In questo articolo intendo formulare alcune istruzioni procedurali per la produzione dei toni del cinese standard, d’ora in poi CS, con particolare riferimento al secondo e quarto tono (qui annotati con T2 e T4), basate sugli automatismi articolatori derivanti dalla fonologia dell’italiano. L’opportunità di strutturare la didattica dei toni di CS a partire dalle caratteristiche fonologiche della lingua madre del discente rappresenta una delle maggiori indicazioni provenienti dalle ricerche sull’acquisizione tonale. La lingua italiana fornisce alcune occasioni significative a questo riguardo, la cui analisi è appunto l’obiettivo primario di questo articolo. Procederò illustrando i punti cruciali dell’acquisizione dei toni di CS da parte di apprendenti non nativi. A questo fine prenderò in esame gli studi sul percetptual auditory training – filone di ricerca ispirato ai modelli sull’apprendimento dei suoni non nativi elaborati indipendentemente da Flege (1987) e da Best et al. (1988) e, di lì, al principio della percezione categoriale dei suoni linguistici. Dopo aver illustrato il quadro teorico, entrerò nel vivo della mia proposta. Delineerò l’inventario tonale del cinese strutturandolo su due coppie di opposizioni funzionali: una coppia di toni costanti , T1 e T3, e una coppia di toni a profilo, T2 e T4. Quindi introdurrò i contrasti fonemici dell’italiano funzionali alla costruzione di categorie linguistiche necessarie per la percezione e produzione dei contrasti tonali di CS, ovvero /è/-/é/ e /ò/-/ó/.

La definizione di istruzioni articolatorie mirate all’addestramento per la produzione dei toni del cinese standard

Carlotta Sparvoli
2014

Abstract

In questo articolo intendo formulare alcune istruzioni procedurali per la produzione dei toni del cinese standard, d’ora in poi CS, con particolare riferimento al secondo e quarto tono (qui annotati con T2 e T4), basate sugli automatismi articolatori derivanti dalla fonologia dell’italiano. L’opportunità di strutturare la didattica dei toni di CS a partire dalle caratteristiche fonologiche della lingua madre del discente rappresenta una delle maggiori indicazioni provenienti dalle ricerche sull’acquisizione tonale. La lingua italiana fornisce alcune occasioni significative a questo riguardo, la cui analisi è appunto l’obiettivo primario di questo articolo. Procederò illustrando i punti cruciali dell’acquisizione dei toni di CS da parte di apprendenti non nativi. A questo fine prenderò in esame gli studi sul percetptual auditory training – filone di ricerca ispirato ai modelli sull’apprendimento dei suoni non nativi elaborati indipendentemente da Flege (1987) e da Best et al. (1988) e, di lì, al principio della percezione categoriale dei suoni linguistici. Dopo aver illustrato il quadro teorico, entrerò nel vivo della mia proposta. Delineerò l’inventario tonale del cinese strutturandolo su due coppie di opposizioni funzionali: una coppia di toni costanti , T1 e T3, e una coppia di toni a profilo, T2 e T4. Quindi introdurrò i contrasti fonemici dell’italiano funzionali alla costruzione di categorie linguistiche necessarie per la percezione e produzione dei contrasti tonali di CS, ovvero /è/-/é/ e /ò/-/ó/.
Atti del XIII Convegno dell'Associazione ltaliana Studi Cinesi, Milano 22-24 settembre 2011
393
403
Carlotta Sparvoli
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