Il contributo – redatto per il catalogo dell’esposizione dedicata alle realizzazioni conclusive della vita di Robert Morris, che si è tenuta alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma a un anno di distanza dalla morte dello scultore (15 ottobre 2019 al 3 marzo 2020) – indaga la dimensione “velo” all’interno delle due installazioni che l’artista americano ha realizzato nel 2015 e nel 2018. Le numerose sculture che compongono le due installazioni sono impronte, ottenute disponendo su manichini opportunamente modellati tela di lino e fibra di carbonio, che la resina epossidica “solidifica” facendole diventare “veli” autoportanti una volta che il manichino viene tolto. Lo studio, inoltre, focalizza l’attenzione sulla forte dimensione passionale che queste sculture-veli sono in grado di veicolare e sulla loro capacità di creare una costellazione con esempi cardine della storia dell’arte del passato, come ad esempio con le statue di piangenti in alabastro che formavano il corteo funebre disposto intorno alla tomba di Filippo l’Ardito, duca di Borgogna, realizzate da Claus Sluter nel primo quarto del Quattrocento.

Luce e tenebre nei veli di Robert Morris

Lucia Corrain
2020

Abstract

Il contributo – redatto per il catalogo dell’esposizione dedicata alle realizzazioni conclusive della vita di Robert Morris, che si è tenuta alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma a un anno di distanza dalla morte dello scultore (15 ottobre 2019 al 3 marzo 2020) – indaga la dimensione “velo” all’interno delle due installazioni che l’artista americano ha realizzato nel 2015 e nel 2018. Le numerose sculture che compongono le due installazioni sono impronte, ottenute disponendo su manichini opportunamente modellati tela di lino e fibra di carbonio, che la resina epossidica “solidifica” facendole diventare “veli” autoportanti una volta che il manichino viene tolto. Lo studio, inoltre, focalizza l’attenzione sulla forte dimensione passionale che queste sculture-veli sono in grado di veicolare e sulla loro capacità di creare una costellazione con esempi cardine della storia dell’arte del passato, come ad esempio con le statue di piangenti in alabastro che formavano il corteo funebre disposto intorno alla tomba di Filippo l’Ardito, duca di Borgogna, realizzate da Claus Sluter nel primo quarto del Quattrocento.
Robert Morris. Monumentum 2015–2018
44
53
Lucia Corrain
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