Muovendo da un provocatorio volume scritto dall’ex ministro delle finanze d’Ungheria Lajos Bokros a proposito della cultura della transizione in Europa centrale, questo saggio affronta alcuni dei più rilevanti aspetti che la caratterizzano. In particolare, si indagano le ragioni profonde della perdurante indeterminatezza sociale, economica e politico-culturale che caratterizza la transizione post-socialista tanto nella “Mitteleuropa” (e nelle manifestazioni nostalgiche che l’accompagnano) , quanto nei Paesi baltici e in quelli balcanici. In altre parole, questo saggio evidenzia come la transizione iniziata nel 1989 non sia stata completata, giacché necessita ancora di affrontare nodi strutturali rimasti insoluti, sebbene l’allargamento ad Est dell’Unione Europea, con i suoi negoziati e i richiesti adeguamenti normativi, si sia concluso con relativo successo, fra il 2004 e il 2013, per molti Paesi appartenenti a questa vasta macroarea geopolitica. In questo quadro, il saggio si sofferma non solo sui processi di "adeguamento" all'Occidente, ma anche sulle traiettorie politiche mirate a "contare", una volta divenuti parte delle istituzioni euro-atlantiche. Il saggio si conclude sottolineando come ancora in Europa centrale si avverta l'impatto culturale di essere parte di un mondo ex, come già Matvejevic aveva rimarcato.

“Essere o non essere”: I dilemmi dell’Europa Centro-orientale fra inclusione e difese identitarie

Stefano Bianchini
2020

Abstract

Muovendo da un provocatorio volume scritto dall’ex ministro delle finanze d’Ungheria Lajos Bokros a proposito della cultura della transizione in Europa centrale, questo saggio affronta alcuni dei più rilevanti aspetti che la caratterizzano. In particolare, si indagano le ragioni profonde della perdurante indeterminatezza sociale, economica e politico-culturale che caratterizza la transizione post-socialista tanto nella “Mitteleuropa” (e nelle manifestazioni nostalgiche che l’accompagnano) , quanto nei Paesi baltici e in quelli balcanici. In altre parole, questo saggio evidenzia come la transizione iniziata nel 1989 non sia stata completata, giacché necessita ancora di affrontare nodi strutturali rimasti insoluti, sebbene l’allargamento ad Est dell’Unione Europea, con i suoi negoziati e i richiesti adeguamenti normativi, si sia concluso con relativo successo, fra il 2004 e il 2013, per molti Paesi appartenenti a questa vasta macroarea geopolitica. In questo quadro, il saggio si sofferma non solo sui processi di "adeguamento" all'Occidente, ma anche sulle traiettorie politiche mirate a "contare", una volta divenuti parte delle istituzioni euro-atlantiche. Il saggio si conclude sottolineando come ancora in Europa centrale si avverta l'impatto culturale di essere parte di un mondo ex, come già Matvejevic aveva rimarcato.
L’Europa della Rivoluzione di velluto
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73
Stefano Bianchini
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