Il libro analizza come – in stretta connessione con la sua ridefinizione del diritto naturale, del diritto delle genti e della questione della guerra giusta – la riflessione giuridica e politica di Ugo Grozio si sia confrontata con la nuova configurazione dello spazio mondiale prodottasi in seguito alle scoperte geografiche e alla proiezione delle potenze europee sugli oceani e sugli altri continenti. Facendo interagire gli sviluppi più recenti del dibattito sulla figura del giurista olandese con gli spunti di ricerca provenienti dal campo degli studi atlantici e postcoloniali, si cercherà di mostrare che per cogliere il significato storico e teorico dell’opera groziana è indispensabile guardare al di là dell’Europa e osservare come l’ordine emergente degli Stati si sia intrecciato con la realtà composita degli imperi, con i processi di accumulazione economica ed espansione commerciale del capitalismo nascente, con le forme di appropriazione territoriale realizzate da attori non soltanto pubblici ma anche privati o ibridi, come le compagnie commerciali. Riletti in questa chiave globale, testi come il De iure praedae e il De iure belli ac pacis continuano ad apparire indispensabili per affrontare genealogicamente una serie di problematiche ancora oggi decisive, come le relazioni tra l'Europa e il resto del mondo, l'eredità del dominio coloniale e le tensioni tra universalismo e particolarismo insite nell’ordine internazionale moderno.

La legge nell'oceano. Ugo Grozio e le origini dello spazio politico moderno

Del Vecchio, Antonio
2020

Abstract

Il libro analizza come – in stretta connessione con la sua ridefinizione del diritto naturale, del diritto delle genti e della questione della guerra giusta – la riflessione giuridica e politica di Ugo Grozio si sia confrontata con la nuova configurazione dello spazio mondiale prodottasi in seguito alle scoperte geografiche e alla proiezione delle potenze europee sugli oceani e sugli altri continenti. Facendo interagire gli sviluppi più recenti del dibattito sulla figura del giurista olandese con gli spunti di ricerca provenienti dal campo degli studi atlantici e postcoloniali, si cercherà di mostrare che per cogliere il significato storico e teorico dell’opera groziana è indispensabile guardare al di là dell’Europa e osservare come l’ordine emergente degli Stati si sia intrecciato con la realtà composita degli imperi, con i processi di accumulazione economica ed espansione commerciale del capitalismo nascente, con le forme di appropriazione territoriale realizzate da attori non soltanto pubblici ma anche privati o ibridi, come le compagnie commerciali. Riletti in questa chiave globale, testi come il De iure praedae e il De iure belli ac pacis continuano ad apparire indispensabili per affrontare genealogicamente una serie di problematiche ancora oggi decisive, come le relazioni tra l'Europa e il resto del mondo, l'eredità del dominio coloniale e le tensioni tra universalismo e particolarismo insite nell’ordine internazionale moderno.
195
978-88-15-29134-9
Del Vecchio, Antonio
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