Spodoptera littoralis (Lepidoptera Noctuidae), specie altamente polifaga, era un tempo segnalata per danni prevalentemente in Sicilia, ma, più di recente, si è resa responsabile di attacchi a svariate colture anche in altre regioni italiane. S. littoralis è annoverata tra gli ospiti naturali di Exorista larvarum (Diptera Tachinidae), parassitoide polifago gregario di larve di lepidotteri, le cui femmine depongono sull’ospite uova macrotipiche. I due insetti sono mantenuti in allevamento continuo: il nottuide su Phaseolus vulgaris L. e il tachinide a spese dell’ospite di sostituzione Galleria mellonella (L.) (Lep.: Pyralidae). È stata svolta una prova di laboratorio per indagare il ruolo della pianta ospite sul parassitismo di S. littoralis da parte di E. larvarum. Femmine del tachinide senza esperienza sono state poste individualmente in una gabbia di plexiglass insieme a tre bersagli: 1) larva di S. littoralis, 2) larva di G. mellonella, 3) larva di S. littoralis su foglia di fagiolo. I bersagli 1 e 2 sono stati scelti, rispettivamente, dal 37,5% e dal 50% delle femmine. Solo il 12,5% delle scelte ha riguardato il bersaglio 3). La localizzazione dell’ospite da parte dei parassitoidi è condizionata da stimoli chimici e fisici, ma, per i tachinidi, questi ultimi, soprattutto quelli visivi, sono particolarmente importanti. È possibile che le larve di nottuide su foglia di fagiolo siano state meno percepite dalle femmine, e pertanto meno scelte, a causa della loro colorazione, che le ha rese poco visibili. È poi da sottolineare che, sia pure in modo non significativo il bersaglio 2 (ospite naturale) è stato scelto in misura inferiore rispetto al bersaglio 3 (ospite di sostituzione). Sono state in seguito comparate, in laboratorio, l’accettabilità e l’idoneità di S. littoralis e di G. mellonella nei confronti di E. larvarum. In base al tempo necessario a ottenere l’ovideposizione di 4-6 uova/larva, l’accettabiltà è risultata non diversa tra i due lepidotteri (test di Kruskal-Wallis). Tuttavia S. littoralis si è dimostrata scarsamente idonea per il tachinide: solo l’1,3% delle larve ha prodotto pupari contro il 75% delle larve di G. mellonella. I risultati sembrano indicare che E. larvarum, allevata per anni a spese di un ospite di sostituzione, abbia perso di molto le capacità di parassitizzare con successo uno degli ospiti naturali. Al momento, però, non è da scartare l’ipotesi in base alla quale, nelle vecchie associazioni ospite-parassitoide (quale S. littoralis-E. larvarum), si instaurerebbe un equilibrio, che porterebbe la vittima a sviluppare una sorta di resistenza nei confronti dell’antagonista.

ASPETTI DEL PARASSITISMO DI SPODOPTERA LITTORALIS (BOISDUVAL) DA PARTE DI EXORISTA LARVARUM (L.)

DEPALO, LAURA;MARCHETTI, ELISA;DINDO, MARIA LUISA;BARONIO, PIERO
2009

Abstract

Spodoptera littoralis (Lepidoptera Noctuidae), specie altamente polifaga, era un tempo segnalata per danni prevalentemente in Sicilia, ma, più di recente, si è resa responsabile di attacchi a svariate colture anche in altre regioni italiane. S. littoralis è annoverata tra gli ospiti naturali di Exorista larvarum (Diptera Tachinidae), parassitoide polifago gregario di larve di lepidotteri, le cui femmine depongono sull’ospite uova macrotipiche. I due insetti sono mantenuti in allevamento continuo: il nottuide su Phaseolus vulgaris L. e il tachinide a spese dell’ospite di sostituzione Galleria mellonella (L.) (Lep.: Pyralidae). È stata svolta una prova di laboratorio per indagare il ruolo della pianta ospite sul parassitismo di S. littoralis da parte di E. larvarum. Femmine del tachinide senza esperienza sono state poste individualmente in una gabbia di plexiglass insieme a tre bersagli: 1) larva di S. littoralis, 2) larva di G. mellonella, 3) larva di S. littoralis su foglia di fagiolo. I bersagli 1 e 2 sono stati scelti, rispettivamente, dal 37,5% e dal 50% delle femmine. Solo il 12,5% delle scelte ha riguardato il bersaglio 3). La localizzazione dell’ospite da parte dei parassitoidi è condizionata da stimoli chimici e fisici, ma, per i tachinidi, questi ultimi, soprattutto quelli visivi, sono particolarmente importanti. È possibile che le larve di nottuide su foglia di fagiolo siano state meno percepite dalle femmine, e pertanto meno scelte, a causa della loro colorazione, che le ha rese poco visibili. È poi da sottolineare che, sia pure in modo non significativo il bersaglio 2 (ospite naturale) è stato scelto in misura inferiore rispetto al bersaglio 3 (ospite di sostituzione). Sono state in seguito comparate, in laboratorio, l’accettabilità e l’idoneità di S. littoralis e di G. mellonella nei confronti di E. larvarum. In base al tempo necessario a ottenere l’ovideposizione di 4-6 uova/larva, l’accettabiltà è risultata non diversa tra i due lepidotteri (test di Kruskal-Wallis). Tuttavia S. littoralis si è dimostrata scarsamente idonea per il tachinide: solo l’1,3% delle larve ha prodotto pupari contro il 75% delle larve di G. mellonella. I risultati sembrano indicare che E. larvarum, allevata per anni a spese di un ospite di sostituzione, abbia perso di molto le capacità di parassitizzare con successo uno degli ospiti naturali. Al momento, però, non è da scartare l’ipotesi in base alla quale, nelle vecchie associazioni ospite-parassitoide (quale S. littoralis-E. larvarum), si instaurerebbe un equilibrio, che porterebbe la vittima a sviluppare una sorta di resistenza nei confronti dell’antagonista.
Proceedings
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DEPALO L.; MARCHETTI E.; DINDO M.L.; BARONIO P.
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