UN Convention on the Rights of the Child has accompanied this process of reflection, data collection, design and implementation of training with a research approach based on the model of educational evaluation, or "evaluate-return-reflect-innovate-evaluate" (Bondioli, Ferrari, 2004). The general objective is the improvement of the competences of all the actors of social services for minors, the promotion of a culture of inclusion, of networking, of planning, to offer more qualitative and inclusive social services.

Nonostante il processo di deistituzionalizzazione e decentralizzazione in Albania sia iniziato a partire dal 2000, sono ancora molti gli orfanotrofi pubblici e privati che ospitano minori, anche di età molto piccola. Questi orfani biologici o sociali vivono molto spesso una situazione di marginalità che impedisce loro di crescere in contesti accoglienti e facilitanti, accedere al mondo del lavoro e beneficiare di un’autonomia economica. Nell’ambito di un progetto finanziato da AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo) attraverso l'ONG italiana IPSIA, denominato “La comunità del futuro: interventi di inclusione socio-lavorativa per gli orfani di Shkoder”, si è costituito un gruppo di ricerca formato da Università di Shkoder, Università di Bologna, le ONG IPSIA e SHIS, per analizzare le esigenze formative di questi servizi, progettare una formazione di formatori e un percorso certificato di formazione per gli operatori di queste strutture (assistenti sociali, psicologi, educatori e membri dello staff di supporto). La Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia ha accompagnato questo processo di riflessione, raccolta dati, disegno e realizzazione delle formazioni con un approccio di ricerca basato sul modello della educational evaluation, ovvero “valutare-restituire-riflettere-innovare-valutare” (Bondioli, Ferrari, 2004). L’obiettivo generale è il miglioramento delle competenze di tutti gli attori dei servizi sociali per minori, la promozione di una cultura dell'inclusione, del lavoro di rete, della progettazione, per offrire servizi sociali più qualitativi e inclusivi.

Diritti dell’infanzia e inclusione sociale nei servizi residenziali per minori: un progetto a Scutari (Albania)

Pacetti, Elena
2020

Abstract

Nonostante il processo di deistituzionalizzazione e decentralizzazione in Albania sia iniziato a partire dal 2000, sono ancora molti gli orfanotrofi pubblici e privati che ospitano minori, anche di età molto piccola. Questi orfani biologici o sociali vivono molto spesso una situazione di marginalità che impedisce loro di crescere in contesti accoglienti e facilitanti, accedere al mondo del lavoro e beneficiare di un’autonomia economica. Nell’ambito di un progetto finanziato da AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo) attraverso l'ONG italiana IPSIA, denominato “La comunità del futuro: interventi di inclusione socio-lavorativa per gli orfani di Shkoder”, si è costituito un gruppo di ricerca formato da Università di Shkoder, Università di Bologna, le ONG IPSIA e SHIS, per analizzare le esigenze formative di questi servizi, progettare una formazione di formatori e un percorso certificato di formazione per gli operatori di queste strutture (assistenti sociali, psicologi, educatori e membri dello staff di supporto). La Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia ha accompagnato questo processo di riflessione, raccolta dati, disegno e realizzazione delle formazioni con un approccio di ricerca basato sul modello della educational evaluation, ovvero “valutare-restituire-riflettere-innovare-valutare” (Bondioli, Ferrari, 2004). L’obiettivo generale è il miglioramento delle competenze di tutti gli attori dei servizi sociali per minori, la promozione di una cultura dell'inclusione, del lavoro di rete, della progettazione, per offrire servizi sociali più qualitativi e inclusivi.
30 anni dopo la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia. Quale pedagogia per i minori?
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Pacetti, Elena
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