Questo contributo, realizzato grazie alle osservazioni effettuate dalle maestre della Provincia di Rimini, si propone come una serie di indicazioni riferite ad alcuni aspetti del comportamento motorio infantile. Il campione osservato, di oltre 400 bambini provenienti da tutte le cinque classi della scuola primaria, può essere considerato un dato indicativo rispetto alla realtà territoriale Riminese senza alcuna pretesa di generalizzazione. La griglia utilizzata per l’osservazione del comportamento motorio, che forniamo come esempio di strumento nell’ambito dell’Educazione Fisica , può aiutare le insegnanti a creare strumenti e indicatori che, oltre evidenziare i vari comportamenti motori, offrano una scala di lettura che supporti la “verifica” e , di conseguenza, la “valutazione”. I dati raccolti forniscono l’idea di un bambino capace di efficacia motoria(destrezza), se correttamente stimolata, unita a una buona predisposizione all’uso degli attrezzi che, nel tempo, passa da un approccio imitativo/esplorativo ad uno creativo (competenza manipolatoria). La manipolazione della palla, riferibile sempre a tale ambito, evolve gradualmente dalla capacità di ricevere e lanciare da fermi alla competenza di ricevere e passare in movimento durante il gioco. Tale competenza è facilitata anche dalla migliore capacità di orientamento spazio temporale che il bambino incrementa costantemente, dalla prima alla quinta classe, passando dalla strategia di aggiustamento lento ad una strategia di aggiustamento veloce, rispetto a oggetti statici (attrezzi) e dinamici (compagni). La capacità di ritmo, basata sulla percezione di semplici cadenze, evolve, negli anni della scuola primaria, verso la capacità di ritmizzare con o senza guida i movimenti appresi. L’evoluzione complessiva di queste capacità motorie, è confermata anche dall’aumentata competenza cognitiva riferita alla comprensione dei compiti motori che, nel tempo, diviene sempre più indipendente e autonoma. Dal punto di vista delle competenze relazionali, i bambini tendono a divenire socio centrici a partire dai 7/8 anni e questa loro tendenza si manifesta in tutte le attività cui prendono parte siano esse di gioco o di maggiore impegno. Ciò non esclude la capacità di discriminare con chi e in quale situazione collaborare o cooperare. Indubbiamente l’idea pedagogica potrebbe privilegiare le attività collaborative, nelle prime classi, e cooperative nelle ultime classi. Tale maturazione socio relazionale condiziona anche i comportamenti di gioco nei quali il bambino, appunto, passa da una collaborazione aperta e indiscriminata a una collaborazione sempre più consapevole, orientata e autonoma anche in relazione, probabilmente, agli obiettivi da raggiungere. Per le differenze di genere possiamo sottolineare una maggiore predisposizione dei maschi verso le attività competitive e di confronto, mentre le femmine mostrano maggiore predisposizione verso il controllo ritmico e artistico del movimento. Tale attitudine manifesta nei maschi maggiore dinamicità nel gioco e in tutte le abilità ad esso connesso, sia in relazione alla manipolazione della palla che alla velocità di orientamento spazio temporale. Nelle femmine, invece, tali abilità si manifestano maggiormente nelle attività più generiche e, comunque, non dipendenti dal confronto-competizione con gli altri. La conclusione di questo capitolo non può essere che una: “ i bambini sono portatori di enorme potenzialità nell’ambito motorio, potenzialità che si collegano direttamente al loro sviluppo psicofisico e sociale. Un tempo, nei cortili e negli spazi aperti, i bambini potevano sviluppare la loro motricità in forme e modi oggi sconosciuti ai bambini moderni, la scuola ha il compito di fornire ambiti di sviluppo, della motricità infantile come, “cura” educativa verso la formazione di adulti sereni e maturi, pronti a un inserimento attivo e costruttivo nella complessa società moderna”

Analisi del contesto

CECILIANI, ANDREA
2009

Abstract

Questo contributo, realizzato grazie alle osservazioni effettuate dalle maestre della Provincia di Rimini, si propone come una serie di indicazioni riferite ad alcuni aspetti del comportamento motorio infantile. Il campione osservato, di oltre 400 bambini provenienti da tutte le cinque classi della scuola primaria, può essere considerato un dato indicativo rispetto alla realtà territoriale Riminese senza alcuna pretesa di generalizzazione. La griglia utilizzata per l’osservazione del comportamento motorio, che forniamo come esempio di strumento nell’ambito dell’Educazione Fisica , può aiutare le insegnanti a creare strumenti e indicatori che, oltre evidenziare i vari comportamenti motori, offrano una scala di lettura che supporti la “verifica” e , di conseguenza, la “valutazione”. I dati raccolti forniscono l’idea di un bambino capace di efficacia motoria(destrezza), se correttamente stimolata, unita a una buona predisposizione all’uso degli attrezzi che, nel tempo, passa da un approccio imitativo/esplorativo ad uno creativo (competenza manipolatoria). La manipolazione della palla, riferibile sempre a tale ambito, evolve gradualmente dalla capacità di ricevere e lanciare da fermi alla competenza di ricevere e passare in movimento durante il gioco. Tale competenza è facilitata anche dalla migliore capacità di orientamento spazio temporale che il bambino incrementa costantemente, dalla prima alla quinta classe, passando dalla strategia di aggiustamento lento ad una strategia di aggiustamento veloce, rispetto a oggetti statici (attrezzi) e dinamici (compagni). La capacità di ritmo, basata sulla percezione di semplici cadenze, evolve, negli anni della scuola primaria, verso la capacità di ritmizzare con o senza guida i movimenti appresi. L’evoluzione complessiva di queste capacità motorie, è confermata anche dall’aumentata competenza cognitiva riferita alla comprensione dei compiti motori che, nel tempo, diviene sempre più indipendente e autonoma. Dal punto di vista delle competenze relazionali, i bambini tendono a divenire socio centrici a partire dai 7/8 anni e questa loro tendenza si manifesta in tutte le attività cui prendono parte siano esse di gioco o di maggiore impegno. Ciò non esclude la capacità di discriminare con chi e in quale situazione collaborare o cooperare. Indubbiamente l’idea pedagogica potrebbe privilegiare le attività collaborative, nelle prime classi, e cooperative nelle ultime classi. Tale maturazione socio relazionale condiziona anche i comportamenti di gioco nei quali il bambino, appunto, passa da una collaborazione aperta e indiscriminata a una collaborazione sempre più consapevole, orientata e autonoma anche in relazione, probabilmente, agli obiettivi da raggiungere. Per le differenze di genere possiamo sottolineare una maggiore predisposizione dei maschi verso le attività competitive e di confronto, mentre le femmine mostrano maggiore predisposizione verso il controllo ritmico e artistico del movimento. Tale attitudine manifesta nei maschi maggiore dinamicità nel gioco e in tutte le abilità ad esso connesso, sia in relazione alla manipolazione della palla che alla velocità di orientamento spazio temporale. Nelle femmine, invece, tali abilità si manifestano maggiormente nelle attività più generiche e, comunque, non dipendenti dal confronto-competizione con gli altri. La conclusione di questo capitolo non può essere che una: “ i bambini sono portatori di enorme potenzialità nell’ambito motorio, potenzialità che si collegano direttamente al loro sviluppo psicofisico e sociale. Un tempo, nei cortili e negli spazi aperti, i bambini potevano sviluppare la loro motricità in forme e modi oggi sconosciuti ai bambini moderni, la scuola ha il compito di fornire ambiti di sviluppo, della motricità infantile come, “cura” educativa verso la formazione di adulti sereni e maturi, pronti a un inserimento attivo e costruttivo nella complessa società moderna”
Il cerchio di giocia: l'attività motoria nella scuola primaria, emozioni e creatività
57
72
Ceciliani A.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/76341
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