La dissoluzione politica e militare dello Stato islamico rappresenta l’occasione per studiare la cosiddetta “terza ondata” del jihad, composta da figli di immigrati, cresciuti ai margini delle città occidentali e intrappolati in un’identità sospesa. L’islam radicale ha offerto a questi giovani un’ideologia capace di ricomporre le loro frammentate storie di vita e un orizzonte di significato per trasformare in riscatto il “quietismo” dei padri, divenendo combattenti e martiri in Occidente o nel Califfato. L’ideologia islamica radicale ha così fornito una cornice identitaria che, travalicando i confini dell’appartenenza nazionale, sociale ed economica, ha reso i giovani, maschi e femmine, parte di una umma globale. Il volume analizza i processi di radicalizzazione – e i luoghi di proselitismo, con particolare attenzione al web e al carcere – dei jihadisti europei, tratteggiando le biografie di quanti hanno combattuto la guerra santa. Le ragioni dell’adesione all’islam radicale sono interpretate alla luce delle teorie criminologiche che muovono dal concetto di frustrazione anomica e indagano i meccanismi di costruzione della marginalità sociale e della pericolosità criminale. La subcultura jihadista – che trasforma lo stigma in segno positivo e di distinzione – viene dunque intesa quale soluzione collettiva ai problemi di adattamento in una società escludente.

Radicalizzazione islamica e marginalità. Una lettura criminologica

Crocitti S.
2020

Abstract

La dissoluzione politica e militare dello Stato islamico rappresenta l’occasione per studiare la cosiddetta “terza ondata” del jihad, composta da figli di immigrati, cresciuti ai margini delle città occidentali e intrappolati in un’identità sospesa. L’islam radicale ha offerto a questi giovani un’ideologia capace di ricomporre le loro frammentate storie di vita e un orizzonte di significato per trasformare in riscatto il “quietismo” dei padri, divenendo combattenti e martiri in Occidente o nel Califfato. L’ideologia islamica radicale ha così fornito una cornice identitaria che, travalicando i confini dell’appartenenza nazionale, sociale ed economica, ha reso i giovani, maschi e femmine, parte di una umma globale. Il volume analizza i processi di radicalizzazione – e i luoghi di proselitismo, con particolare attenzione al web e al carcere – dei jihadisti europei, tratteggiando le biografie di quanti hanno combattuto la guerra santa. Le ragioni dell’adesione all’islam radicale sono interpretate alla luce delle teorie criminologiche che muovono dal concetto di frustrazione anomica e indagano i meccanismi di costruzione della marginalità sociale e della pericolosità criminale. La subcultura jihadista – che trasforma lo stigma in segno positivo e di distinzione – viene dunque intesa quale soluzione collettiva ai problemi di adattamento in una società escludente.
156
9788829001088
Crocitti S.
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